Mercoledì, 16 ottobre 2019 - ore 04.43

Con i tagli alla sanità il sistema sta collassando | Francesco Ghelfi (Articolo uno Cremona)

Viviamo un momento di grande incertezza tra un Governo perennemente in bilico e incapace di sostenere un Welfare all'altezza delle nuove esigenze sociosanitarie e una Regione che predilige la sanità privata a quella pubblica. A cascata tutto questo si ripercuote negativamente sugli Ospedali e sulle Ats considerati "periferie" rispetto alle eccellenze di Milano e Brescia, dove comunque è ancora la sanità pubblica ad essere penalizzata.

| Scritto da Redazione
Con i tagli alla sanità il sistema sta collassando  | Francesco Ghelfi (Articolo uno Cremona)

Con i tagli alla sanità il sistema sta collassando  | Francesco Ghelfi (Articolo uno)

Viviamo un momento di grande incertezza tra un Governo perennemente in bilico e incapace di sostenere un Welfare all'altezza delle nuove esigenze sociosanitarie e una Regione che predilige la sanità privata a quella pubblica. A cascata tutto questo si ripercuote negativamente sugli Ospedali e sulle Ats considerati "periferie" rispetto alle eccellenze di Milano e Brescia, dove comunque è ancora la sanità pubblica ad essere penalizzata.

Il quadro nazionale è davvero preoccupante: entro il 2025 oltre 16mila medici specialisti nel settore pubblico e la metà dei medici attualmente in servizio andranno in pensione. A questi numeri vanno aggiunti coloro che approfitteranno della Quota 100, complessivamente 41mila aventi diritto, dei quali 4.500 hanno già presentato domanda. Ad aggravare ulteriormente la situazione, la previsione del pensionamento nei prossimi 5 anni di 14mila medici di famiglia, senza contare che, già adesso, mancano tra i 50 e i 60mila infermieri. Quanto basta per far collassare l’intero sistema sanitario nazionale.

Se si continuerà a tagliare e non si ricomincerà ad investire, a mettere delle risorse nella sanità pubblica, si perderà una diritto fondamentale e prezioso: l’universalità dell'accesso alle prestazioni sanitarie, cioè una sanità per tutti, poveri e meno abbienti compresi.

L’universalità del sistema sanitario nazionale significa che se stai male non conta di chi sei figlio, non conta se hai o no la carta di credito, ma hai diritto a essere curato.

Favorendo la sanità privata, sta già succedendo che se hai i soldi pagherai le cure, se non hai i soldi avrai una sanità pubblica ridotta nelle sue capacità.

Tra le diverse richieste che sono state poste da Articolo Uno durante gli incontri col Sindaco Gianluca Galimberti in campagna elettorale c’è stata quella di porre attenzione alle difficoltà in cui versa l’Ospedale di Cremona.

Il fatto che sul piano strettamente amministrativo le cariche dirigenziali della Sanità pubblica cremonese  dipendano dalla Regione non impedisce che ci sia allarme e attenzione alla progressiva  perdita di professionalità di questo presidio posto a tutela della salute dei cittadini. La Legge istitutiva del Servizio sanitario nazionale individua nel Sindaco l’“autorità sanitaria locale”. Il Comune come istituzione elettiva si deve far carico delle esigenze della propria popolazione, dei rischi che corre, delle insorgenze di patologie gravi, della crescente cronicizzazione delle condizioni  di malattia della popolazione anziana.

La fuga di personale medico verso altri ospedali e le dimissioni volontarie di primari di diversi reparti acuisce ancor di più le condizioni di forte criticità presenti ormai da tempo all’Ospedale di Cremona

E’ necessario che l’Ospedale di Cremona disponga di adeguate risorse finanziarie, di personale medico altamente qualificato e di personale infermieristico, di apparecchiature e strumentazioni mediche congrue, della giusta manutenzione della struttura ospedaliera, per essere in grado di fornire servizi di qualità alla cittadinanza, rispetto alle strutture private presenti sul nostro territorio che dispongono di risorse maggiori per migliorare tecnologie e servizi.

Il Sindaco Galimberti e l'assessore Viola è giusto che richiamino l’attenzione e facciano sentire forte le loro voci per fare in modo che l’Ospedale di Cremona riceva più risorse economiche e più personale in modo che ritorni ad essere un punto di riferimento per tutti i cittadini cremonesi che, sempre più spesso, si orientano verso strutture di altre città, nelle quali trovano le professionalità che l’ospedale ha perso negli ultimi anni.

Ma bisogna che non siano lasciati soli, che si mobiliti l’intera politica cremonese per chiedere una inversione di tendenza che riporti veramente il paziente al centro dell’interesse del servizio sanitario pubblico e che riporti l’ospedale di Cremona al posto che gli compete all’interno del Sistema Sanitario Regionale.

Sindaci e Consigli comunali del nostro territorio, consiglieri regionali e parlamentari, sindacati e organizzazioni economiche devono pesare sulle logiche regionali e persino nazionali. Non è in discussione la collaborazione pubblico-privato ma i caratteri di Convenzioni che permettono enormi disparità di trattamento tra specialisti che operano nel privato e quelli che operano nel pubblico. Soprattutto servono risorse e ancora risorse per rilanciare  la Sanità pubblica. Non chiediamo favori per l’Ospedale di Cremona, ma una assunzione di responsabilità da parte della Regione Lombardia verso i cremonesi che non vogliono essere trattati come cittadini di serie B.

Francesco Ghelfi – Segretario Provinciale di Articolo Uno e Consigliere Comunale Cremona

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