Sabato, 14 dicembre 2019 - ore 21.37

Dopo BREXIT è necessaria una nuova convenzione Europea di Sergio Cofferati

Il referendum britannico segna un punto di non ritorno per l’Unione Europea. La vittoria del Brexit ha precise responsabilità, che sono principalmente di Cameron da un lato e dall’altro delle politiche di austerità e rigore fin qui portate avanti in Europa, e rischia di avere conseguenze politiche, economiche e sociali gravissime.

| Scritto da Redazione
Dopo BREXIT è necessaria una nuova convenzione Europea di Sergio Cofferati

È un trauma enorme, che mette a repentaglio il decennale percorso di integrazione europea.

Questo trauma deve essere l’occasione per un cambio di passo netto: l’Europa così com’è non può andare avanti. E’ necessario evitare soluzioni smorzate e di normale assestamento. L’Europa delle mezze decisioni prese tra i Governi, dell’ordinaria amministrazione, dell’austerità, della compressione dei diritti delle persone e dei parametri ciechi ha fallito ed il suo fallimento rischia di trascinarci verso una pericolosissima reazione a catena e verso un ritorno agli stati nazionali.

Spiace constatare tuttavia che le prime risposte al risultato del referendum, dai governi ma anche dalla Commissione, siano state improntate alla continuazione del ‘business as usual’. Sembra che manchi la presa di coscienza della gravità della situazione e della necessità di una evoluzione in senso comunitario dell’architettura istituzionale europea e di una svolta decisa nella politica economica.

Una forte reazione non può arrivare quindi dai governi o dall’esecutivo comunitario. Deve essere il Parlamento Europeo a prendere al più presto l’iniziativa, chiedendo la convocazione di una Convenzione per riscrivere i Trattati e per rimettere i cittadini, il loro benessere ed i loro diritti, al centro del progetto europeo. Serve una maggiore integrazione europea ed una democratizzazione dei meccanismi decisionali, rafforzando il ruolo del Parlamento, ed un cambiamento radicale della politica economica, per mettere in campo politiche keynesiane basate su investimenti pubblici. Non si deve perdere tempo. Il Parlamento Europeo deve al più presto rivendicare un ruolo da protagonista, chiedendo subito la convocazione della Convenzione.

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