Domenica, 23 giugno 2024 - ore 19.15

Anche Pax Christi Cremona ricorda mons. Bettazzi, uomo del Vangelo e della pace

L’abbiamo incontrato in tante occasioni, abbiamo ascoltato la sua voce forte e incisiva che ci ha sempre spronato a vivere il Vangelo nella sua radicalità

| Scritto da Redazione
Anche Pax Christi Cremona ricorda mons. Bettazzi, uomo del Vangelo e della pace

Anche Pax Christi Cremona ricorda mons. Bettazzi, uomo del Vangelo e della pace

 Anche la sezione cremonese di Pax Christi si unisce alle tanti voci che in questi giorni, dopo la sua morte avvenuta il 16 luglio, ricordano la figura e l’impegno di mons. Luigi Bettazzi, che proprio della associazione pacifista cattolica è stato presidente e animatore.

 Ecco il testo del ricordo di Pax Christi Cremona:

 “L’abbiamo incontrato in tante occasioni, abbiamo ascoltato la  sua voce forte e incisiva che ci ha sempre spronato a vivere il Vangelo nella sua radicalità, dentro la realtà storica segnata dall’egoismo e dalla sete di potere.

 La radice della sua azione pastorale e delle sue scelte coraggiose a favore dei poveri, degli operai, la sua condanna del commercio delle armi e delle guerre, la sua volontà di dialogo con tutti per umanizzare la società, nascevano dalla fede nel Dio della vita che in Gesù, suo Figlio nello Spirito, fa di tutti noi fratelli e sorelle, segnati dalla stessa dignità umana, presente in ogni persona.

 Non è mons. Bettazzi che ha detto “beati voi poveri, perché vostro è il regno di Dio, beati voi che ora avete fame perché sarete saziati… Guai a voi, ricchi, perché avete ricevuto la vostra consolazione, guai a voi che ora ridete, perché sarete nel dolore e piangerete..”, ma Gesù, come è scritto nel capitolo sesto del Vangelo secondo Luca . Egli ha cercato solo di attualizzare con tutta la sua esistenza queste parole. Non è stato Bettazzi a dire che saremo giudicati al termine della vita, sul fatto di aver soccorso l’affamato, l’assetato, lo straniero, il malato, il carcerato, ma Gesù, nel capitolo 25 del Vangelo secondo Matteo.

 Lui ha solo ricordato queste parole ai credenti e non credenti, facendo capire che molte volte anche i cristiani dimenticano tutto questo e sono infastiditi da queste parole di Gesù. Questa è la grande eredità che egli ci lascia: la passione per il Vangelo, per il regno di Dio che è Padre di tutti e ci aspetta nella sua luce, la passione per pace come dono da invocare ogni giorno e per il quale anche mettere in gioco la propria vita, accettando incomprensioni e persecuzioni come Gesù.

 Egli ci ha voluto dire che dobbiamo essere cristiani coerenti come lui lo è stato sempre. Ci ha spronato a prendere il mano il Vangelo, sine glossa, sapendo che questo provoca sofferenza e croce ma che soltanto così potremo essere sale della terra e luce del mondo. Grazie don Luigi e ora prega ancora per noi”.

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