Sabato, 05 dicembre 2020 - ore 23.37

Covid-19 La denuncia di un genitore su come AST Crema si comporta per l’effettuazione dei tamponi |E.Coti Zelati

Emanuele Coti Zelati scrive una lettera di denuncia al del Direttore dell’Ospedale di Crema dott.Roberto Sfogliarini ed al Direttore ATS Valpadana dott. Salvatore Mannino inviandola per conoscenza alla Sindaca del Comune di Crema dott.ssa Stefania Bonaldi nella quale narra la sua vicenda familiare relativa alla necessità di far effettuare il tampone al figlio affinché possa essere riammesso a scuola e alla vita di comunità.

| Scritto da Redazione
Covid-19 La denuncia di un genitore su come AST Crema si comporta per l’effettuazione dei tamponi |E.Coti Zelati

Covid-19 La denuncia di un genitore su come AST Crema si comporta per l’effettuazione dei tamponi |Emanuele Coti Zelati

Emanuele Coti Zelati scrive  una lettera di denuncia al del Direttore dell’Ospedale di Crema dott.Roberto Sfogliarini ed al  Direttore ATS Valpadana dott. Salvatore Mannino inviandola per conoscenza alla Sindaca del Comune di Crema dott.ssa Stefania Bonaldi nella quale narra la sua vicenda familiare relativa  alla necessità di far effettuare  il tampone al figlio affinché possa essere riammesso a scuola e alla vita di comunità.

Ecco la prima parte della lettera : “Gent.mi, la presente per segnalarVi la tremenda esperienza a cui sono stato costretto, insieme a mio figlio e a decine di altre persone, questa mattina presso le strutture da Voi gestite.

Mio figlio ha terminato il periodo di dieci giorni di quarantena dovuti ad un docente risultato positivo. Quindi, stamane, ci siamo recati ad effettuare il tampone affinché possa essere riammesso a scuola e alla vita di comunità. E’ subito da segnalare che l’unica comunicazione è stata quella della scuola e ATS, che avrebbe dovuto contattarci, è stata completamente silente e, probabilmente, incosciente del caso.

Lo scenario che ci si è palesato questa mattina era il seguente: un tendone con una capienza massima di trenta persone (così come dichiarato all’ingresso dello stesso) stipato da almeno una settantina di utenti in attesa, una cinquantina di persone in attesa all’esterno praticamente in mezzo alla strada, nessun tipo di indicazione su quale fosse l’iter da seguire (solo un passaparola per capire che appena all’ingresso era presente un distributore di numeri per la coda, tipo supermercato), pochi operatori oberati di lavoro e di compiti, una confusione totale e, conseguentemente, una grave insicurezza.

Non pochi i casi di utenti che si presentavano per effettuare un secondo tampone dopo il primo positivo che venivano accalcati insieme a tutti gli altri.

Nessuno a governare una situazione evidentemente caotica e quindi pericolosa “.

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