Lunedì, 23 maggio 2022 - ore 15.35

Cremona Pianeta Migranti. Come usare i migranti per vincere le elezioni.

Lo fa il premier ungherese Viktor Orban, nazionalista ed euroscettico che vuole il terzo mandato.

| Scritto da Redazione
Cremona Pianeta Migranti. Come usare i migranti per vincere le elezioni.

Cremona Pianeta Migranti. Come usare i migranti per vincere le elezioni.

Lo fa il premier ungherese Viktor Orban, nazionalista ed euroscettico che vuole il terzo mandato. Alla sua scuola vanno le destre populiste italiane.

Il primo ministro Orban, uno degli oppositori più espliciti dell'immigrazione in Europa, ha affermato che la migrazione minaccia di sostituire la cultura cristiana del Continente e che i migranti illegali sono responsabili di portare le varianti di COVID-19 nel suo paese. "Non vogliamo essere un paese di immigrati", ha detto in un'intervista alla radio di stato. "Proprio quest'anno abbiamo fermato e detenuto più di 100.000 migranti illegali”. "Senza  la recinzione ungherese ora sarebbero in Austria e in Germania".

In vista delle prossime elezioni del 3 aprile, Orban sta conducendo una rigorosa campagna anti-immigrazione; per mobilitare la sua base di elettori conservatori, fa forza sulla minaccia di un'ondata di migranti che si ammassano al confine. Dice che le attuali pressioni migratorie sono più alte rispetto al 2015, quando nella UE arrivarono centinaia di migliaia di rifugiati in fuga dalle guerre del Medio Oriente. Ma le cifre rilasciate dai funzionari serbi e dall'agenzia della guardia di frontiera e costiera dell'UE sono molte, ma molte di meno di quelle del premier ungherese.

L’Europa ha più volte bocciato la politica di gestione dei flussi dei migranti dell’Ungheria e ha  deferito il Paese alla Corte di giustizia, chiedendo sanzioni pecuniarie. Ad Orban e al suo esecutivo  l’UE ha contestato gli hotspot creati lungo la frontiera con la Serbia e i respingimenti che violano diverse norme comunitarie. L'inviato Onu in Ungheria, ha riferito che uomini, donne, ragazzi disperati, traumatizzati, dietro il filo spinato nelle zone di transito, hanno denunciato le violenze della polizia, come la distruzione o il furto dei cellulari, l’obbligo di sedere o inginocchiarsi nella neve per ore e ore, e percosse fino a rompere le ossa.

Una sentenza della Corte suprema dell'UE (dicembre 2020) ha ritenuto l'Ungheria colpevole di aver

infranto le leggi dell'Ue sulla protezione dei migranti e rifugiati, negando loro il diritto di chiedere asilo e di averli deportati con la forza al confine serbo. Il Comitato Helsinki ungherese ha documentato almeno 50mila casi di respingimento, e ben 4400 sarebbero avvenuti proprio dopo il pronunciamento della Corte. Questa sentenza, che richiede legalmente all'Ungheria di cambiare la sua politica e di affrontare le sanzioni commissionate, è l'ultimo rifiuto delle istituzioni UE verso le misure messe in atto da Orban, a partire nel 2015. Proprio a questo anno risale la prima barriera di filo spinato anti-migranti posta al confine con la Serbia. La seconda, dotata di sensori che danno scosse elettriche, è stata completata nel marzo del 2017. Ma Orban tira dritto: ha chiesto all'UE di rimborsare all'Ungheria almeno la metà dei costi relativi alla costruzione, manutenzione e pattugliamento dei175 chilometri di barriera che negli ultimi sei anni hanno raggiunto il costo di1,9 miliardi di dollari.

Sempre in contrasto con gli Stati più liberali dell'UE, Orban ha anche minacciato di aprire un corridoio lungo il quale i migranti possono marciare verso l'Austria, la Germania e la Svezia.

La sua strategia di attacco ai principi dell’Unione europea gli ha portato una schiacciante vittoria nel 2018; l’ha posto alla testa dei Paesi euroscettici, (dalla Polonia alla Slovacchia alla Repubblica Ceca) e ha fatto scuola alle destre populiste di casa nostra. Non a caso lo scorso ottobre, incontrando Marin Le Pen, Orban ha affermato che "Salvini è il nostro eroe, perché in veste di ministro degli Interni è riuscito a provare che è possibile fermare l'immigrazione anche in mare".

Tra un anno, in Italia, ci saranno le elezioni politiche. Il tema migranti sarà ancora il grimaldello su cui la Lega ed altri partiti premeranno per catturare voti. C’è da sperare che gli italiani, nel frattempo, capiscano che la causa dei nostri mali non sono i migranti usati come capro espiatorio per nascondere l’inerzia l’incapacità di una politica di dare vere risposte ai problemi legati alla pandemia, al lavoro, alla scuola e ad una transizione ecologica di sostanza e non d’immagine.

 

 

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