Presentazione del Documento Unico di Programmazione 2026/2028 e del Bilancio di Previsione 2026/2028 e relativi allegati e del Piano degli indicatori e risultati attesi, ai sensi dell’art. 8 comma 4 e dell’art. 12 comma 2 del vigente Regolamento di Contabilità.
Il Documento Unico di Programmazione (DUP) 2026/2028 è stato illustrato dal Sindaco: Oggi presentiamo il Documento Unico di Programmazione 2026–2028. Potremmo definirlo un adempimento previsto dalla legge. Ma se ci fermassimo qui, tradiremmo il suo significato sostanziale. Il DUP, per un’amministrazione, è prima di tutto un atto politico: è il luogo in cui la visione di città che abbiamo scelto di perseguire viene tradotta in scelte strategiche, in priorità, in obiettivi e, alla fine, in numeri di bilancio. È la bussola che orienta il mandato, la mappa che ci dice dove vogliamo andare e come intendiamo arrivarci, con quali mezzi, in quali tempi, in quale contesto locale, nazionale e internazionale.
Il DUP tiene insieme due dimensioni. Da un lato, la Sezione Strategica, che guarda all’intero orizzonte del mandato, fino al 2029, e prova a rispondere a una domanda semplice e insieme impegnativa: che città vogliamo diventare nei prossimi anni, nel contesto in cui siamo immersi? Dall’altro lato, la Sezione Operativa, che guarda al triennio 2026–2028 e traduce quella visione in obiettivi concreti, in opere pubbliche, in servizi, in progetti, in scelte di bilancio. Potremmo dire che nella parte strategica è scritto il “senso” del nostro agire, nella parte operativa sono scritti gli strumenti per renderlo possibile. Senza il DUP non esiste il bilancio, ma soprattutto senza il DUP non esiste una direzione dichiarata, condivisa, verificabile del nostro mandato.
Questo documento nasce in un tempo che, in tutta Europa, è segnato da transizioni profonde: la transizione ecologica, quella digitale, quella demografica, le nuove disuguaglianze sociali, un contesto internazionale instabile, regole di finanza pubblica sempre più stringenti. E nasce nella dimensione delle città medie europee, alle quali Cremona appartiene a pieno titolo: città che non hanno la scala delle metropoli, ma che rappresentano i laboratori dove si misura la tenuta dei servizi di prossimità, la qualità della vita quotidiana, la capacità di tenere insieme sviluppo economico, coesione sociale e sostenibilità ambientale. È in questo “club” di città che noi vogliamo collocare Cremona: non in posizione difensiva, ma come realtà che partecipa con consapevolezza e ambizione alle sfide europee.
Questo DUP nasce anche in una città nella quale stanno atterrando, tutti insieme, investimenti pubblici e privati di dimensione straordinaria: il raddoppio della tratta ferroviaria verso Milano, che cambierà il modo in cui ci muoviamo e ci colleghiamo al cuore economico del Paese; il nuovo ospedale, che ridefinirà l’assetto sanitario e urbanistico di un intero quadrante cittadino; i grandi investimenti della Fondazione Arvedi-Buschini sull’università, che rafforzano Cremona come città della conoscenza; i progetti finanziati dal PNRR e dai fondi europei FESR, che stanno trasformando scuole, impianti sportivi, spazi pubblici, servizi digitali. Siamo dentro una stagione di cantieri materiali e immateriali che ha pochi precedenti nella storia recente della città, siamo dentro a uno scenario di opportunità che dovrebbe in qualche modo osteggiare quel senso di inferiorità che spesso investe opinioni, approcci e modi di agire di questo territorio. Il DUP serve esattamente a questo: a dare un filo a questi interventi, a evitare che siano episodi scollegati e a farne parti coerenti di una stessa idea di futuro.
In questo quadro si inserisce anche la legge di bilancio nazionale. Con realismo possiamo dire che si tratta di una manovra prudente, attenta ai saldi, non prevede nuovi tagli diretti agli enti locali, i tagli che subiamo in questi anni sono il frutto delle precedenti finanziarie, e sono riduzioni che hanno inciso in modo rilevante sui bilanci comunali. Permangono vincoli e squilibri che pesano sulla capacità di programmare la spesa corrente, di investire in modo stabile sui servizi, di rispondere a una domanda sociale in crescita. Più in generale, il sistema Paese in questi anni non è stato caratterizzato da riforme organiche e coerenti, ma da una sorta di “melassa” di battaglie più ideologiche che concrete: sulla scuola, sulla cultura, sulla giustizia, sulla sicurezza, sul welfare e su altri temi cruciali. Non lo dico in termini polemici: lo dico in termini istituzionali. Se tutti riconosciamo ai Comuni il ruolo di “cuore della Repubblica”, allora è naturale chiedere che questo cuore sia considerato il primo alleato dello Stato nel costruire sviluppo, diritti e prossimità. Il nostro DUP nasce dentro questi limiti, da uno Stato sempre più debole che chiede ai comuni il personale per poter agire sui territori, un’idea di nazione ridotta a bolsa retorica perché nei fatti lo stato è sempre più fragile, e nonostante questo noi non ci lasciamo definire da questi limiti e da questa assenza e proviamo a usare fino in fondo ogni margine disponibile per orientare il futuro della città.
Per farlo, sappiamo che non basta “fare bene”: serve anche saperlo raccontare. Una comunicazione istituzionale che per noi è trasparenza e dialogo è la capacità di rendere conto ai cittadini dei progetti, dei cantieri, delle politiche sociali, culturali, ambientali, con un linguaggio comprensibile, accessibile, capace di arrivare a chi vive nei quartieri, a chi studia in città, a chi lavora nelle nostre imprese.
In questo mandato abbiamo scelto di rimettere al centro anche fisicamente la casa dei cittadini: il Palazzo comunale. Non è solo il luogo delle sedute di Consiglio o degli adempimenti amministrativi, è il simbolo della città, il luogo in cui si celebrano i momenti civili più importanti – dai matrimoni alle benemerenze, dalle ricorrenze istituzionali, fra qualche settimana anche le cittadinanze. Gli interventi di cura, di manutenzione, di valorizzazione del Palazzo comunale vanno in questa direzione: fare del Municipio non un palazzo chiuso, ma un luogo aperto, accogliente, visitabile, un luogo di cultura e di identità, sentito dai cremonesi come casa propria. È un salto di qualità non solo materiale, ma simbolico: riportare le persone dentro il cuore istituzionale della città, farne uno spazio di relazione.
Dentro questo quadro, la nostra amministrazione ha scelto di non limitarsi a gestire l’esistente. Ha scelto la strada più impegnativa: fare del DUP il disegno di una Cremona in trasformazione, che cambia sia nelle sue infrastrutture materiali – spazi urbani, edifici, mobilità, energia – sia nelle sue progettualità: nel modo di fare cultura, nel modo di prendersi cura delle persone, di costruire sviluppo e lavoro, di stare in relazione con l’Europa e con il territorio che ci circonda. Le linee di mandato che conosciamo – una Cremona attrattiva, che cresce, che cura i quartieri e le reti, che è sicura, che è sostenibile.
Il primo grande asse è la sfida culturale. In tutta Europa, le città medie che hanno retto meglio ai cambiamenti degli ultimi anni sono quelle che hanno investito sulla cultura come infrastruttura di sviluppo, non come corollario. Noi vogliamo che Cremona sia riconosciuta e si riconosca come una piccola capitale europea della musica e della cultura, capace di tenere insieme la liuteria e la ricerca, il patrimonio storico e l’innovazione, il centro e i quartieri, la musica, la creatività dei giovani e le istituzioni più consolidate.
In questo quadro, la sfida della Capitale della Cultura – al di là del titolo formale, che consideriamo naturalmente importante – per noi vale soprattutto come processo, oltre che come traguardo. Il risultato conta, ma conta almeno quanto il percorso di cambiamento che questa città decide di intraprendere. Se ci fermassimo all’ottenimento del riconoscimento, avremmo perso l’occasione. Il vero salto di qualità deve avvenire nel sistema culturale nel suo insieme: nella capacità di cooperare tra istituzioni, imprese culturali, associazioni, terzo settore, scuole, università; nella capacità di produrre cultura non solo nei luoghi tradizionali, ma in tutta la città.
Cremona non è solo liuteria e musica – che restano i nostri perni identitari – ma è anche lettura, con il rafforzamento del sistema bibliotecario e del Patto per la lettura; è enogastronomia, che lega la qualità delle nostre produzioni agroalimentari a salute, sostenibilità, turismo esperienziale; è arte contemporanea, che ci aiuta a parlare il linguaggio del presente, a ospitare nuovi sguardi, a dare spazi a giovani artisti; è tradizioni territoriali, a partire dall’essere città di fiume, città che ritrova nel Po e nel suo paesaggio una parte fondamentale della propria identità culturale. La Capitale della Cultura, per noi, significa tenere insieme questi fili e fare in modo che il 2026 non sia un anno isolato, ma l’inizio di un sistema più solido, più coordinato, più aperto.
Per questo, nel DUP, il lavoro sugli spazi va di pari passo con il lavoro sulle politiche culturali. Rigeneriamo luoghi come l’ex ospedale San Francesco, l’area Frazzi, i nostri palazzi storici, i musei, le piazze e gli spazi espositivi, e allo stesso tempo costruiamo una regia nuova dell’offerta culturale: l’Ufficio Musica coordina festival, rassegne, progetti con il mondo giovanile e con le istituzioni storiche; la rete delle biblioteche e il lavoro con le associazioni ci permettono di portare cultura nei quartieri, nelle scuole, negli spazi di vita quotidiana. La nostra DMO turistica va nella stessa direzione: la promozione di Cremona non è affidata all’improvvisazione, ma a una cabina di regia che mette insieme Comune, operatori, mondo economico e culturale.
Su questa base lavoriamo sulle nuove forme di turismo: il turismo culturale legato alla musica, al violino, al patrimonio storico; il turismo sportivo, legato ai grandi appuntamenti; il turismo scolastico ed educativo, che trova in Cremona una città a misura di studente; e, in modo sempre più strutturato, il turismo congressuale. In questo quadro, Cremonafiere è un volano fondamentale: le grandi manifestazioni di settore, le rassegne specialistiche e il calendario di eventi fieristici e congressuali portano a Cremona operatori, espositori, visitatori da tutta Italia e dall’estero, rafforzando la nostra capacità di ospitare convegni, meeting, eventi aziendali e scientifici. Il turismo fieristico e congressuale si lega naturalmente alla nostra identità economica e culturale e genera ricadute diffuse sulla ricettività, sui servizi, sul commercio, sulla città nel suo complesso. Il lavoro della DMO serve proprio a questo: passare da una promozione frammentata a una strategia di attrazione integrata, in cui chi arriva in città trova un sistema di accoglienza, servizi, proposte all’altezza delle migliori esperienze europee.
Dentro questo orizzonte culturale c’è una scelta politica chiara sui giovani. Vogliamo una città davvero aperta ai giovani: nell’orientamento e nell’accompagnamento dai percorsi scolastici all’università, dal primo impiego alle nuove professioni; negli spazi dove studiare, incontrarsi, fare impresa, fare creatività; nel sostegno alle nuove forme di espressività giovanile, dalla musica live ai festival, dalle culture urbane ai linguaggi digitali. Il DUP riconosce il ruolo di chi, in questi anni, ha animato Cremona con rassegne e concerti spesso nati dal basso, e afferma con chiarezza che il Comune intende essere un alleato di queste energie.
Una città che valorizza la musica live, che dialoga con le realtà che organizzano festival, che accetta che lo spazio pubblico sia attraversato da linguaggi nuovi, è una città che supera le rigidità e le chiusure culturali e che sceglie di essere aperta e inclusiva. Noi vogliamo una Cremona che non ha paura delle differenze, che riconosce la vitalità dei suoi giovani, che non vive la notte solo come un problema ma come una dimensione da governare e rendere più sicura e più vivibile.
Un altro tassello fondamentale è la centralità dell’università. Cremona è una città con università e corsi importanti, ma il DUP dice con forza che vogliamo fare un passo in più: non solo ospitare l’università, ma costruire un vero ecosistema. Le convenzioni con i diversi atenei vanno esattamente in questa direzione: rafforzare la ricerca applicata, creare percorsi di tirocinio e inserimento lavorativo nelle imprese del territorio, promuovere progetti condivisi su sostenibilità, cultura, innovazione sociale, coinvolgere studenti e ricercatori nella vita della città. Una città media europea che investe sull’università investe sui talenti, sulla capacità di attrarre giovani, sulla possibilità di trattenere competenze qualificate. Questo significa occuparsi anche di alloggi per studenti, spazi di studio, servizi, mobilità, vita culturale: fare di Cremona, concretamente, un campus diffuso.
Il secondo grande asse del DUP è la rigenerazione urbana. In molte città medie europee la rigenerazione è la leva per ridurre le disuguaglianze tra centro e quartieri, per dare nuova vita a spazi degradati, per ridisegnare il rapporto tra città e ambiente. Anche noi facciamo questa scelta: rigenerazione non come somma di cantieri, ma come disegno complessivo. Significa intervenire sulle scuole, sugli impianti sportivi, sui marciapiedi, sulle piste ciclabili, sul patrimonio di edilizia pubblica, sulle aree verdi.
Dentro questa prospettiva sono centrali i nostri centri civici: il Boschetto, Palazzo Duemiglia, San Felice. Sono luoghi fisici ma anche simbolici: sono le “piazze coperte” in cui si intrecciano servizi, associazionismo, iniziative culturali, relazioni di vicinato. Gli investimenti su questi spazi – dal recupero edilizio alla messa in sicurezza, fino alla nuova destinazione a funzioni sociali e culturali – raccontano un’idea di città che non concentra tutto nel centro storico, ma riconosce ai quartieri un ruolo pieno, anche dal punto di vista civico e identitario.
La rigenerazione urbana passa anche dalle politiche dell’abitare. Il DUP parla esplicitamente di un diritto alla casa che non può essere lasciato solo alle dinamiche di mercato. Lavoriamo sul recupero del patrimonio di edilizia residenziale pubblica, sulla riqualificazione degli alloggi sfitti o degradati, sulle forme di housing sociale per giovani, famiglie, anziani soli. Strumenti come il sostegno all’affitto, le agenzie sociali per la casa, i progetti di co-housing intergenerazionale vanno nella direzione di una Cremona in cui il luogo in cui vivi non sia determinato solo dal reddito, ma anche da una responsabilità collettiva rispetto al diritto all’abitare.
Un capitolo importante è quello degli investimenti ambientali nei parchi cittadini. Il Piano del Verde dà la misura di questa scelta e gli interventi programmati su Piazza Roma, su Piazza Castello, via del vecchio Passeggio, Piazza Lodi, Piazza Giovanni XXIII, sui giardini e sugli spazi alberati del centro e dei quartieri dicono che trattiamo il verde non come arredo, ma come infrastruttura urbana. Gli alberi, i parchi gioco riqualificati, le aree boschive periurbane migliorano la qualità dell’aria, riducono le isole di calore, offrono luoghi di gioco e di sport all’aperto. Investire nei parchi significa investire nella salute e nel benessere, ma anche nel volto della città che vogliamo consegnare alle prossime generazioni.
In questo sguardo sulla città non può mancare un luogo che spesso è stato considerato solo in chiave tecnica, ma che è invece profondamente legato alla nostra identità collettiva: il cimitero. Il cimitero urbano è una “città nella città”: è il luogo della memoria, del legame tra generazioni, della riconoscenza verso chi ci ha preceduto. In questo mandato abbiamo scelto di dare a questo luogo un’attenzione nuova, non solo intervenendo sulle emergenze, ma affrontando criticità strutturali accumulate nel tempo: la sicurezza e il decoro delle gallerie e dei portici, l’accessibilità dei percorsi, il tema degli spazi, le manutenzioni ordinarie e straordinarie. C’è ancora molto da fare, ma è già visibile un salto di qualità nella cura complessiva del cimitero. Trattare bene questo luogo significa dire che per questa comunità la memoria non è solo un fatto privato, ma anche una responsabilità pubblica.
Il terzo asse, strettamente intrecciato alla rigenerazione, è quello della transizione energetica e ambientale. In Europa le città medie sono in prima linea nel rendere concreti gli obiettivi del Green Deal, nell’efficienza energetica degli edifici, nella mobilità sostenibile, nelle comunità energetiche. Anche Cremona, con questo DUP, sceglie di collocarsi in questa traiettoria. Il documento prevede la strutturazione di un Ufficio Energia e il rilancio del nostro Piano d’Azione per l’Energia Sostenibile, con una scelta precisa: costruire un piano energetico “dal basso”, coinvolgendo quartieri, famiglie, imprese, terzo settore.
Non basta approvare un piano: bisogna trasformarlo in processi reali. Le comunità energetiche rinnovabili che stiamo avviando vanno in questa direzione: permettere a cittadini, parrocchie, associazioni, imprese di produrre e condividere energia pulita, riducendo le bollette e l’impatto ambientale. È una transizione che nasce dalla città e che restituisce benefici alla città.
Accanto all’energia c’è la mobilità sostenibile. Il DUP conferma la strategia del PUMS, l’investimento sulle piste ciclabili, sugli attraversamenti sicuri, sull’eliminazione delle barriere architettoniche e valorizza un passaggio che in questo mandato è stato decisivo: la completa rigenerazione della flotta del trasporto pubblico locale, con mezzi elettrici di nuova generazione. Avere una flotta interamente rinnovata e a emissioni zero sulle linee urbane significa ridurre l’inquinamento, migliorare la qualità dell’aria, rendere il bus un’alternativa credibile all’auto privata, soprattutto per studenti, lavoratori, anziani. Un tassello importante, dentro questa strategia, è la Velostazione e l’intervento intermodale nell’area della stazione ferroviaria. Non si tratta solo di un parcheggio custodito per biciclette: è un nodo in cui si incontrano treno, autobus, mobilità ciclabile, pedoni, pendolari, studenti, lavoratori, turisti. Rendere quell’area più accessibile, più sicura, più ordinata significa migliorare ogni giorno la vita di migliaia di persone che entrano ed escono dalla città, incentivare l’uso del trasporto pubblico e della mobilità dolce, costruire un vero hub intermodale all’altezza di una città europea.
Accanto a cultura, rigenerazione ed energia, il DUP lavora su un’altra grande dimensione: lo sviluppo economico e il lavoro, letti dentro le trasformazioni in corso. In un’Europa in cui le catene del valore si stanno riconfigurando, in cui le crisi geopolitiche rimettono in discussione approvvigionamenti e mercati, le città medie devono trovare il proprio posto nelle filiere produttive, saper fare sistema sul territorio, dialogare con le università, con le fiere, con le categorie economiche, con il mondo dell’innovazione. Il DUP definisce Cremona come un capoluogo che esercita una leadership territoriale, non in astratto, ma attraverso strumenti concreti: il rafforzamento delle alleanze istituzionali, il ruolo delle nostre partecipate come attori di sviluppo e non solo gestori di servizi, il lavoro con Cremonafiere come piattaforma per proiettare all’esterno le nostre eccellenze, in particolare nei settori agroalimentare, zootecnico, musicale, culturale.
In prospettiva, si aprono anche opportunità collegate agli strumenti nazionali e regionali per la competitività territoriale. Penso alle Zone Logistiche Semplificate e, in futuro, alle Zone di Innovazione e Sviluppo che Regione Lombardia sta delineando come possibili poli di attrazione di investimenti, ricerca, alta specializzazione. Il messaggio che diamo con il DUP è chiaro: Cremona intende candidarsi a giocare la sua parte anche su questi terreni, mettendo a valore la propria posizione, le infrastrutture in corso di potenziamento, il sistema produttivo, la filiera agroalimentare, il sistema universitario e fieristico. In relazione alle ZLS ci aspettiamo risorse concrete a sostegno del sistema imprenditoriale, una governance capace di coinvolgere i Comuni non solo come meri auditori ma come protagonisti del processo decisionale, e uno sviluppo urbanistico coerente con il principio di sostenibilità e di qualità dell’iniziativa imprenditoriale. Sono strumenti che oggi vediamo all’orizzonte e che vogliamo considerare fin da ora come leve strategiche da cogliere quando si renderanno pienamente disponibili.
Quando diciamo che un Comune deve fare la sua parte anche nel sostegno alle filiere produttive pensiamo anche a esperienze che vanno oltre i confini comunali. Il progetto in Tunisia, nel quadro del Piano Mattei, sulla valorizzazione delle nostre tecnologie nel settore lattiero–caseario va in questa direzione: mettere a disposizione competenze e know–how sviluppati nel nostro territorio per costruire partenariati internazionali che rafforzano le imprese cremonesi, aprono nuovi mercati, promuovono cooperazione e sviluppo. È un esempio di come una città possa stare nel mondo non solo esportando prodotti, ma anche capacità, modelli, innovazione.
C’è poi una parola chiave che attraversa il DUP, ed è cura. Le città medie europee sono il luogo in cui si vedono con più chiarezza l’invecchiamento della popolazione, le nuove povertà, la solitudine, la fragilità abitativa, la fatica delle famiglie a conciliare tempi di vita e di lavoro. Cremona non fa eccezione. Nel DUP la cura si traduce in politiche per l’infanzia, i giovani, le persone anziane, le famiglie, chi vive fragilità economiche e sociali.
Un punto qualificante è la scelta di preservare e rafforzare la qualità delle nostre scuole dell’infanzia e dei nidi comunali. Sono un patrimonio educativo e sociale, un pezzo decisivo del nostro welfare di comunità. Il Documento conferma investimenti sulla manutenzione, sull’innovazione pedagogica, sulla formazione del personale, sulla capacità di mantenere rette eque e accessibili. E allo stesso tempo apre al contributo del terzo settore, attraverso convenzioni e co-progettazioni che consentano di ampliare l’offerta, sperimentare nuovi servizi, rispondere meglio ai bisogni delle famiglie, mantenendo saldi gli standard di qualità e il ruolo di regia pubblica.
In questo quadro rientra anche la gestione dei fenomeni migratori e, in particolare, dei minori stranieri non accompagnati. I Comuni sono il primo presidio della Repubblica nell’accoglienza diffusa: sono loro che garantiscono luoghi sicuri, percorsi educativi, accompagnamento sociale in una fase delicatissima della vita di questi ragazzi. E tuttavia, su questo fronte, dobbiamo registrare con franchezza ritardi significativi nei rimborsi dovuti ai Comuni e una tendenza a scaricare sui territori, anche dal punto di vista organizzativo, le inefficienze di una gestione centrale che fatica a programmare in modo adeguato. Questo non è accettabile: non lo è per gli enti locali, che si trovano a sostenere costi importanti con bilanci già sotto pressione, e non lo è innanzitutto per i minori coinvolti, che hanno diritto a percorsi chiari, stabili, dignitosi. Anche qui, come sindaci, non chiediamo privilegi, ma il rispetto degli impegni assunti e il riconoscimento del ruolo che i Comuni svolgono sul campo.
La cura passa poi dalle politiche per le persone anziane. In una città che invecchia, il tema non può essere affrontato solo come questione assistenziale. Serve un approccio integrato che tenga insieme tre dimensioni: la connessione con il sistema sanitario, la prossimità dei servizi sociali comunali e il contributo del mondo della conoscenza. La connessione con il sistema sanitario è decisiva: il nuovo ospedale, la rete della medicina territoriale, le case e gli ospedali di comunità devono dialogare con i servizi sociali, con i centri diurni, con i servizi domiciliari, con le strutture residenziali. L’anziano non è “del Comune” o “della sanità”: è una persona che ha bisogno di una presa in carico continua, integrata, che non lo costringa a rimbalzare da uno sportello all’altro.
Allo stesso tempo, abbiamo l’opportunità di lavorare con le università per fare di Cremona un laboratorio sull’invecchiamento attivo. I corsi di area sanitaria, sociale, pedagogica, economica possono essere alleati preziosi per sviluppare progetti di ricerca e di innovazione sociale, per formare nuove figure professionali della cura, per sperimentare modelli di abitare, di welfare di comunità, di silver economy che facciano degli anziani non solo destinatari di servizi, ma protagonisti di vita sociale, culturale, civica. Collegare sistema sanitario, Comune e università significa costruire una città che non subisce l’invecchiamento, ma lo governa e lo trasforma in una occasione di maggiore qualità della vita per tutte le generazioni.
La cura passa poi per le politiche per le persone con disabilità, per chi si trova in situazioni di fragilità economica o relazionale. Qui il lavoro di rete con il volontariato, le parrocchie, le realtà del terzo settore è decisivo. E lo è ancora di più in un contesto in cui le risorse per la sanità e per il welfare sono sotto pressione e una parte crescente della domanda si sposta verso i territori. Quando chiediamo attenzione alla finanza dei Comuni non difendiamo un interesse corporativo: difendiamo la capacità di una comunità di non lasciare indietro nessuno.
Infine, il tema della sicurezza e della qualità dello spazio pubblico. Il DUP lo affronta in modo integrato: certo con gli strumenti tradizionali – videosorveglianza, collaborazione con le forze dell’ordine, presenza della polizia locale – ma anche, e soprattutto, attraverso la qualità urbana, la luce (avvieremo la nuova gara), la vita nelle strade, la presenza di attività culturali, sportive, sociali. Una città vissuta, attraversata è una città più sicura. Una città che offre occasioni ai giovani, che non lascia zone d’ombra, che rigenera i propri spazi anziché abbandonarli, è una città che previene i conflitti e le paure, non solo li gestisce quando esplodono.
Tutto questo – cultura, Capitale della Cultura come processo di cambiamento, rigenerazione urbana, parchi e verde pubblico, Palazzo comunale e cimitero come luoghi simbolici di cura civica, energia, mobilità sostenibile e trasporto pubblico elettrico, università, turismo e fiera come volano anche per il turismo congressuale, politiche giovanili, centri civici, abitare, sviluppo economico e filiere produttive, opportunità come ZLS e Zone di Innovazione e Sviluppo, proiezione internazionale, welfare, gestione dell’accoglienza e connessioni tra sanità e servizi sociali – nel DUP non è una lista di capitoli separati. È un disegno. È l’idea di una Cremona che vuole collocarsi nel contesto europeo delle città medie come città aperta, colta, sostenibile, inclusiva; capace di valorizzare ciò che ha di unico e, allo stesso tempo, di misurarsi con le grandi sfide globali. È l’idea di una città che non subisce i cambiamenti, ma prova a interpretarli, governarli, orientarli.
Il senso politico del DUP che oggi presentiamo è proprio questo: dentro un quadro non semplice, scegliere comunque una rotta, dichiararla con chiarezza, impegnarci a seguirla. Far sì che questa rotta si traduca in cantieri che si aprono, in parchi che si rigenerano, in centri civici che si riempiono di vita, in servizi che migliorano, in opportunità che crescono sarà il compito che ci attende in Giunta, in Consiglio, negli uffici, nei quartieri, insieme alla nostra comunità. È un compito impegnativo, ma anche appassionante. È la responsabilità che abbiamo assunto e che, attraverso questo Documento, oggi rendiamo trasparente davanti alla città.
All’assessore Paolo Carletti il compito di illustrare i punti principali del Piano delle Opere Pubbliche 2026-2028: Il Piano delle Opere pubbliche 26/28 ci svela una città dinamica dedicata a progettualità che andranno ad incidere in modo determinante sul tessuto urbano della nostra città. Il Piano poggia su una direttrice chiara che ha come obiettivo il recupero di spazi urbani di cui i cremonesi non godono da anni o da decenni come Palazzo Cittanova ed il complesso di Santa Maria della Pietà, nonché di spazi che necessitano grandi interventi rigenerativi come i giardini di piazza Roma. Abbiamo ereditato un patrimonio scolastico messo via via in sicurezza e il Piano delle Opere Pubbliche si inserisce in questa pratica già avviata così da fornire alle prossime generazioni scuole sicure. Per quanto riguarda Palazzo Cittanova siamo in attesa della consegna del progetto definitivo così da provvedere ai lavori necessari alla riapertura di una spazio eccezionale per versatilità, per fascino e per storia; per Santa Maria della Pietà, dopo aver finanziato i primi presidi di sicurezza, si va a finanziare il progetto complessivo dei lavori. Sempre come restituzione di elementi urbani da sottolineare il rifacimento del parapetto sul ponte del Morbasco sul viale Po è stato interamente finanziato: gli uffici attendono a giorni il via libera della Soprintendenza. Discorso a parte per il progetto Giovani in Centro, che vedrà il recupero di una porzione di città destinato ad estendere il centro storico a quelle zone che lo lambiscono fornendo ad esse ragioni di attrattiva: residenze, spazi aggregativi, spazi studio, piazze e giardini, questo progetto contiene in sè la risposta alle principali domande della nostra comunità. Per il Palazzo Comunale stanno si stanno smantellando i puntelli che invadevano diversi uffici a causa del cedimento di soffitti, così al multipiano del Civico Cimitero dove si dovranno concentrare i nostri sforzi come previsto dal Piano delle Opere Pubbliche per renderlo decoroso in ogni suo spazio. Le opere per le quali il finanziamento slitta al 2027 sono frutto di scelte amministrative e non ci sottraiamo a critiche sul punto: amministrare vuol dire decidere ed assumersene le responsabilità. Un ringraziamento all'architetto Giovanni Donadio e all'ing. Emanuele Stoppa che stanno dirigendo un settore messo particolarmente sotto pressione, settore che raggiunge i risultati sotto gli occhi di tutti, perché lavora con passione ed unità di intenti.
Infine, la vicesindaca con delega al Bilancio Francesca Romagnoli ha presentato il Bilancio di Previsione 2026-2028:
Ricordo infatti a che si tratta di un documento fondamentale che, unitamente al DUP, supporta le scelte politiche, organizza le risorse disponibili e definisce con trasparenza le priorità dell’Amministrazione per il prossimo triennio. Nella nota integrativa esplicativa, che avete ricevuto, unitamente alle slides presentate in Commissione Bilancio e che vi sono state distribuite poco fa, vengono evidenziati tutti gli aspetti del bilancio e si nota come le previsioni di entrata e spesa siano strutturate in modo da garantirne l’equilibrio.
Il bilancio del Comune che vado a illustrarvi quindi rispetta gli equilibri di finanza pubblica e garantisce la continuità dei servizi essenziali, mantenendo una visione orientata allo sviluppo e all’innovazione del territorio. Abbiamo lavorato per garantire stabilità e al tempo stesso per sostenere progetti concreti che rispondano alle necessità della città. Questo bilancio riflette la volontà di essere sempre più vicini ai cittadini mantenendo comunque uno sguardo attento alle sfide future del nostro territorio, per dirla in modo più semplice: guardiamo dove mettiamo i pedi senza dimenticare di guardare nel suo complesso il cammino che stiamo facendo e la meta cui tendiamo.
Da un punto di vista programmatico e strategico il bilancio preventivo 2026-2028 è allineato con il Documento Unico di Programmazione (DUP) del Comune, con esso si identificano le missioni e i programmi e gli obiettivi strategici dell’Amministrazione nel prossimo triennio.
Nella costruzione del bilancio di previsione sono stati utilizzati i seguenti indirizzi per la parte di entrate correnti che per l’anno 2026 sono stimate in 99.160.996,72€:
equità contributiva: emersione di base imponibile IMU, TARI (antecedente il 2023) e Canone Unico Patrimoniale; finanziamenti: individuazione di fonti di finanziamento esterne attraverso in grado di intercettare risorse pubbliche e private.
Tributi locali:
⦠IMU: conferma aliquote IMU (Decreto Min. Economia e Finanze del 06/09/2024 - Legge 27 dicembre 2019, n. 160 commi da 748 a 755 dell'articolo 1;
⦠IRPEF (addizionale comunale): conferma della aliquota e della soglia di esenzione;
Tariffe a copertura servizi: confermate le tariffe ad eccezione del canone unico patrimoniale (adeguato su base ISTAT).
Tali entrate pesano nel seguente modo:
• Titolo 1: Entrate tributarie, contributive e perequative âÂÂÂÂÂÂÂÂ= 2026: € 43.457.000,00 (43,8%)
⦠IMU altri immobili = 2026: € 21.900.000,00 (50%)
⦠Addizionale IRPEF = 2026: € 10.900.000,00 (25%)
⦠Fondo di Solidarietà = 2026: € 7.022.000,00 (16%)
⦠IMU arretrata = 2026: € 3.100.000,00 (7%)
⦠Imposta di soggiorno = 2026: € 450.000,00 (1%)
⦠seguono con import iinferiori: Tarsu anni precedenti, ICI, imposta soggiorno anni precedenti
• Titolo 2: Trasferimenti correnti = 2026: € 30.288.481,72 (29,7%)
⦠Trasferimenti correnti da Amministrazioni Pubbliche = 2026: € 27.631.181,72 (91%)
⦠Trasferimenti correnti da Imprese = 2026: € 1.864,000,00 (6%)
tra i principali: da Azienda Sociale del Cremonese € 575.000,00, titoli sociali e voucher per € 410.000,00, fondo povertà per € 297.500,00; trasferimenti da privati per la gestione della campagna di controllo impianti termici per € 125.000,00.
⦠Trasferimenti correnti da Istituzioni Sociali Private = 2026: € 717.300,00 (3%)
⦠Trasferimenti correnti da Famiglie = 2026: € 55.000,00
L’importo è riferito a contributi per la realizzazione di progetti sociali, ambientali, culturali e al fondo di solidarietà per situazioni di fragilità e sociale.
⦠Trasferimenti correnti dall’Unione Europea e dal resto del mondo = 2026: € 21.000,00
• Titolo 3: Entrate extratributarie âÂÂÂÂÂÂÂÂ= 2026: € 25.415.515,00 âÂÂÂÂÂÂÂÂ(25,6%)
⦠Vendita di beni e servizi e proventi derivanti dalla gestione dei beni = 2026: € 13.547.800,00 (53%)
⦠Proventi derivanti dall’attività di controllo e repressione delle irregolarità e degli illeciti = 2026: € 4.762.000,00 (19%)
⦠Rimborsi e altre entrate correnti = 2026: €3.695.115,00 (15%)
⦠Altre entrate da redditi da capitale = 2026: € 3.410.300,00 (13%)
⦠Interessi attivi= 2026: € 300,00 (9%)
Mentre per le spese correnti, che per l’anno 2026 sono stimate in 100.870.554,76€, sono stati seguiti questi indirizzi:
• Servizi: Consolidamento dei servizi comunali a protezione di persone, famiglie e imprese oltre che sostegno al lavoro e allo sviluppo economico;
• Stanziamenti:
⦠interventi mirati ad una ulteriore razionalizzazione e contenimento della spesa attraverso azioni volte al recupero di produttività, efficienza ed economicità senza pregiudicare i servizi;
⦠azioni di monitoraggio della spesa con attenzione all’evolversi dei costi dei beni e dei servizi;
• Fondo Crediti Dubbia Esigibilità (FCDE): applicazione della disposizione di legge che prevede uno stanziamento nella misura del 100% dell’importo complessivamente previsto;
• Personale:
⦠spesa del personale, incluso il budget per le assunzioni.
⦠Accantonamento per il rinnovo del CCNL del personale dipendente;
• Riduzione del debito;
• Mantenimento tempi medi di pagamento ai fornitori per non accantonare il Fondo Garanzia Debiti Commerciali.
Contributi alla finanza pubblica:
per il 2026 il nostro Comune deve restituire allo Stato 361.694,00 € per effetto della legge di Bilancio 2024 e deve accantonare 427.738,00 € per effetto della legge di Bilancio 2025.
Al momento non abbiamo riscontro di eventuali altri oneri a carico degli Enti Locali conseguenti alla approvazione della Legge di Bilancio dello Stato per l’anno 2026, non avendo quest’ultima ancora completato l’iter in Parlamento.
In generale si può affermare, come per altro fa ANCI, che il disegno della legge di Bilancio 2026 si colloca in un quadro generale caratterizzato da difficoltà interne e turbolenze provenienti dagli scenari internazionali. Preso atto che la nuova governance della finanza pubblica europea comporta vincoli di crescita della spesa, è importante evitare l’aggravio dei vincoli finanziari e in particolare sulla dinamica della spesa. Questo è un elemento imprescindibile in considerazione della relativa debolezza degli enti locali di fronte alle spinte inflattive e alla dinamica di costi non comprimibili, a fronte di una struttura delle entrate proprie sostanzialmente rigida.
Spese in conto capitale
Il Conto Capitale riguarda quelle spese non ordinarie come l’acquisto di beni durevoli utili per la collettività (es.: costruzione di infrastrutture, acquisto di immobili, manutenzioni straordinarie) e le entrate che finanziano tali investimenti.
Equilibrio di parte capitale: la previsione di entrata dei titoli 4 (conto capitale), 5 (riduzione delle attivitàÌ finanziarie) e 6 (accensione prestiti) che rappresentano le entrate in conto capitale, sommata alle entrate di parte corrente destinate per legge agli investimenti, deve essere pari alla spesa in conto capitale prevista al titolo 2.
• Titolo 4: Entrate in conto capitale = 2026: € 2.450.000,00 (6,3%)
• Titolo 5: Entrate da riduzione di attività finanziarie= 2026: € 33.091.331,33 (85,3%)
Titolo 6: Accensione prestiti = 2026: € 0
Altre entrate destinate al finanziamento di spese in conto capitale:
• Fondo pluriennale vincolato per spese in conto capitale = 2026: € 4.404.568,71 (11,4%)
• Entrate di parte corrente destinate a spese di investimento = 2026: € 332.855,00 (0,9%)
• Avanzo di amministrazione= 0
Spese per investimenti nel 2026 sono pari a €38.778.755,04
- Attrezzature e arredi = 2026: € 326.400,00 (1%)
- Beni immobili = 2026: € 37.093.859,82 (96%)
- Hardware e Software = 2026: € 828.495,22 (2%)
- Acquisizione e a patrimonio per cessioni o donazioni= 2026: € 530.000,00 (1%)
Con questo bilancio, che per il 2026 è pari a 189.114.309,80 €, confermiamo la nostra visione di una città dinamica, solidale che valorizza le proprie tradizioni, il comparto liutario ad esempio, ma proiettata verso i giovani e l’innovazione. Infatti oltre al progetto Giovani in Centro in questo bilancio sono confermate tutte le convenzioni a sostegno delle università e alle progettualità finalizzate al sostegno alla ricerca.
L’obiettivo di questa Amministrazione, è quello di perseguire con tenacia una politica di sviluppo della città che non lasci indietro nessuno, pur nella consapevolezza di vivere in un contesto caratterizzato da cambiamenti socioeconomici, sia interni al nostro Paese che esterni, reso ulteriormente critico da risorse statali sempre minori e disallineate nell’erogazione rispetto alle tempistiche di erogazione dei servizi e da una domanda di spesa e intervento sempre più in crescita.
La proposta di Bilancio previsionale 2026-2028 punta a consolidare l'offerta dei servizi educativi e sociali, ad espandere la proposta culturale anche grazie all’avvio del percorso di Cremona Capitale della Cultura. Un bilancio che favorisce la partecipazione con uno sguardo alle attività aggregative del contesto cittadino e a quelle sportive. Senza trascurare la cura della città attraverso la manutenzione e la cura degli spazi, la rigenerazione di alcuni luoghi, gli investimenti sul territorio e sulla sicurezza dei cittadini.
Per quanto concerne le politiche sociali e il sostegno alla comunità si punta sul consolidamento e laddove possibile sul potenziamento dei servizi per anziani, minori e famiglie in difficoltà, con il sostegno alle associazioni del territorio e al volontariato, con l’implementazione iniziative per favorire integrazione, inclusione e pari opportunità.
Su quest’ultimo aspetto partiranno in maniera più concreta le azioni che servono per attuare il Bilancio di Genere.
Continuiamo ad investire convintamente nella spesa sociale consapevoli del ruolo fondamentale delle politiche sociali per rispondere alle sfide del nostro tempo (invecchiamento della popolazione, acuirsi delle diseguaglianze socio-economiche, aumento della fragilità delle famiglie), ma consapevoli anche del fatto che, a fronte dell'ampliamento della platea di persone vulnerabili, la domanda di servizi sociali sta crescendo più rapidamente delle risorse disponibili (un esempio su tutti il numero altissimo di collocamenti di minori in comunità, disposti con decreto dell'Autorità Giudiziaria, per i quali lo Stato, con riferimento all’anno in corso, ha liquidato al momento al nostro Comune una cifra non superiore solamente il 10% dei costi già sostenuti). Anche nei prossimi anni il welfare comunale continuerà certamente a garantire gli interventi a favore della popolazione cremonese fragile (anziani, persone con disabilità, minori e famiglie) e contestualmente a lavorare alla costruzione di un sistema che intercetta precocemente le situazioni di vulnerabilità e previene il disagio prima che diventi conclamato.
Scuola, cultura e sport prevedono interventi per migliorare sicurezza e funzionalità degli edifici scolastici, promozione di eventi culturali e valorizzazione della biblioteca e dei luoghi della cultura, sostegno allo sport di base e alle attività giovanili.
Per quanto concerne le politiche educative nel prossimo anno arriveranno a conclusione i lavori del Polo scolastico (0 – 6 anni) nel quartiere Po e si provvederà alla sistemazione della facciata della scuola Vida. Lo sguardo attento verso i nostri bambini ci porta al consolidamento e ampliamento delle strade scolastiche e al consolidamento dell’assistenza e delle attività tradizionali oltre a nuove progettualità in corso d’anno.
Si continuerà l’impegno assunto per la qualità dei pasti nelle scuole, oltre ai servizi di assistenza scolastica.
Adesione progetto UNICEF “Città amica dei bambini e degli adolescenti” che prevede l’elaborazione di azioni di sistema che confermino l’impegno dell’Amministrazione comunale nel porre attenzione al rapporto tra bambini/adolescenti e contesto di vita quotidiana, supportando la promozione di politiche e di progetti in grado di migliorare per tutti le condizioni di vita e di sostenibilità in città. E ancora l'adesione al Programma Città Amiche dei Bambini e degli Adolescenti che comporta un impegno politico esplicito e concreto per arrivare a implementare politiche mirate.
A bilancio abbiamo ancora un milione che come consolidato nel tempo serve per coprire circa l’80% dei consumi delle realtà sportive che utilizzano le 60 strutture comunali. In questo conteggio le uniche due realtà che non beneficiano di questo contributo indiretto sono US Cremonese, il gestore della piscina che, assieme ad altre 10 realtà, hanno scelto come forma contrattuale per la gestione degli impianti il comodato d’uso e quindi si sono volturati le utenze e i contatori delle strutture che gestiscono beneficiando però dell’azzeramento del canone. Sempre questo milione di euro serve per compensare le minori entrate generate dal fatto che le realtà sportive cittadine, oltre a beneficiare di importanti contribuzioni sui consumi pagano canoni di utilizzo delle strutture sportive abbattuti anche del 90% rispetto ai prezzi di mercato.
Oltre a sostenere le realtà sportive cittadine contribuendo in modo pesante alle spese vive delle associazioni, l’Amministrazione finanzia alcuni progetti di carattere educativo, su tutti “Giocare gli Sport per Apprendere” e si fa carico di alcuni interventi manutentivi in specifiche situazioni convenzionali. Molte manutenzioni sugli impianti sportivi, di carattere straordinario, non compaiono nel POP in quanto non superiori ai 150mila euro.
Ai giovani cremonesi e non solo sono dedicate risorse per l’implementazione del Progetto “Giovani in centro”, che come sapete non consiste nella mera rigenerazione urbana di alcuni spazi centrali della città, ma accanto alla parte materiale il progetto prevede azioni di accompagnamento di natura immateriale a supporto di progettualità rivolte ai giovani. Sempre ai giovani saranno dedicati alcuni eventi musicali (attivati attraverso l’ufficio musica) e culturali.
In questo bilancio sono confermate tutte le convenzioni a sostegno delle università e alle progettualità finalizzate al sostegno alla ricerca. Il Comune di Cremona ha aperto al piano Mattei, attraverso il progetto ZAFIT che prosegue anche nel 2026, con l’obiettivo di sostenere il nostro settore lattiero Caseario, mettendo in contatto imprese e università.
In ambito culturale c’è da rilevare, ma l’ho già citato poco fa, l’avvio del percorso di candidatura di Cremona a Capitale della cultura 2029, da svilupparsi nel 2026 (€ 120.000,00). Sarà un momento importante anche per mettere a sistema una serie di interventi e progettualità che già insistono sulla città.
Prosegue il sostegno al sistema musicale liutario e al Distretto della Liuteria. È stato stanziato il contributo Unesco e il sostegno ad Enti quali ad esempio, per citare i maggiori Fondazione Ponchielli e Museo del Violino.
Per quanto concerne il sistema museale si procederà con l’attivazione della biglietteria elettronica, l’adeguamento del sistema di sorveglianza, sono previste anche spese per servizi accoglienza Museo Civico (€ 123.000,00). Oltre che per la tradizionale attività didattica sono previsti fondi anche per la Rete 800 lombardo.
Per quanto riguarda il turismo con parte delle entrate dell’imposta di soggiorno sarà possibile implementare ancora di più la presenza dei turisti in città attivando azioni e reti tramite la DMO Visit Cremona e in linea con il 2025 saranno supportate azioni volte a sviluppare e supportare il comparto.
La valorizzazione del fiume passa attraverso l'ampliamento del PLIS, le iniziative di promozione del parco, la navigazione fluviale, il contratto di fiume.
Non mancano investimenti per i lavori pubblici e rigenerazione urbana manutenzione ordinaria e straordinaria di strade, marciapiedi e patrimonio comunale (di cui al POP), investimenti su scuole, impianti sportivi e spazi pubblici, progetti per la transizione energetica e il risparmio energetico degli edifici pubblici.
Il piano triennale di bilancio include investimenti, alcuni dei quali connessi a progetti PNRR (o finanziamenti esterni), per migliorare infrastrutture e servizi pubblici. Ci sono interventi programmati su opere pubbliche, manutenzioni, infrastrutture, con una previsione finanziaria coerente con le risorse stimate.
Mobilità e viabilità:
Complessivamente parliamo di 3.865.000 euro di finanziamento delle attività legate alla mobilità. Esse comprendono la manutenzione ordinaria e straordinaria delle strade, la segnaletica e la copertura finanziaria del piano neve tutte contenute nel contratto di servizio di AEM S.p.a. Queste risorse serviranno nei prossimi mesi per portare risposte alle istanze della cittadinanza sul piano della sicurezza stradale, ma allo stesso tempo per organizzare le attività anche di progettazione e pianificazione, appunto della mobilità. Accanto a queste risorse ricordiamo anche gli oltre 3.000.000 di euro per il contratto Consip legato all’illuminazione pubblica, le risorse allocate per la strutturazione della nuova gara proprio per il servizio IP e semaforica urbana.
Interventi sull'idrogeologico: stanno per iniziare i lavori dell'ultimo lotto di rimozione dell'impalcato del Cavo Cerca che ne prevede la riapertura in zona stadio. Il progetto prevede la rimozione della tombinatura del cavo e la restituzione storica e paesaggistica di uno dei cavi della città, tombinati negli anni 60/70 e la riqualificazione ambientale dell'area che prevede nuove piantumazioni e allargamento delle aree verdi, in una zona fortemente cementificata, a favore della biodiversità e contro le bolle di calore. Nel bilancio 2026 troviamo l'ultima quota di 36.000 Euro in quanto il resto è già stato trasferito ad AEM e si trova nel budget della società che sta sviluppando il progetto e i seguirà lavori.
Sostenibilità e transizione energetica trovano spazio nel bilancio, attraverso progetti di efficientamento e valorizzazione delle energie rinnovabili.
Il 2026 sarà l'anno che darà il via al PAES, il Piano di Azione per l’Energia Sostenibile, documento di pianificazione energetica che il Comune svilupperà per ridurre le emissioni di CO2 e migliorare l'efficienza energetica nel proprio territorio.
Il piano è volto alla definizione di strategie e azioni specifiche per raggiungere questi obiettivi, come il potenziamento del trasporto pubblico, il miglioramento dell'efficienza degli edifici e la promozione delle energie rinnovabili. Nel frattempo si continuerà a lavorare sulla sostenibilità e la transizione energetica, mettendo in atto azioni di efficientamento oltre alla valorizzazione delle energie rinnovabili (vd. Fondazione delle CER), mentre sugli edifici pubblici continueranno le azioni di efficientamento.
Entra nel bilancio 2026 l'importante contributo di Regione Lombardia per il bando Multimodale urbano, che prevede la collaborazione di Comune e RFI. Il progetto prevede la sistemazione da parte di RFI dei locali viaggiatori della stazione, della realizzazione di una nuova sede al piano terra della stazione per la Ciclofficina e della nuova Velostazione. Il Comune provvederà alla riqualificazione dell'autostazione, alla migliore connettività tra Stazione Ferroviaria e autostazione in particolare con le linee urbane e alla viabilità leggera di accesso alla stazione (via Palestro e ultimo tratto via agli scali).
Proseguiranno e in alcuni casi termineranno i lavori per il recupero di alcuni luoghi storici della città.
Per quanto riguarda i Servizi Cimiteriali si rileva che a partire dal 2026 si azzera la spesa per la gestione del servizio di fatturazione dell'illuminazione votiva non più affidato all'esterno (in appalto), ma gestito direttamente da personale dei Servizi Cimiteriali, grazie ad un'attenta redistribuzione delle mansioni assegnate.
Inoltre partirà il progetto dell'agenda digitale online per le imprese di pompe funebri, importante strumento di dialogo con gli operatori economici del settore, integrato con il software gestionale in uso presso i Servizi Cimiteriali e con il servizio di protocollazione dell'Ente; strumento diretto a tracciare in modo trasparente le interazioni quotidiane con gli utenti, eliminando la documentazione cartacea e semplificando i processi amministrativi.
Con riferimento alla Spesa per investimenti (conto capitale) destinata ai civici cimiteri si evidenzia per il 2026 una previsione di spesa per la manutenzione straordinaria di complessivi €323.000, assegnata principalmente ad interventi di messa in sicurezza e conservazione dell'importate patrimonio pubblico.
Ambiente e sostenibilità cura del verde urbano e tutela del territorio, interventi per la riduzione dei rifiuti e il miglioramento della raccolta differenziata, adattamento climatico e mitigazione del rischio idrogeologico.
Sul nostro bilancio non transita più tutto l'importo del PEF che riguarda la partita dei Rifiuti, ma solo una parte che concerne le agevolazioni. La cosa importante è l'attivazione del nuovo metodo di spazzamento, che andrà monitorato e verificato nel 2026 e l'inserimento nel DUP dell'inizio delle fasi per la preparazione dei documenti per l'affidamento del servizio con gara pubblica vista la scadenza della convenzione/contratto nel 2030
Verde Pubblico: Si conferma, la volontà di tenere alta l'attenzione sulla manutenzione del verde, evidenziata dal forte investimento sia in parte corrente (Euro 1.850.000), sia in conto capitale (Euro 1.750.000) per un totale di Euro 3.600.000. Seppur la parte corrente risulta in diminuzione di Euro 245.000 e che andrà integrata durante l'anno, decisamente in aumento è la parte in conto capitale.
È prevista la pulizia di marciapiedi e cigli da erba infestante attraverso lo stanziamento di un importo di Euro 180.000 per la da aggiungere alla manutenzione del verde.
A seguito delle decisioni del consiglio i fondi sono stati assegnati alle opere che dovrebbero iniziare entro la fine del 2026, salvi i tempi di progettazione, autorizzazione e messa a gara. La riqualificazione di Piazza Roma che prevede anche la riaccensione di entrambe le fontane, oltre alla rigenerazione del verde, ricordando che è terminato da poco il cantiere di restauro delle rocaille che ora sono pulite e accessibili. La riqualificazione di Piazza Castello, la piantumazione di numerosi alberi e la riqualificazione dell'ex Arboreto come primo lotto della GreenWay prevista nel Piano del Verde.
Continua l'investimento sulla protezione civile, importante presidio per la protezione della cittadinanza che vede i nostri volontari sempre più impegnati, dalla piena del Po di Pasqua, alle forti piogge che hanno creato qualche problema di allagamento in zone circoscritte della città e che i volontari presidiano costantemente, agli interventi su alberi e rami caduti a supporto dei vigli del fuoco dopo forti temporali, all'assistenza prestata in occasione di grandi manifestazioni, come la maratonina o la festa del torrone oltre a tutti i micro interventi di prevenzione a attenzione che li vede costantemente impegnati.
La protezione civile è una risorsa importante e ha visto già forti investimenti del 2025, con l'acquisto del nuovo mezzo e attrezzature per il gruppo che è in continua crescita. Questo anno partiamo con una dotazione minima per beni di consumo, ma si cercherà di integrare secondo le necessità durante l'anno.
Per quanto concerne il Benessere Animale:
È previsto l'aumento della quota per il canile che passerà da 60.100 euro a 97.100 euro che nella nuova gara prevederà un aumento dei numeri degli animali previsti nel servizio di custodia. E' previsto inoltre il canone per la gestione della nuova struttura polifunzionale per gatti di Euro 32.000, tenendo conto delle difficoltà di individuazione del gestore.
Innovazione, digitalizzazione e semplificazione potenziamento dei servizi online per cittadini e imprese,modernizzazione dei sistemi interni per rendere più efficiente la macchina amministrativa, progetti per l’utilizzo dei dati e la trasparenza dell’azione amministrativa.
Il 2026 sarà l’anno della migrazione dei dati del Comune su una nuova piattaforma Cloud, a seguito della Dismissione dello spazio riservato agli Enti Locali sul Cloud di ARIA.
In ambito digitale continuerà la raccolta dei dati propedeutica per la costruzione del Digital Twin.
Nei rapporti con il territorio Il bilancio consolida un metodo che riteniamo fondamentale: ascolto della comunità, confronto con associazioni, operatori economici, quartieri, con l’obiettivo di costruire politiche condivise e rispondenti ai bisogni reali.
Per quanto riguarda il commercio l’Amministrazione ogni anno mette in disponibilità al DUC il 4 % degli oneri di urbanizzazione per interventi di decoro e manutenzione delle componenti di arredo del centro storico. Oltre a questo, ogni anno il settore finanzia le azioni di valorizzazione del centro storico nel periodo natalizio coinvolgendo la cabina di regia e i diversi partner privati che decidono di sostenere e sponsorizzare il DUC nel periodo natalizio.
Accanto a queste azioni si stanno sviluppando altre progettualità che richiedono coperture limitate per partecipazioni a bandi e finanziamenti esterni all’amministrazione come le attività sui tempi e orari della città.
Per quanto riguarda la partecipazione, saranno implementate azioni volte al coinvolgimento dei cittadini e di altre organizzazioni attraverso il coinvolgimento dei quartieri e delle reti di comunità. Comincerà a prendere forma la ridefinizione geografica dei quartieri e conseguentemente ci sarà la revisione del regolamento.
Per quanto riguarda la sicurezza si continuerà con l’azione intrapresa nel 2025 valutando l’acquisizione e i costi di strumentazioni utili al fine di implementare le attività sul territorio (manutenzione ordinaria e riparazione, comprese spese videosorveglianza pari a 135.000,00€ circa).
Il Bilancio che presentiamo oggi non è soltanto un insieme di numeri: è la traduzione concreta della nostra visione di comunità, della volontà di investire sul futuro, di sostenere il presente, di proteggere chi è più fragile e di rendere il nostro Comune sempre più vivibile, moderno e inclusivo.
In un contesto socio economico non semplice , negli ultimi ann ii cittadini ed in particolare coloro che hanno redditi da lavoro bassi e medio bassi sono sempre più in affanno. Crescono i costi, dall’affitto, alle cure, dal carrello della spesa alla benzina e restano fermi i salari.
In un contesto come questo tenere ferme imposte, rette e tariffe e allo stesso tempo farsi carico dei tagli che il Governo ha deciso sui trasferimenti ai Comuni e i maggiori costi che i Comuni hanno, dal personale (decreto PA e rinnovi contrattuali) ai costi dei servizi, all’accoglienza, non è un’operazione semplice.
Una scelta, quella di non arretrare sul fronte dei servizi, che nasce dalla forte consapevolezza, della Giunta rispetto alla centralità strategica della tutela e del rilancio della coesione sociale, il principale fattore di forza di una comunità come la nostra per affrontare il futuro in tutte le sue sfide (sociali ed economiche). Coniugare sostegno alle fragilità e competitività, ma anche attrattività e sicurezza, diventano le nuove sfide.
Per concludere a tutto ciò, la definizione di un Bilancio che, per il 2026, ha un volume di circa 189 milioni di euro, tra spesa corrente e in conto capitale. Su cui pesano, trasferimenti statali che calano sempre di più e tagli e accantonamenti per il concorso alla finanza pubblica (oltre 700 mila€ in meno sicuri per il solo 2026).
Addetto Stampa
Comune di Cremona



