Venerdì, 13 dicembre 2019 - ore 06.54

Cremona Ancora Profughi. Ora dove li mettiamo? Perché non nelle cascine ? di Gian Carlo Storti

No ai migranti nella Caserma Manfredini Certo ci vuole coraggio e volontà politica e sociale. I ghetti non hanno mai funzionato anche se gestiti da associazioni caritatevoli ed il futuro della gestione dei migranti sta appunto in un progetto di accoglienza che sia immediatamente accompagnato da un inserimento sociale che può passare con attività volontarie in cambio appunto dell’accoglienza stessa.Mi appello ai parlamentari e consiglieri regionali che conosco personalmente ovvero Agostino Alloni Franco Bordo, Cinzia Fontana e Luciano Pizzetti.

| Scritto da Redazione
Cremona Ancora Profughi. Ora dove li mettiamo? Perché  non nelle  cascine ? di Gian Carlo Storti Cremona Ancora Profughi. Ora dove li mettiamo? Perché  non nelle  cascine ? di Gian Carlo Storti Cremona Ancora Profughi. Ora dove li mettiamo? Perché  non nelle  cascine ? di Gian Carlo Storti

Ancora Profughi. Ora dove li mettiamo? Perché  non nelle  cascine ? di Gian Carlo Storti

No ai migranti nella Caserma Manfredini Certo ci vuole coraggio e volontà politica e sociale. I ghetti non hanno mai funzionato anche se gestiti da associazioni caritatevoli ed il futuro della gestione dei migranti sta appunto in un progetto di accoglienza che sia immediatamente accompagnato da un inserimento sociale che può passare con attività volontarie in cambio appunto dell’accoglienza stessa.Mi appello ai parlamentari e consiglieri regionali  che conosco personalmente ovvero Agostino Alloni,Franco Bordo, Cinzia Fontana e Luciano Pizzetti.

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Il problema di un nuovo arrivo di profughi rimanda in agitazione la politica e le associazioni. A Cremona si sta parlando di riaprire la Caserma Manfredini e di stiparli lì. Ho già sostenuto che il numero di profughi-migranti che ci sono in città sono ‘troppi’. Da ‘sinistra’ non sono d’accordo di fare accoglienza in questo modo.   E’ assolutamente sbagliato costruire ‘ghetti’ .. e creare comunità senza futuro stipate in quei luoghi.

Quella dell’arrivo dei profughi  non è più una emergenza. E’ e sarà una costante-dicono i più esperti- dei prossimi 10-15 anni.

Che senso ha ‘stipare’ in migranti in questi luoghi? L’effetto che si ottiene è quello di far nascere situazioni sociali e psicologiche difficili ed aumentare i problemi.

Il Ministero degli Interni, la Prefettura, i Comuni devono cambiare radicalmente indirizzo. L’accoglienza deve essere accompagnata ad un percorso di lavoro (gratuito finché sono accolti), di studio della lingua e di educazione civica.

La cura del territorio è una delle emergenze ambientali che abbiamo anche nelle nostre pianure. Perché dunque non ospitare i migranti nelle ‘cascine’ ed impegnarli in attività di cura del territorio? Non grossi numeri ma nuclei di una decina di persone al massimo con accordi e progetti precisi con i proprietari degli immobili e le associazioni di categoria (Coldiretti, CIA, Confagricoltura ecc.)  e la rete di cooperative che già hanno esperienza.

Certo ci vuole coraggio e volontà politica e sociale. I ghetti non hanno mai funzionato anche se gestiti da associazioni caritatevoli ed il futuro della gestione dei migranti sta appunto in un progetto di accoglienza che sia immediatamente accompagnato da un inserimento sociale che può passare con attività volontarie in cambio appunto dell’accoglienza.

Insomma qualcuno suoni la sirena e faccia capire che non possiamo andare avanti a gestire l’accoglienza solo con atteggiamenti ‘caritatevoli’.

E se dobbiamo cambiare alcune norme facciamolo. In tal senso passo l’assist ai parlamentari e consiglieri regionali  del territorio che conosco personalmente ovvero Agostino Alloni, Franco Bordo, Cinzia Fontana e Luciano Pizzetti.

Gian Carlo Storti ( welfare Cremona ) 

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