Martedì, 27 ottobre 2026 - ore 20.10

Sciopero dei teatri, il 30 ottobre presidio davanti al Ponchielli di Cremona

Serve un contratto che riconosca il valore del lavoro nello spettacolo

| Scritto da Redazione
Sciopero dei teatri, il 30 ottobre presidio davanti al Ponchielli di Cremona

Sciopero dei teatri, il 30 ottobre presidio davanti al Ponchielli di Cremona: «Serve un contratto che riconosca il valore del lavoro nello spettacolo»

Venerdì 30 ottobre le lavoratrici e i lavoratori dei teatri e il personale scritturato sciopereranno per il rinnovo del contratto nazionale di lavoro del settore. A Cremona la mobilitazione sarà accompagnata da un presidio davanti al Teatro Ponchielli, dalle 9.00 alle 13.00.

L’iniziativa si inserisce nella vertenza nazionale promossa da SLC CGIL, FISTEL CISL e UILFPC UIL, dopo la rottura del tavolo di confronto con Federvivo, arrivata al termine di due anni di trattative. Lo sciopero nazionale è stato proclamato per il 27 ottobre, con la possibilità per i singoli teatri, le strutture territoriali e il personale senza spettacoli in quella giornata di individuare una data alternativa tra il 21 e il 30 ottobre.

Alla base della protesta c’è la distanza tra le richieste sindacali e le risposte della parte datoriale, sia sul piano economico sia su quello normativo. Le organizzazioni sindacali chiedono un contratto capace di riconoscere le professionalità del settore, attraverso l’unificazione dei contratti, una classificazione unica del personale e la semplificazione delle voci retributive.

L’ultima revisione del contratto risale al 2018. In questi anni l’aumento del costo della vita ha ridotto il potere d’acquisto di lavoratrici e lavoratori, mentre la proposta economica presentata da Federvivo resta insufficiente a recuperare quanto perso durante la lunga attesa del rinnovo.

Per il personale dipendente dei teatri, a fronte di una retribuzione media mensile di circa 1.433 euro, la proposta prevede un aumento del 18% distribuito su tre anni, senza il riconoscimento degli arretrati. Per il personale scritturato, che comprende tra gli altri attori, ballerini, macchinisti e professori d’orchestra, il minimo giornaliero medio è oggi di 58,69 euro lordi: la proposta del 20%, anch’essa distribuita su tre anni, lo porterebbe a 70,42 euro nel 2029.

«Anche nel nostro territorio i teatri sono luoghi di cultura, partecipazione e socialità. Dietro ogni spettacolo c’è il lavoro di tante persone, con professionalità diverse, che contribuiscono ogni giorno a rendere possibile la vita culturale delle nostre comunità.

A queste lavoratrici e a questi lavoratori deve essere riconosciuto un contratto dignitoso, capace di tutelare i salari e di valorizzare il loro lavoro. Non si può continuare a chiedere qualità e impegno senza dare risposte adeguate a chi rende possibile lo spettacolo dal vivo.

Con il presidio davanti al Ponchielli vogliamo portare anche a Cremona le ragioni di questa vertenza e richiamare l’attenzione delle istituzioni, degli enti e dell’opinione pubblica sulla necessità di riaprire il confronto e arrivare a un accordo».

A sostegno della vertenza è stato proclamato anche il blocco delle prestazioni di lavoro straordinario, che proseguirà fino alla sua conclusione. Il percorso di mobilitazione nazionale proseguirà il 9 novembre a Roma, con una manifestazione e una conferenza stampa.

 

SLC CGIL Cremona     UILFPC UIL

 

 

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Sciopero dei teatri, il 30 ottobre presidio davanti al Ponchielli

30 Ottobre 2026 09:00 - 13:00
Cremona

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