Martedì, 27 ottobre 2026 - ore 20.39

Con Meloni la pressione fiscale aumenta | Nolli Alberto (Soresina)

Le cifre reali e la pressione fiscale complessiva (il rapporto tra l'ammontare delle tasse e dei contributi incassati ed il PIL) mostrano una traiettoria in crescita

| Scritto da Redazione
Con Meloni la pressione fiscale aumenta | Nolli Alberto  (Soresina)
Con Meloni la pressione fiscale aumenta
 
Continuando ad ascoltare Giorgia Meloni relativamente ai proclami pre-elettorali, sul soddisfacimento del bisogno dello stato di succhiare il sangue attraverso "tasse ed imposte", mi sono allenato a giocare con i dati veri, quelli dell'ISTAT ed ho scoperto che dal 2021 ad oggi, lo Stato Italiano, guidato dalla predetta, non ha diminuito annualmente l'importo totale delle sue entrate fiscali, ma ha registrato al contrario un costante e progressivo aumento del gettito complessivo, trainato dalla crescita economica nominale, dall'aumento dell'occupazione e dagli effetti dell'inflazione (il cosiddetto fiscal drag).
 
Seguendo il trend delle entrate e della pressione fiscale, sebbene nel corso degli ultimi anni siano stati approvati diversi provvedimenti di alleggerimento teorico di alcune imposte (come la riduzione degli scaglioni IRPEF e il taglio del cuneo contributivo), le cifre reali e la pressione fiscale complessiva (il rapporto tra l'ammontare delle tasse e dei contributi incassati ed il PIL) mostrano una traiettoria opposta.
 
L'aumento delle entrate totali, secondo i dati sui conti pubblici che ho letto dal 2022 al 2025, le sole entrate tributarie sono passate da 528 a 614 miliardi di euro, segnando una crescita record del gettito (+16,3%) e addirittura nel solo 2025 il prelievo tributario è arrivato quasi a 663 miliardi di euro.
 
Dopo una temporanea discesa tecnica post-pandemia COVID (attorno al 41,2% nel 2023), la pressione fiscale misurata dall'ISTAT è tornata prepotentemente a salire. Nel 2025 si è attestata al 42,9% o 43,1% del PIL , toccando i livelli massimi di dieci anni prima (2014) ed il dato del 2026 mostra che nel secondo trimestre la pressione fiscale si è spinta fino al 43,5%, confermando un trend nazionale ai massimi storici.
 
 
Quindi le entrate tributarie erariali certificate dal MEF continuano a salire di mese in mese anche su base annua (+2,6% nei primi otto mesi del 2026 rispetto all'anno precedente) mentre le parole del Governo volano volano volano sempre più contro-vento.
 
Ciò che più fa male non è tanto il divario tra le chiacchiere del Governo ed i dati del ISTAT, ma la certezza che quando entriamo al supermercato, oltre ad essere già stati tartassati di tasse sul reddito dobbiamo fare i conti anche con i guadagni spesso folli e non calmierabili dei commercianti.
Cordiali saluti.
 
Nolli Alberto  (Soresina) 
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