Tragica notizia: È scomparso in Pakistan Ejaz Ahmed, fratello del giornalista Aftab Ahmed – Un infarto improvviso .
Nei mesi precedenti Ejaz Ahmed aveva subito pressioni, minacce e arresti da parte dei servizi segreti
Cremona (Italia) – È venuto a mancare in Pakistan Ejaz Ahmed, fratello del noto giornalista, attivista per i diritti umani e presidente dell’associazione “Immigrati Cittadini Onlus” di Cremona, Aftab Ahmed. Aveva 59 anni ed era un alto funzionario statale in Pakistan. Secondo fonti familiari, il decesso è avvenuto in seguito a un improvviso attacco cardiaco.
Negli ultimi anni, Aftab Ahmed ha alzato con coraggio la voce contro le violazioni dei diritti umani, la repressione politica e il dominio militare in Pakistan, scrivendo articoli e analisi critiche sui quotidiani italiani. Dopo il controverso “regime change” del 2022, le sue denunce pubbliche hanno attirato l’attenzione degli apparati di sicurezza pakistani, che avrebbero esercitato forti pressioni sulla sua famiglia rimasta in patria.
Ejaz Ahmed è stato arrestato due volte dai servizi segreti pakistani e sottoposto a intimidazioni, minacce di licenziamento e false accuse. Gli era stato ordinato di convincere suo fratello a smettere di scrivere. Le continue pressioni psicologiche e la situazione di terrore avrebbero inciso pesantemente sulla sua salute, portandolo infine a un fatale arresto cardiaco.
La notizia ha profondamente colpito la comunità pakistana in Italia, che si è stretta attorno ad Aftab Ahmed con commozione e solidarietà. Da varie città italiane, molti connazionali stanno arrivando a Cremona per porgere le condoglianze, esprimere la propria indignazione contro il comportamento del governo pakistano e rendere omaggio al coraggio e alla determinazione della famiglia Ahmed.
La comunità ha elogiato il sacrificio di Aftab Ahmed e dei suoi cari, sottolineando quanto sia importante continuare a denunciare le ingiustizie, anche quando il prezzo da pagare è alto. In un tempo buio per la democrazia in Pakistan, la voce della verità continua a farsi sentire grazie a chi, come Aftab Ahmed, non ha mai smesso di credere nella giustizia e nella libertà.


