Sabato, 20 giugno 2026 - ore 16.54

Camera di Commercio di Cremona: ‘Con i tagli, a rischio i servizi alle imprese’

La RSU in rappresentanza dei dipendenti della Camera di Commercio: «A rischio la competitività del territorio e i posti di lavoro»

| Scritto da Redazione
Camera di Commercio di Cremona: ‘Con i tagli, a rischio i servizi alle imprese’

Continuare ad assicurare i servizi sin qui prestati al tessuto economico e imprenditoriale, continuare a sostenere la competitività del territorio, salvaguardare l’occupazione e la professionalità dei dipendenti camerali: sono queste le istanze dei lavoratori della Camera di Commercio di Cremona, in stato di agitazione per l’imminente varo, da parte del Consiglio dei Ministri, del decreto legislativo di riordino del sistema delle Camere di Commercio.

«Un decreto che, in contrasto con la legge delega approvata a metà 2015 che doveva garantire i livelli occupazionali, prevede ora un forte ridimensionamento delle funzioni degli enti camerali e un taglio consistente del personale, oltre a ribadire la necessità, per le Camere che non raggiungono la soglia delle 75 mila imprese iscritte, come la nostra, di accorpamenti con altre realtà territoriali», spiegano dalla Camera di Commercio di Cremona. «Se venisse confermato il testo della bozza in circolazione, il decreto comporterebbe, di fatto, un brusco stop a una serie di servizi e di azioni a sostegno delle imprese, dei cittadini e della competitività dei territori, senza portare nessun beneficio reale alle risorse dello Stato. Le Camere di Commercio, infatti, non solo si autofinanziano e non chiedono contributi allo Stato, ma da anni utilizzano i costi standard e costituiscono, secondo un’indagine della CGIA di Mestre del 2014, un esempio di efficienza, facendo della semplificazione e delle nuove tecnologie una delle principali linee di azione, nell’ottica di promuovere tutto ciò che semplifica la vita degli imprenditori».

«La Camera di Commercio di Cremona, in particolare, si colloca fra le più efficienti d’Italia, restituendo al territorio il 78% delle risorse derivanti dall’introito del diritto annuo, contro una media nazionale di riferimento di circa il 60%. Internazionalizzazione, innovazione, sostegno al credito, formazione, sostegno alla cultura, alle università e alle infrastrutture del territorio, fra cui la Fiera di Cremona - tutte fondamentali leve di competitività - sono fra le attività che caratterizzano l’operato della Camera di Commercio di Cremona. Funzioni svolte con competenza dai dipendenti camerali, che possono vantare tassi di assenza dal lavoro estremamente bassi e una professionalità di eccellenza nel panorama della Pubblica Amministrazione», continua la RSU in rappresentanza dei dipendenti della Camera di Commercio cremonese.

«Il taglio che colpisce la categoria (sono stimati almeno 3.000 esuberi a livello nazionale) rappresenta una penalizzazione a cui i dipendenti camerali dicono no con forza, decretando lo stato di agitazione in tutta Italia. No a una riforma che priverebbe le piccole e medie imprese (che rappresentano la quasi totalità del tessuto economico provinciale) dell’assistenza e del sostegno sempre assicurato, costringendole a rivolgersi al mercato con costi inevitabilmente maggiorati, no a una riforma che bloccherà il sostegno alla valorizzazione del territorio e ancora no a una riforma che comporta un assurdo spreco di competenze e di capacità operative fin qui assicurate dal personale camerale», concludono dalla Camera di Commercio.

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