Pianeta Migranti. Le imprese di immigrati sostengono la nostra economia.
Secondo il Rapporto IDOS-CNA 2025, in meno di quindici anni, le aziende condotte da persone straniere sono cresciute di quasi il 50% diventando un pilastro strutturale dell’economia italiana.
Il Rapporto Immigrazione e Imprenditoria del Centro Studi e Ricerche IDOS 2025 in collaborazione con CNA mostra che, tra il 2011 e il 2024, le imprese guidate da persone immigrate sono aumentate del 46,9%, arrivando a quasi 667.000.
Nello stesso periodo, le imprese italiane “autoctone” sono diminuite del 7,9%.
Questa crescita continua anche durante crisi economiche, pandemia e tensioni energetiche: un vero “dinamismo anticiclico”. Oggi le imprese immigrate rappresentano l’11,3% di tutte le attività indipendenti in Italia.
Imprese più solide e strutturate
L’immagine dell’impresa immigrata come realtà fragile non regge più ai dati:
-le società di capitale sono cresciute del 223% in tredici anni;
-oltre un terzo delle imprese ha più di dieci anni di vita.
Le imprese immigrate entrano sempre più nelle filiere produttive italiane:
tra il 2019 e il 2022, il 18% delle aziende manifatturiere ha acquistato beni o servizi da loro, per oltre 3 miliardi di euro.
Interessante anche il profilo dei fornitori che offrono più servizi avanzati rispetto alle imprese autoctone.
L’ascesa dell’imprenditoria femminile
Le imprese guidate da donne immigrate crescono ancora più rapidamente: +56,2% dal 2011.
Sono oggi 164.509, pari al 12,6% dell’intera imprenditoria femminile italiana.
Per molte donne, spesso relegate al lavoro domestico e di cura, l’impresa diventa uno spazio di emancipazione e mobilità professionale.
I settori in maggiore espansione includono: attività immobiliari, servizi finanziari e assicurativi,
professioni scientifiche e tecniche, servizi alla persona. In questi ambiti specialistici oggi, operano quasi 10.000 imprese femminili.
Oltre le “specializzazioni etniche”
Le tradizionali concentrazioni settoriali (marocchini nel commercio, romeni nell’edilizia, cinesi nella ristorazione…) si stanno attenuando.
Crescono invece comparti nuovi, soprattutto dopo la pandemia: servizi immobiliari (+32,6%), finanza e assicurazioni (+25,4%), attività scientifiche e tecniche (+18,8%)
Il commercio, un tempo dominante, cala del 6,6%, mentre ristorazione e alberghiero segnano un +93,6% dal 2011.
Potenziale ancora inespresso
Nonostante i progressi, restano margini di crescita.
Solo il 12,9% degli occupati stranieri è lavoratore indipendente (contro il 20,9% degli italiani);
Solo il 27% degli autonomi immigrati ha dipendenti (contro il 33,9% dei nativi)
IDOS e CNA sottolineano la necessità di politiche mirate per sostenere questa energia imprenditoriale, che già oggi contribuisce in modo strategico allo sviluppo del Paese.



