Venerdì, 24 gennaio 2020 - ore 12.38

Cremona, commemorato il 73° anniversario dell’8 settembre

Momento di riflessione e preghiera davanti al Monumento ai Caduti al Civico Cimitero

| Scritto da Redazione
Cremona, commemorato il 73° anniversario dell’8 settembre

Un momento di riflessione e preghiera davanti al Monumento ai Caduti al Civico Cimitero ha aperto questa mattina, alle 10:30, le iniziative promosse dal Comune di Cremona, dall’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia (Comitato Provinciale), dall’Associazione Nazionale Partigiani Cristiani (Sezione di Cremona) e dall’Associazione Nazionale Divisione Acqui (Sezione di Cremona) per commemorare l’8 settembre 1943, data dell’Armistizio e inizio della Resistenza.

Alle 11:30, nel cortile Federico II di Palazzo Comunale, presenti le massime autorità civili e militari, il Sindaco Gianluca Galimberti, il Prefetto Paola Picciafuochi e il Questore Gaetano Bonaccorso hanno deposto una corona d’alloro alla lapide che, sotto i portici del Comune, ricorda i Caduti della Resistenza e i Martiri di Cefalonia. È seguita l’esecuzione del “silenzio”.

Ha preso poi la parola Galimberti: «In questo giorno voglio leggere le parole di Severino Premoli, all’epoca maggiore dei Bersaglieri presso la Caserma Paolini di Cremona, parole che mi hanno davvero colpito. “Nonostante le sofferenze, le privazioni e le umiliazioni, non venni mai meno alla mia fede e al mio giuramento di ufficiale italiano”. Questa fede e questo giuramento valgono per ognuno di noi. Il futuro dipende da ognuno di noi e della coscienza di ognuno di noi. È la fedeltà alla res pubblica».

«Nonostante tutto – ha proseguito il Sindaco – è il nostro promettere, il nostro impegno per qualcosa. Oggi abbiamo fame e sete di un senso dello Stato alto. L’anniversario di oggi ci dice che dalle macerie può nascere speranza e che in questo è in gioco la coscienza di ognuno di noi. Questo è il giuramento di fedeltà, nonostante le sofferenze ovvero anche a costo di rimetterci personalmente, di dare se stessi completamente. Così nasce lo Stato. Così nascono le fondamenta della nostra convivenza. Impariamo e diciamo di nuovo – ha concluso il primo cittadino – che dalle macerie oggi si esce con ciò che ci unisce: ovvero l’Europa, la coscienza europea di ognuno di noi. La nostra nazione, in questo momento, ha macerie vere e proprie: per rinascere da queste macerie bisogna ritrovarsi insieme in azioni di solidarietà e ritrovare il senso dello Stato. Stasera lo facciamo come città intera».

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