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Cosa accade in Grecia

| Scritto da Redazione
Cosa accade in Grecia

Grecia: niente accordo con la Troika, governo in difficoltà - I sondaggi danno Syriza al 30%, primo partito. E i neonazisti al terzo posto con il 12%. Atene come Weimar ?
Niente accordo per ora tra governo greco e troika sui nuovi sacrifici. Nei partiti della maggioranza c’è maretta. Un sondaggio conferma: Syriza in testa, nazisti terzi. Si è conclusa con un nulla di fatto la teleconferenza, convocata nella tarda serata di ieri, tra il ministro del Lavoro greco Yannis Stournaras e i tre rappresentanti della troika Ue-Bce-Fmi, i tedeschi Matthias Mors (Ue) e Claus Mazuch (Bce) e il danese Poul Tomsen (Fmi).
Lo affermano oggi fonti giornalistiche elleniche, secondo le quali dopo le profonde divergenze emerse sulla riforma del lavoro tra il premier Antonis Samaras e il leader del partito Sinistra Democratica, Fotis Kouvelis, la situazione politica in Grecia rimane molto fluida, anche se nelle ultime ore sono in corso sforzi per evitare la crisi di governo. Non mancano le defezioni all’interno delle forze politiche di governo: l’altro ieri ND ha espulso un deputato che aveva annunciato il suo voto contrario ai nuovi tagli e anche un eletto nelle liste di Sinistra Democratica si è dimesso per non doverle votare. E sono molti altri i deputati che pressati dalla loro base e dalle continue manifestazioni e scioperi potrebbero sfilarsi dalla maggioranza di governo che comunque può contare su numeri alti.
La stampa ipotizza per oggi un nuovo incontro fra i tre leader della maggioranza per cercare di superare lo scoglio della riforma del lavoro e delle modifiche ai contratti – di fatto la cancellazione del contratto nazionale e l’aumento dell’orario di lavoro con il sabato lavorativo nel settore pubblico – richieste dalla troika sulle quali i rappresentanti dei creditori non sembrano disposti a fare passi indietro.
Il portavoce di Sinistra Democratica, Andreas Papadopoulos, ha ribadito l’esistenza di ”una linea rossa” da non superare, sottolineando che ”il pacchetto delle misure di austerità richiesto dalla troika non è finalizzato perchè deve essere ancora approvato dal Parlamento”. ”Sinistra Democratica – ha confermato Papadopoulos – non è disposta a fare altri passi indietro. Ne abbiamo fatti molti in passato ed è arrivato il momento che anche la troika ne faccia qualcuno”.
Dichiarazioni di circostanza, quelle dei portavoced del partito di Kouvelis, ma che lasciano intendere una grossa crisi interna ad una forza politica che fino a pochi mesi fa andava in piazza contro tagli e sacrifici e ora siede nei banchi del governo manovrato dalla troika.

Mentre secondo la stampa tedesca l’eurogruppo sarebbe intenzionato a concedere ad Atene due anni in più rispetto al previsto per pagare il proprio debito, i sondaggi confermano la radicalizzazione del quadro politico ellenico.
La sinistra radicale si conferma il primo partito in Grecia con quasi il 29%, davanti al centrodestra di Nea Dimokratia con il 26.4%. Confermati al terzo posto i neonazisti di Alba dorata al 12%, assai oltre i socialisti del Pasok fermi ad uno striminzito 7,5%. Il nuovo sondaggio, condotto dalla società Marc per conto della catena privata Alpha TV, conferma anche se con lievi differenze quanto già segnalavano altre inchieste realizzate nelle ultime settimane.
Secondo la rilevazione pubblicata nelle ultime ore la destra nazionalista dei Greci Indipendenti sarebbe al 6,9%, Sinistra Democratica al 6,1% e il Partito Comunista di Grecia (Kke) al 5,9%, in lieve recupero rispetto al tonfo delle ultime elezioni.

Fonte: www.contropiano.org
24 ottobre 2012

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