Venerdì, 13 dicembre 2019 - ore 07.24

Vittore Soldo (PD) risponde a Zanolli su Salvini ed invita a partecipare alla manifestazione di Cremona del 15 dicembre

Io sarò al presidio del prossimo 15 dicembre, organizzato dalla Tavola per la Pace di Cremona, in piazza Stradivari: lo spirito dell’iniziativa va oltre le rivendicazioni di appartenenza politica e richiama a quei valori di altruismo e solidarietà e a quel senso di bene comune condiviso su cui si dovrebbe basare una sicurezza diffusa e ben più solida di come la intende il Ministro degli Interni.

| Scritto da Redazione
 Vittore Soldo (PD)  risponde a Zanolli su Salvini ed invita a partecipare alla manifestazione di Cremona del 15 dicembre

 Vittore Soldo (PD)  risponde a Zanolli su Salvini ed invita a partecipare alla manifestazione di Cremona del 15 dicembre

Egregio direttore, sollecitato a dovere e per giusta causa eccomi qui a raccogliere il suo invito.

Mi si permetta di riparare all’imperdonabile mancanza ma ho creduto seriamente che rispetto a quanto scritto dal nostro Ministro degli Interni, bastassero le autorevoli ed esaustive parole di due importanti riferimenti istituzionali e politici del nostro territorio nonché membri del partito che anche io rappresento: l’on. Luciano Pizzetti ed il Sindaco di Crema, Stefania Bonaldi.

Mi sbagliavo e colgo il suo sprono rispondendo di seguito a quella lettera. Chiaramente non ripeterò quanto già giustamente scritto da Luciano Pizzetti e Stefania Bonaldi e credo quindi di poter saltare le argomentazioni che riguardano la differenza tra fenomeno reale e percepito: come si è appreso dalle fonti del Ministero degli Interni e di Grazia e Giustizia, da qualche anno a questa parte, i reati minori e diffusi sono in costante diminuzione, a differenza, invece, di quei reati che si consumano tra le mura domestiche e a discapito soprattutto di donne e bambini: purtroppo i femminicidi sono drasticamente aumentati ed è triste sapere che sono soprattutto italiani e non stranieri, coloro i quali, si macchiano di questo ignobile reato. Inizierei quindi dal “ricollocare” la parola “sicurezza”, provando a darne una giusta definizione rispetto a quella che invece vorrebbe darne l’on. Salvini: credo che la “sicurezza” di un cittadino italiano dipenda dall’azione di presidio e dalla cura che istituzioni, associazioni e singoli cittadini hanno, del proprio territorio.

La sicurezza è prima di tutto un fatto culturale: in una comunità in cui il bene comune e l’altruismo prevalgono sull’individualismo, nessuno si sente in pericolo perché sa di poter contare sull’aiuto di amici, parenti o addirittura sull’ausilio più genericamente detto “del prossimo”.

Fino a poco tempo fa, questo era da considerarsi un assunto nelle nostre comunità.

 Individualismo e sfiducia nei confronti delle istituzioni, hanno indebolito in ciascuno di noi, la condivisione di determinati valori. In questo contesto il percepito differisce molto dal reale perché c’è una grande sfiducia nel prossimo ed è chiaro che se la fiducia nel nostro “vicino di casa” è fortemente ridimensionata, la stessa fiducia verso chi viene da molto lontano o addirittura da culture e religioni diverse dalla nostra, si è praticamente sbriciolata.

 In questo diffuso sentire, si innesta la politica di Salvini: alimentare l’individualismo e la sfiducia delle persone nei confronti del prossimo, in una continua individuazione del nemico di turno, facendo credere che la sicurezza debba passare solo ed esclusivamente attraverso l’insediamento di uno stato di polizia e non dal ripristino di precisi e ben circoscritti valori quali l’altruismo e la solidarietà che, oltretutto, sarebbero alla base del vangelo su cui spesso giura, il Ministro appunto.

Ed è proprio questo uno dei motivi per cui non ho risposto alla lettera di Salvini: perché se è giusto e condivido l’aumento dell’organico di polizia e carabinieri in provincia, soprattutto per dare respiro agli agenti che presidiano il nostro territorio, non condivido l’impostazione per la quale si intende far credere che un senso diffuso di sicurezza debba passare solo ed unicamente dal rafforzamento degli organi di Polizia.

C’è un’altra “sicurezza” che dovrebbe preoccupare l’on. Salvini ed è la sicurezza economica e finanziaria di questo paese e di questa provincia: rischiamo una riduzione drastica la resilienza di questo territorio ovvero di quella capacità di resistere agli stress a cui sono sottoposte le persone che vivono in condizioni di fragilità sociale come del resto l’esposizione a cui sono sottoposti i nostri imprenditori. L’Italia e ancora di più la provincia di Cremona non vivono in una situazione economica che si possa dire sicura e consolidata e rispetto alla quale invece, da quando Salvini è al Governo insieme all’altro “astronauta pasticcione” dei 5 stelle, sembra non preoccuparsi a tal punto che nonostante tutti gli indicatori macroeconomici dicano che l’Italia sia a forte rischio regressione, loro si ostinino a fare gli spacconi: se invece di continuare a pensare che il vero problema dell’Italia dipenda dai reati diffusi e minori ci si preoccupasse della bassa capacità di questo paese di resistere agli scossoni e alle fluttuazioni economiche e finanziarie, staremmo già risalendo tutto lo Spread accumulato da quando sono al governo questi chiaccheroni grigio-verdi.

Quando ho letto la lettera di Salvini al vostro giornale mi è venuta in mente una celebre battuta di Benigni sulla retorica dell’aver fatto qualcosa di buono degli estimatori di Benito Mussolini: “anche lui avrà detto buongiorno a qualcuno ogni tanto”.

Ecco, le misure contenute nel decreto sicurezza, per la parte che riguarda le forze dell’ordine, non le si può considerare frutto di genio politico bensì come scriveva giustamente Pizzetti, sono la prosecuzione di quanto impostato dal governo precedente. Direi che non ci voleva un fuoriclasse nel promulgare questi articoli di legge, come credo non debba servire più di un esponente del Partito Democratico nel commentarle per quello che sono se non un giusto aumento di organico delle forze dell’ordine.

La cosa che invece merita un commento e che preoccupa del decreto sicurezza di Salvini sono le misure nei confronti del fenomeno migratorio: in primis si fa venir meno quella cura e quel presidio rispetto ad un fenomeno che smettendo di tener monitorato, saremo costretti a subire ancora di più: non serve a niente mettere la polvere sotto il tappeto. Non spariscono i migranti a cui non si vuole dare accoglienza e integrazione, semmai, finiranno ancora più facilmente tra le braccia di chi si potrà approfittare della loro fragilità per farne carne da macello e veicolo di delinquenza e di spaccio, aumentando l’esposizione di tutti noi e alzando pericolosamente il rischio ed il livello di conflittualità dei contesti già oggi considerati “periferici”.

Nemmeno qui ci vuole un’intelligenza superiore per capire che questa legge invece che aumentare la sicurezza e la percezione stessa di sicurezza non farà altro che aumentare l’insicurezza in valore assoluto: aumenteranno reati e si forniranno braccia, a basso costo, alla criminalità organizzata.

Ed è per questo che io sarò al presidio del prossimo 15 dicembre, organizzato dalla Tavola per la Pace di Cremona, in piazza Stradivari: lo spirito dell’iniziativa va oltre le rivendicazioni di appartenenza politica e richiama a quei valori di altruismo e solidarietà e a quel senso di bene comune condiviso su cui si dovrebbe basare una sicurezza diffusa e ben più solida di come la intende il Ministro degli Interni.

Dalle vostre pagine invito quante più persone ad essere a quella manifestazione, lasciando a casa bandiere e simboli di partito, in rispetto allo spirito e al senso della manifestazione.

Credo invece che farebbe bene Salvini a prendere lezioni dal Consigliere Regionale Matteo Piloni,   ll quale, in Consiglio Regionale, dai banchi dell’opposizione, ha dato le giuste declinazioni della parola sicurezza: sicurezza di viaggiare, di lavorare, di fruire dei servizi, di curarsi. Inoltre grazie a questo spazio che mi concede, chiedo a lei a ai suoi lettori di mettere vicino alla lettera di Salvini che parla di “sicurezza”, gli articoli del vostro giornale in cui si parla della situazione e della sicurezza delle infrastrutture della Provincia di Cremona dopo più di 20 anni di centrodestra in Lombardia e al secondo mandato di un presidente Leghista al Pirellone: ma non dovrebbe essere chi siede nella giunta di Regione Lombardia e chi presiede il Ministero delle Infrastrutture a prendersi la responsabilità e l’onere di trovare finalmente le risorse e i soldi per le infrastrutture che mancano alla provincia di Cremona, invece di nascondersi dietro al finto problema della sicurezza e continuare a prendere tempo facendo finta di ascoltare il territorio alla continua e disperata ricerca di scuse e di alibi per togliersi da qualsiasi responsabilità di scelta?

Chiudo ringraziandola e chiedendo a Lei e a chi legge di recuperare un po’ di senso dello Stato e della misura: non capisco come mai io e Gianluca Galimberti, ci dovremmo sentire in dovere di rispondere e ribadire che la politica della sicurezza di Salvini ha un respiro corto e farà seri danni a questo paese e invece chi si fa paladino dell’ordine e della disciplina, come il Ministro Salvini, non debba essere richiamato a restituire 49 milioni di euro indebitamente sottratti alle casse dello Stato...che servirebbero appunto per dare un po’ più di sicurezza alle nostre infrastrutture viarie, quelle si insicure e da troppo tempo dimenticate dal Pirellone.

Grazie per lo sprono e per l’attenzione.

Vittore Soldo, Segretario Provinciale del Partito Democratico

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In allegato l'editoriale di Voittoriano Zanolli

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