Martedì, 12 maggio 2026 - ore 21.10

Cgil-Comuni Vietato assumere vigili, servizi a rischio

Nel triennio 2012-2015 c'è stato un calo di 3 mila unità, l'età media ha ormai superato i 50 anni. Lo rivela un'indagine della Fp Cgil. "Continuano gli effetti nefasti del blocco del turn over che si è abbattuto, e tuttora si abbatte, sul pubblico impiego"

| Scritto da Redazione
Cgil-Comuni Vietato assumere vigili, servizi a rischio

Allarme polizia locale, crolla di anno in anno il numero degli addetti. Mentre continua il presidio del territorio da parte degli appartenenti ai corpi di polizia locale, specie in questi intensi giorni di festività natalizie, "continuano gli effetti nefasti del blocco del turn over che si è abbattuto, e tuttora si abbatte, come una scure sulla pubblica amministrazione, generando peggioramenti nella tenuta dei servizi offerti ai cittadini e riducendo progressivamente lo spazio pubblico". È quanto risulta da un'indagine della Fp Cgil nazionale sulla polizia locale e i riflessi del blocco delle assunzioni, condotta su dati del ministero dell'Interno, e dalla quale emerge come la flessione registrata dall'intero bacino degli appartenenti ai corpi di polizia locale nel corso degli ultimi tre anni è del 5%, per complessivi circa tremila addetti in meno, "alterando (e peggiorando) per questa via il rapporto tra addetti e popolazione residente".

Secondo l'elaborazione della Funzione pubblica Cgil, infatti, si rileva che nel triennio 2012-15, ultimi dati disponibili, si è passati da 61.106 addetti a 58.183, con una riduzione quindi del 5%, pari a meno 2.923 lavoratori. La gran parte di questi afferiscono ai comuni, che segnano un trend in diminuzione ancora peggiore: la riduzione nei comuni del personale della polizia locale è del 6%, passando da 56.864 a 53.577. Una flessione che coinvolge quasi tutte le regioni d'Italia, generando una media nazionale pari a un addetto per ogni 1.043 abitanti, "ben lontano rispetto al rapporto definito dalle legislazioni regionali". Così, si va dal caso limite delle Marche, dove il rapporto addetti e popolazione residente è pari a 1 su 3.667 (mentre era 1 su 1.257 nel 2012) al solo irrisorio dato positivo, nel triennio, che riguarda l' Umbria, con un rapporto 1 su 1.121 (era di 1 su 1.126 nel 2012). Invece, il rapporto migliore tra addetti e popolazione residente appartiene al Lazio con uno su 704, seguito da Liguria (1/766) e Val d'Aosta (1/767).

Fonte Rassegna Sindacale 

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