Martedì, 15 giugno 2021 - ore 11.22

Censimento e diritti delle etnie in Croazia

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Censimento e diritti delle etnie in Croazia

Croazia.Censimento e diritti delle etnie. E’ fondamentale un ruolo attivo delle associazioni delle minoranze nazionali
ZAGABRIA – Censimento della popolazione 2011: un appuntamento importante rispetto al quale, come da tradizione, non mancano gli interrogativi, Immancabilmente alcuni di questi riguardano le domande inerenti alla privacy dei cittadini quali quelle relative all’appartenenza nazionale. Quesiti questi che anche ai sensi della Legge promulgata dal Sabor nel maggio del 2010 non comportano l’obbligo della risposta lasciando alla libera valutazione dei singoli se dichiarare o meno la propria appartenenza.
Risposte facoltative Ma proprio questa facoltà di scelta apre ad alcuni timori nelle fila delle comunità nazionali. In questo senso, infatti, da più parti viene ricordato che i dati che emergeranno dal censimento potranno rivelare non soltanto sull’eventuale rafforzamento del senso di appartenenza (espresso in numero di appartenenti alle singole etnie) bensì anche incidere sull’ampiezza dei diritti laddove il riconoscimento di questi ultimi dipende direttamente dal numero di appartenenti alla singola comunità.
I dati del 2001 Un ragionamento che poggia sull’esperienza maturata in occasione del Censimento del 2001, che rivelò una riduzione della partecipazione delle minoranze nella popolazione complessiva della Repubblica di Croazia: su 4.437.460 abitanti, infatti, l’89,6 p.c. si dichiarava di etnia croata (il 14,8 p.c. in più rispetto al 1991), mentre il numero degli appartenenti alle minoranze nazionali registrava un calo dal 14,91 al 7,5 per cento. Una tendenza che interessò anche la Comunità Nazionale Italiana che passò dai 21.303 appartenenti del 1991 a 19.636, dei quali la maggior parte risiedeva nella Regione Istriana, Regione nella quale risultava anche il numero più alto di persone che, nel 2001, non aveva dichiarato l’appartenenza nazionale (10,7 per cento). Dati simili emersero anche per quanto attiene alla lingua madre: risultava in forte crescita (+17,2 p.c.) il numero di coloro che dichiaravano di essere di madre lingua croata, mentre gli altri idiomi interessavano soltanto basse percentuali. L’italiano, ad esempio, veniva indicato come madre lingua soltanto dallo 0,5 per cento della popolazione.
Ruolo proattivo Una tendenza che i rappresentanti del Consiglio nazionale per le minoranze ritengono utile interrompere adottando un atteggiamento propositivo da parte delle stesse associazioni delle etnie. “Il Consiglio ha approvato una Conclusione, che il governo ha accolto e trasmesso all’Istituto nazionale di statistica, ai sensi della quale gli appartenenti alle minoranze dovrebbero essere inclusi in modo proporzionale alla loro presenza sul territorio anche tra coloro che raccoglieranno i dati in occasione del Censimento 2011. Ovviamente – ha detto il presidente del Consiglio, Aleksandar Tolnauer –, non si tratta di un criterio che scatta per automatismo e pertanto sarà fondamentale il ruolo che in questo senso giocheranno le associazioni rappresentative delle minoranze. È importante, però, che sia stato accolto il principio e che questa possibilità sia stata presa in considerazione”.
Partecipazione attiva A tal proposito va ricordato che le candidature per entrare a far parte dei team preposti alla raccolta dei dati dovranno essere inoltrate nella seconda metà di febbraio ai rispettivi centri istituiti a livello regionale. Tutti coloro che avranno inviato la propria candidatura saranno poi invitati nella prima metà di marzo a compilare un apposito questionario in base al quale sarà effettuata la scelta di coloro che raccoglieranno i dati sul territorio e dei controllori. Quali condizioni per poter essere nominati figurano la licenza di scuola media superiore, la calligrafia leggibile e il superamento di un apposito test al termine dei corsi di formazione che saranno organizzati nei centri regionali dal 21 al 24 di marzo per i futuri controllori, rispettivamente dal 28 al 31 marzo per quanti raccoglieranno i dati sul territorio. (Christiana Babi?-La Voce del Popolo/Inform)

fonte: Da “La Voce del Popolo”

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