Martedì, 04 agosto 2020 - ore 10.05

Cgil Intervista a Landini: CCNL metalmeccanici il voto dei lavoratori diventa la regola

Il segretario generale della Fiom, dopo l'intesa del 26 novembre, a RadioArticolo1: "Sono partite le assemblee nelle fabbriche. La validità del testo si riconosce dopo l'approvazione delle tute blu a maggioranza, è un elemento di novità e democrazia"

| Scritto da Redazione
Cgil Intervista a Landini: CCNL metalmeccanici  il voto dei lavoratori diventa la regola

I metalmeccanici hanno riconquistato un contratto unitario: "Ora sono le lavoratrici e i lavoratori che, con il loro voto, devono rendere valido questo accordo". Così il segretario generale della Fiom, Maurizio Landini, fa il punto dopo l'accordo del 26 novembre a RadioArticolo1. L'intesa "è un fatto importante - spiega -, perché anche Federmeccanica ha accettato di sottoscrivere un testo in cui riconosce la validità dopo l'approvazione dei lavoratori a maggioranza. Si chiude una fase di accordi separati, si recupera una dimensione collettiva e unitaria di rispetto tra tutti i soggetti al tavolo della trattativa".

Il contratto dunque è valido solo se approvato dai lavoratori. "Abbiamo utilizzato i principi inseriti dal Testo unico sulla rappresentanza - spiega Landini -, questo è certamente un avanzamento. Anche nella contrattazione aziendale tra Fim, Fiom e Uilm si è definito che gli accordi aziendali potranno essere sottoposti al voto dei lavoratori. Si rafforza il ruolo del contratto nazionale, ma si punta anche a estendere la contrattazione integrativa. Il voto dei lavoratori, quindi la democrazia, diventa la regola per validare i contratti: è indubbiamente un elemento di novità, partecipazione e unità".

La formazione continua, nell'accordo, rientra tra i diritti di ogni lavoratore. "È un fatto nuovo, che si aggiunge al diritto allo studio regolato dalle 150 ore. La maggiore novità è che ci saranno 24 ore di formazione come diritto soggettivo di ogni lavoratore - prosegue Landini -. C'è l'obbligo dell'impresa a definire programmi di formazione dentro l'orario di lavoro, che riguardino tutti i dipendenti. Se, nella durata del rinnovo, un lavoratore non fosse coinvolto dall'azienda il diritto può essere esercitato anche partecipando a corsi organizzati esternamente, con l'azienda che deve concorrere con un contributo di almeno 300 euro". Così si tiene conto del valore della formazione e dell'aggiornamento per tutti gli addetti: "Viene assecondata la necessità di estendere una qualità del lavoro che sia fondata sull'intelligenza e la dignità delle persone".

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