Lunedì, 27 marzo 2023 - ore 15.42

ZEMAN ELETTO PRESIDENTE IN REPUBBLICA CECA|E.Rampino

| Scritto da Redazione
ZEMAN ELETTO PRESIDENTE IN REPUBBLICA CECA|E.Rampino

Il risultato della prima votazione diretta per il nuovo Presidente della Repubblica Ceca, ha premiato
il candidato espressione del centrosinistra Miloš Zeman, giunto in ballottaggio con il candidato
conservatore Karel Schwarzerberg.
Zeman si è imposto con più del 55% dei voti. 
68 anni, dopo aver preso parte alla marcia degli studenti nel ’89 che ha poi portato il Paese alla
cosiddetta “rivoluzione di velluto”, Zeman nel ’93 diventa presidente dei socialdemocratici che
sotto la sua guida arrivano a vincere le elezioni politiche del ’98, divenendo primo ministro.
Nel 2003 tenta per la prima volta la scalata al “Castello di Praga”, sede del Presidente della
Repubblica, forte di una nutrita maggioranza in Parlamento, ma sotto i colpi di molti franchi tiratori
fra le forze politiche che lo sostengono, deve cedere a favore di Vaclav Klaus rimasto in carica per
due mandati consecutivi, fino ad oggi.
A seguito della cocente delusione non priva di forti rancori personali nei confronti dei “traditori”, si
allontana dalla politica attiva fino a fare una breve ricomparsa nelle ultime votazioni politiche, alla
testa di un nuovo partito che però non supera lo sbarramento per l’accesso in Parlamento.
Si candida quindi a questa tornata elettorale per l’elezione diretta del Presidente, spinto a suo dire
dal fatto che: ”non è così facile corrompere otto milioni di elettori come può esserlo per alcuni dei
281 Deputati” e “per ridare un profilo professionistico ad una classe politica composta in
prevalenza da dilettanti” . (Va ricordato a tal proposito che in Repubblica Ceca si sta sperimentando
per la prima volta l’elezione diretta del Capo dello Stato, pur permanendo il sistema parlamentare
precedente, attraverso una consultazione popolare a doppio turno).
Gli slogan della sua campagna elettorale sono stati incentrati sulla promessa di essere il “Presidente
del popolo” e di “ricucire e moderare i conflitti politici”.
Quello che i suoi avversari (e non solo) gli rimproverano, è l’aver stretto il cosiddetto “patto
d’opposizione” in Parlamento con l’appoggio del partito della destra dell’allora leader Klaus,
quando nel ’98 non riuscì a costruire una maggioranza con gli alleati naturali, in funzione di una
“emergenza di governabilità del Paese”. Nella circostanza concesse in cambio a molti personaggi
politici del partito conservatore, posti molto ben remunerati nei consigli di amministrazione delle
aziende di Stato. In questa maniera venendo a cadere il controllo dell’opposizione sul governo,
secondo i suoi detrattori, si aprì la strada al fenomeno corruttivo che ancora oggi attanaglia il Paese.
Altro rilievo che gli viene mosso, è quello relativo alla scelta dei collaboratori, primo fra tutti
Miroslav Å louf considerato da tutti un lobbista, al centro di numerosi scandali economici e primo
attore di un presunto finanziamento di un’importante compagnia petrolifera, alla sua campagna
elettorale. 
E’ prevedibile che questo sistema parlamentare con espressione popolare del Presidente, possa
divenire presto motivo di modifiche costituzionali. Sarà infatti abbastanza difficile che un
Presidente eletto a suffragio popolare si accontenti del ruolo piuttosto marginale nella guida politica
del Paese, che la Costituzione attualmente gli attribuisce. Anche se va detto che rispetto ad altri
sistemi parlamentari esistenti in Europa, quello ceco affida una certa importanza al Presidente,
soprattutto sulle scelte di politica estera.
 Ma fino a prova contraria, queste rimangono naturalmente solo delle ipotesi.
(f.to: Elio Rampino)
Praga

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