Mercoledì, 25 maggio 2022 - ore 01.38

(CR) Pianeta Migranti. Stop le armi nucleari, investire in sanità, sociale e..

A un anno dall’entrata in vigore del Trattato Onu di proibizione delle armi nucleari, l’Italia non l’ha ancora sottoscritto.

| Scritto da Redazione
(CR) Pianeta Migranti. Stop le armi nucleari, investire in sanità, sociale e..

 (CR) Pianeta Migranti. Stop alle armi nucleari, investire in sanità, sociale e politiche migratorie.

A un anno dall’entrata in vigore del Trattato Onu di proibizione delle armi nucleari, l’Italia non l’ha ancora sottoscritto. Tiene 40 atomiche americane nelle basi di Aviano e Ghedi, investe grandi cifre per ampliare gli hangar e per i cacciabombardieri F35a testata nucleare, ognuno dal costo di almeno 155 milioni di euro, destinati al trasporto di nuove bombe più potenti, le B61-12.

 Il 22 gennaio 2021 è entrato in vigore il Trattato Onu di proibizione delle armi nucleari, ratificato da 59 Stati, ma non dall’Italia. E’ il primo accordo legalmente vincolante che vieta la produzione, i test, l'immagazzinamento e l'uso delle armi nucleari. Molto importante è stata la pressione esercitata da ICAN - Campagna internazionale per la messa al bando delle armi nucleari-, un movimento globale di oltre 400 organizzazioni che ha ricevuto il premio Nobel per la pace nel 2017.

Oggi, nel mondo, ci sono ben 14 mila testate nucleari con potenza distruttiva molto superiore alle atomiche sganciate in Giappone. Il segretario Onu Guterres ha dichiarato: “Molti Paesi stanno aumentando qualitativamente la loro potenza nucleare ed è un segno inquietante, trattandosi di armi di distruzione di massa”. Papa Francesco definisce “illegale e immorale la produzione e il possesso di armi nucleari” aggiungendo che “la loro fabbricazione toglie risorse alle prospettive di uno sviluppo umano integrale”.

In questo momento di pandemia globale, di crisi climatica, di crescita della povertà e delle  disuguaglianze, l’appello di 50 scienziati e premi Nobel chiede di tagliare del 2% le spese per le armi per investire l’equivalente nella sanità, nella difesa dell’ambiente e nella lotta alla povertà.

In particolare, i recenti dati Oxfam parlano di “pandemia delle disuguaglianze” visto che nei primi 2 anni del virus i 10 uomini più ricchi del mondo hanno più che raddoppiato i loro patrimoni (da 700 a 1.500 miliardi di dollari) al ritmo di 15mila dollari al secondo e, nel frattempo, 163 milioni di persone sono cadute in povertà. E’ un trend anche italiano dove, “tra marzo 2020 e novembre 2021, il numero dei miliardari (Lista Forbes) è aumentato di 13 unità e il valore aggregato dei patrimoni dei super-ricchi è cresciuto del 56%, toccando quota 185 miliardi di euro a fronte di oltre 1 milione di individui e 400mila famiglie sprofondate nella povertà”.

Di fronte a queste vergognose disuguaglianze, tagliare i costi delle armi, specialmente quelle di distruzione di massa, è del tutto ragionevole ed è una questione di giustizia verso coloro che, anche a causa del virus, sono finiti in fondo alla scala sociale. E tra questi, molti immigrati sottoccupati o disoccupati. Ancora più dura è la sorte dei migranti lungo le rotte migratorie: l’inasprimento dei controlli alle frontiere li ha lasciati in balia dei trafficanti e delle organizzazioni criminali. E che dire dell’enorme disuguaglianza vaccinale tra Nord e Sud del mondo che può essere definita un vero e proprio “imperialismo vaccinale?”.

Molte ingiustizie vicine e lontane, potrebbero essere rimediate tagliando le spese per le armi, specialmente le più micidiali per l’umanità.

L’osservatorio sulle spese militari italiane, Milex, segnala che il costo per mantenere le atomiche in Italia arriva a 100 milioni di euro l’anno, cioè quattro volte quanto il nostro Paese versa all’Organizzazione Mondiale della Sanità. Una somma, a cui Milex aggiunge altri 2,3 miliardi di euro per i cacciabombardieri F35 a testata nucleare, e 90 milioni di euro per realizzare la base operativa per questi velivoli.

Si è calcolato che con il costo di un cacciabombardiere F35 si potrebbero finanziare 5000 impianti di ventilazione assistita, ossia il cuore di 5000 unità di terapia intensiva. Oppure, l’assistenza a 5200 anziani non autosufficienti, o 910 alloggi di edilizia popolare; la vaccinazione di 6 milioni di persone in Africa, oppure versare lo 0,7%, come dovuto, per la cooperazione internazionale… e via dicendo.

E’ chiaro che la nostra sicurezza, specialmente in tempo di pandemia, è garantita dalla possibilità di ricevere le cure adeguate, dalla garanzia della scuola, di un lavoro dignitoso e l’assistenza necessaria nei momenti di difficoltà. Benvenga dunque l’iniziativa della campagna “Italia Ripensaci” che chiede al Governo di firmare il Trattato di proibizione delle armi nucleari e propone agli Enti locali di sostenere questo Trattato e di fare pressione perchè la politica investa nei settori e categorie debilitate dalla pandemia anziché nelle bombe atomiche.

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