La crisi economica non può giustificare scelte sbagliate, mai. Vendere il patrimonio pubblico al
miglior offerente per fare cassa è un grave errore,qui non si tratta di avviare un processo di privatizzazione di alcuni settori importanti dei servizipubblici, bensì di “svendere” il patrimonio pubblico,faticosamente costruito e pagato dai contribuenti.
Illudersi di risolvere i bilanci delle amministrazioni pubbliche, così da garantire ai cittadini
migliori servizi, con queste operazioni è semplicemente ridicolo!
Nel caso dell’Azienda Energetica Municipale di Cremona poi, sarebbe ancor più ingiustificato: un’azienda con una storia quasi secolare alle spalle che ha saputo offrire
alla città di Cremona servizi eccellenti e di molto superiori alla media nazionale, riscontrando
spesso le lodi delle Autority competenti.
Nulla a che vedere con i “carrozzoni pubblici”: buoni per rispondere a dinamiche clientelari o preelettorali che hanno visto momenti di espansione veramente ingiustificati.
Nel caso di Aem Cremona, la professionalità del personale e la capacità d’interpretare
al meglio l’obiettivo e lo scopo di un’Azienda di Servizi (al servizio della città e dei
suoi cittadini!) hanno fatto la differenza.
Questi sono patrimoni da valorizzare e custodire per il futuro, non certo da liquidare ad un “privato”
poco incline al servizio e ben orientato al profitto.
Il recentissimo referendum sull’acqua poi, ha decretato con indubbia evidenza cosa vogliono i
cittadini: Aziende di Servizi PUBBLICHE! A maggior ragione quando queste gestiscono servizi
di primaria necessità. Allora, la Politica recepisca quanto richiesto ed espresso dai cittadini,
renda efficienti le aziende ed incrementi i servizi, magari rendendoli più convenienti nelle tariffe finali; viceversa, se intende fare qualcosa di veramente utile, sgravi del suo “peso” i consigli di
amministrazioni chiamando a catene di comando e controllo più snelle, evitando inoltre di predicare
bene e, un minuto dopo, razzolare male!
Tutto ciò è un modo surrettizio di far pagare la crisi, ancora una volta, ai cittadini, non solo gravati
da un carico fiscale enorme, peraltro recentemente aumentato significativamente, bensì oltremodo
beffati dalla svendita del patrimonio pubblico, quindi, di loro legittima proprietà. Non
si trascenda nella demagogia e nel populismo, dove la ricetta di fare cassa viene propinata come
unica soluzione: si faccia pagare alla parte “peggiore” del Pese il giusto prezzo della crisi: chi
specula, chi evade il fisco, chi elude e chi impoverisce la Nazione deve avere il conto più “salato”
da saldare, mentre ai cittadini onesti si continui a dare servizi pubblici forniti da Aziende pubbliche.
Marco Arcari
Segretario Generale FILCTEM CGIL
Cremona



