Giovedì, 12 dicembre 2019 - ore 02.34

Bergamo REDDITO DI CITTADINANZA Il Comune descrive la situazione critica della sua applicazione

Il Sindaco Giorgio Gori e l’Assessore alle Politiche Sociali Marcella Messina hanno rappresentato oggi la situazione critica riguardante l’applicazione del Reddito di Cittadinanza nel Comune di Bergamo.

| Scritto da Redazione
Bergamo REDDITO DI CITTADINANZA Il Comune descrive la situazione critica della sua applicazione

Bergamo REDDITO DI CITTADINANZA Il Comune descrive la situazione critica della sua applicazione

Il Sindaco Giorgio Gori e l’Assessore alle Politiche Sociali Marcella Messina hanno rappresentato oggi la situazione critica riguardante l’applicazione del Reddito di Cittadinanza nel Comune di Bergamo.

La misura, istituita con D. L. 4/2019 convertito con L. 28 marzo 2019, ad oggi non è ancora pienamente applicabile a causa della mancanza dei decreti attuativi indispensabili a renderla operativa. Questo crea gravi disservizi sia ai cittadini richiedenti e beneficiari, sia agli Enti coinvolti nel sistema.

Il Comune, che aveva un ruolo da protagonista nella gestione di tutto l’iter per l’erogazione del REI (Reddito di Inclusione), nel caso del Reddito di Cittadinanza ha solo un ruolo attivo di secondo livello, facendo però da collettore primario di tutti i disagi che la situazione attuale comporta. Tra questi, soprattutto, la difficoltà di comprensione dell’iter burocratico, in alcuni passaggi davvero complesso, e lo scostamento tra l’attesa dei famosi 780 euro e la realtà dell’importo riconosciuto che molte volte, detrazione su detrazione, si traduce in poche decine di euro.

Così il cittadino si ritrova senza il REI, che ha automaticamente perso facendo domanda per il RdC, e con quest’ultimo riconosciuto con grande ritardo ed in quantità spesso insoddisfacente.

La norma relativa al Reddito di Cittadinanza affida oggi al Comune fondamentalmente due compiti: quello di verifica del criterio della residenza (almeno10 anni e consecutivamente gli ultimi 2), attività che però viene fatta solo dopo l’erogazione del Reddito stesso con il rischio per i beneficiari della perdita della misura e il pagamento di una sanzione; l’attivazione dei servizi connessi alla firma del Patto di Inclusione, alternativo al Patto per il Lavoro, qualora il Centro per l’Impiego non ritenga quest’ultimo percorso attuabile rispetto alle condizioni della persona.

In relazione a questi impegni il Comune di Bergamo è pronto: ha istituito un team multiprofessionale (assistenti sociali, tutor educativi, tutor per i tirocini sociali) strutturato e organizzato per la presa in carico dei beneficiari della misura; è parte attiva nella realizzazione di un Protocollo d’intesa per la Gestione della Misura Reddito di Cittadinanza che vede coinvolti Provincia di Bergamo, INPS, Poste italiane S.p.A., Consiglio di rappresentanza dei Sindaci di Bergamo, Ambiti territoriali, CGIL di Bergamo, CISL Bergamo, UIL Bergamo, Confindustria Bergamo, Confartigianato Bergamo allo scopo di creare, a livello territoriale, un modello gestionale condiviso per l’attuazione del provvedimento.

Tutto però è fermo.

I Centri per l’Impego, non dialogando ancora, dal punto di vista informatico, con l’ANPAL – Agenzia Nazionale per le Politiche Attive Lavoro, non hanno potuto fin qui convocare nei loro uffici i beneficiari del Reddito, né attivare l’iter successivo di inserimento nel lavoro o di affidamento ai Servizi Sociali.

I Servizi Sociali dei Comuni non accedono invece alla piattaforma, di competenza del Ministero, dedicata alla presa in carico degli stessi soggetti.

A questo si aggiunge poi la situazione ancora più critica dei cittadini non comunitari obbligati a produrre una certificazione reddituale e patrimoniale rilasciata dalla competente autorità dello Stato estero, tradotta in lingua italiana e legalizzata dall’autorità consolare italiana: un’impresa quasi impossibile che, in assenza del decreto attuativo, si è sommata alla decisione dell’INPS di congelare tutte le domande presentate, col risultato che gli stranieri richiedenti, in precedenza destinatari del REI, hanno perso anche questo dal momento in cui hanno fatto richiesta del RdC.

Molto critica resta la situazione dei senza fissa dimora che, per definizione, sono impossibilitati a dimostrare una residenza continuativa negli ultimi due anni e sono di conseguenza esclusi dalla possibilità di ricevere il RdC. Solo un numero limitato di queste persone può usufruire di progetti del Comune, come il “Residenziando”, che garantisce loro la residenza insieme al reinserimento sociale.

Guardando ai numeri del nostro Comune, al momento si ha notizia di 220 richiedenti il Reddito di Cittadinanza. Di questi, 141 sono ex beneficiari del REI – che ha Bergamo è arrivato ad interessare 400 soggetti – e 79 sono invece persone che non erano in carico ai Servizi Sociali, di cui si ha notizia perché si sono spontaneamente rivolte al Centro per l’Impiego dopo aver ricevuto dall’INPS l’sms di conferma dell’attivazione del RdC.

Non è però dato sapere quali importi siano stati loro riconosciuti e se ve ne siano altre ancora non “intercettate”

 

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