Giovedì, 13 maggio 2021 - ore 11.03

Cremona Le Monteverdiane del 2017 Il 450esimo anniversario della nascita di Claudio Monteverdi

E’ partita ufficialmente da Mondomusica la grande corsa verso le Celebrazioni Monteverdiane, che l’anno prossimo concentreranno l’attenzione di tutto il mondo sul 450esimo anniversario della nascita del ‘divin Claudio’.

| Scritto da Redazione
Cremona  Le Monteverdiane del 2017 Il 450esimo anniversario della nascita di Claudio Monteverdi Cremona  Le Monteverdiane del 2017 Il 450esimo anniversario della nascita di Claudio Monteverdi

A presentare in anteprima il logo della manifestazione è stato il sindaco Gianluca Galimberti, indicando quello del 2017 come un traguardo fondamentale per la città. « E ’ una missione alla quale ci stiamo preparando con il massimo impegno, potendo contare sulla piena collaborazione del Governo e di R egione Lombardia —ha precisato Galimberti, prima di chiedere un applauso alla platea concentrata nell’area Cremona per assistere all’appuntamento inaugurale di Mondomusica Le Monteverdiane hanno ‘incassato’ anche il convinto sostegno del governo, per voce del sottosegretario Luciano Pizzetti.

Chi è Claudio Monteverdi

Claudio (Giovanni Antonio) Monteverdi (Cremona, 9 maggio 1567– Venezia, 29 novembre 1643) è stato un compositore italiano. Il suo lavoro di compositore segnò il passaggio dalla musica rinascimentale alla musica barocca. Fu uno dei principali innovatori che accompagnarono l'evoluzione del linguaggio musicale (su questo processo stilistico vedi anche Retorica musicale), insieme al "principe dei musici", Carlo Gesualdo. Monteverdi scrisse una delle prime opere teatrali in cui fosse sviluppabile una trama drammatica, ovvero un melodramma, L'Orfeo, ed ebbe la fortuna di godere del proprio successo mentre era ancora in vita.

Biografia Bambino prodigio, studiò musica e iniziò la pratica dell'organo con il maestro di cappella del Duomo di Cremona, Marc'Antonio Ingegneri, e già nel 1582, a soli quindici anni, pubblicò la raccolta vocale Sacrae Cantiunculae, a cui seguirono nel 1583 i Madrigali spirituali a 4 voci, nel 1584 le Canzonette a 3 voci libro I, i Madrigali a 5 voci libro I nel 1587 ed il II libro nel 1590.

Mantova : Dal 1590 al 1592 Monteverdi operò alla corte di Mantova in qualità di "violista" (nell'accezione più ampia del termine, cioè di suonatore di strumento ad arco non meglio specificato: tuttavia.in quest'ultimo anno pubblicò il III libro de Madrigali. Nel 1595 accompagnò il duca Vincenzo I Gonzaga di Mantova in un viaggio in Ungheria, e nel 1599 fu di nuovo al suo seguito nelle Fiandre, dove ebbe contatti con la musica di stile francese.

Lo stile innovativo di queste ultime due raccolte suscitò vive discussioni, culminate nella celebre polemica con il monaco bolognese Giovanni Maria Artusi su alcune imperfettioni della moderna musica. imperniate sulla prima pratica e sulla seconda pratica. Brevemente, la critica sollevata dal tradizionalista Artusi, che aveva studiato con Gioseffo Zarlino, era che i madrigali di Monteverdi fossero "aspri et all'udito poco piacevoli", in quanto non osservanti le regole canoniche del contrappunto, e che dunque allontanassero la musica dal suo scopo, che è la pura "dilettatione

Mantova, Piazza Castello Durante il carnevale del 1607 a Mantova, dapprima presso l'Accademia degli Invaghiti e pochi giorni dopo a corte, venne rappresentata la sua prima opera: L'Orfeo, su libretto di Alessandro Striggio figlio. L'opera ebbe grande successo e venne rapidamente ripresa a Milano, Cremona e probabilmente, anche a Torino e Firenze.

Venezia Monteverdi riorganizzò la cappella, ne arricchì la biblioteca ed ingaggiò nuovi musicisti. Ora i suoi compiti erano chiaramente definiti e poteva contare sul supporto di assistenti; si sentiva rispettato, il suo salario era regolarmente nutrito da gratifiche. Inoltre, la città gli offriva ricche possibilità di lavoro supplementare.

La corte dei Gonzaga cercò di convincerlo a ritornare e continuò a offrirgli commissioni che egli spesso rifiutò, avanzando il pretesto dei suoi doveri veneziani. Tuttavia, il suo stato di cittadino di Mantova non gli permetteva di recidere completamente i suoi legami di sudditanza. A Mantova, egli inviò, tra gli altri, il balletto-opera Tirsi e Clori con il libretto di Alessandro Striggio (figlio) (Palazzo Ducale (Mantova) 1616) e l'opera Andromeda (1619-1620), oggi perduta. Sembrò così che Monteverdi avesse raggiunto una certa stabilità professionale, tuttavia, si dovettero annotare voci di contatti dal 1623 con la corte del re Sigismondo III di Polonia, forse rinnovati nel 1625, quando, in occasione della visita a Venezia del principe Ladislao Sigismondo, Monteverdi scrisse una Messa e compose musica per i suoi concerti privati, ed una cospicua collaborazione con la corte di Parma in occasione delle nozze del duca Odoardo Farnese con Margherita de' Medici nel dicembre 1628.

La tomba nella Basilica di Santa Maria Gloriosa dei Frari Monteverdi morì a Venezia il 29 novembre 1643, dopo breve malattia, e fu seppellito nella Basilica di Santa Maria Gloriosa dei Frari.

Le opere lasciate incompiute dalla sua scomparsa includono un ballo destinato a Piacenza per il carnevale 1643-4, il trattato sulla seconda prattica promesso già nella prefazione del V libro dei madrigali (il cui titolo definitivo avrebbe dovuto essere Melodia, overo Seconda pratica musicale) e forse un'altra opera d'ispirazione omerica, l'Ulisse errante. Vi fu inoltre un numero inusuale di pubblicazioni postume, tra le quali la Messa e salmi del 1649 e il IX libro dei madrigali 1651.

La sua musica ebbe larga diffusione in nord Europa anche attraverso numerose copie manoscritte e contrafacta. La sua influenza fu determinante sia direttamente nella musica vocale sacra e profana dei compositori fino al volgere del secolo.

2° Foto La presentazione del logo con tutte le autorità a CremonaMusica del 2016

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