Giovedì, 06 maggio 2021 - ore 00.16

DOCUMENTO : OPERATORI RSA CREMASCHI RIFIUTANO IL VACCINO

OPERATORI RSA NON ADERISCONO AL VACCINO: LE LINEE GUIDA -INTIMIDATORIE- DEI DIRETTORI

| Scritto da Redazione
DOCUMENTO : OPERATORI RSA CREMASCHI RIFIUTANO IL VACCINO DOCUMENTO : OPERATORI RSA CREMASCHI RIFIUTANO IL VACCINO
Dopo il V-Day e le prime vaccinazioni nell’Unione europea si è acceso il dibattito (e con esso la polemica) sull'obbligo di vaccinazione anti-Covid per medici e personale sanitario.
Il governo non l’ha previsto, ma come ha spiegato la ministra delle Infrastrutture Paola De Micheli potrebbe farlo, e solo al termine di una campagna di informazione che chiarisca ai cittadini tutti i dubbi, e in base ai risultati di questa campagna.
 
Tra le soluzioni allo studio ci sarebbe quella di un patentino “di immunità” rilasciato dalle regioni che se da una parte attesterebbe il fatto che la persona si è sottoposta al vaccino, dall’altra consentirebbe a chi lo detiene di tornare a frequentare palestre, teatri, cinema, o anche a viaggiare. Il tutto avverrebbe con il coinvolgimento del parlamento nella discussione sulle opportunità di adottare la misura.
 
«Ci sono varie proposte - ha spiegato il presidente del Consiglio Giuseppe Conte in occasione della tradizionale conferenza stampa di fine anno - e tra queste anche su chi, dopo essere stato vaccinato, abbia una abilitazione di maggiore mobilità. Non ci sarà il vincolo di obbligatorietà - ha ribadito - ma faremo comunicazione. Tolte le categorie prioritarie non ci sono indicazioni su altre».
 
Due operatori su 5 non intende vaccinarsi
Allo stato attuale l’operazione di vaccinazione non convince tutti.
A Crema, ad esempio, solo 4 operatori su 10 sarebbero disponibili a sottoporsi al trattamento.
 
L’agenzia Ansa stima invece a livello Nazionale,
in media un operatore sanitario su cinque che non intende farlo.
 
La conseguenza è che, nel caso non ci fosse l’adesione attesa,
i pazienti più anziani e fragili potrebbero essere a rischio contagi.
A favore dell’obbligatorietà del vaccino si sono espressi il presidente del Consiglio superiore di sanità Franco Locatelli e il coordinatore del Cts Agostino Miozzo.
 
Il primo non ha dubbi: «Chi rifiuta il vaccino non può lavorare in corsia». Il secondo è dell’idea che il vaccino debba essere obbligatorio per medici, infermieri e personale sanitario. «Se gli operatori sanitari non faranno il vaccino, io sono per una forma di obbligo», ha affermato Walter Ricciardi, consigliere del ministero della Salute. «Tutti gli operatori sanitari, a partire dai medici, devono vaccinarsi contro il Covid e se non vogliono essere vaccinati devono essere sospesi dal servizio perché, appunto, non possono essere idonei al servizio che svolgono», ha sottolineato Giuseppe Ippolito, direttore scientifico dell'Istituto nazionale per le malattie infettive Spallanzani di Roma.
 
Il rischio che un’adesione alla vaccinazione inferiore alle attese da parte di medici, infermieri e dipendenti del sistema sanitario possa limitare l’efficacia dell’intera operazione è dunque avvertito dal governo. Tra le soluzioni che si stanno prendendo in considerazione quella di puntare su una formazione a distanza, che coinvolgerebbe il personale dell’Iss e si focalizzerebbe sugli opetatori sanitari. Una formazione sulle caratteristiche del vaccino e sulle informazioni da “veicolare” alle persone.
 
Secondo iI presidente della Federazione degli Ordini dei medici,
Anelli, «deve essere la politica, in base ai numeri, a decidere per legge».
Anelli ha anche parlato di «obbligo deontologico» e di possibili sanzioni.
Intanto l'Ordine dei medici ha avviato un procedimento disciplinare nei confronti già di 15 tra operatori e medici ''no vax.'' e direttori di RSA indagini e procedimenti disciplinari interni.
 
 
 
 
 
 
 
 
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