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Escher è in mostra a Milano ancora fino al Gennaio 2017

Fino al 22 gennaio 2017 a Palazzo Reale sono esposti oltre 200 lavori dell’incisore e grafico olandese, genio dalle visioni poliedriche ancora oggi così attuali

| Scritto da Redazione
Escher è in mostra a Milano ancora fino al Gennaio 2017

Maurits Cornelis Escher, scomparso nel 1972, ha lasciato un vastissimo corpus di opere che non solo non mostrano i segni del tempo, ma possono essere considerate di essenziale influenza sulle nuove tecnologie digitali, che sembrano rincorrere i risultati da lui già raggiunti nel secolo scorso.

Promossa dal Comune di Milano-Cultura, la mostra a Milano è prodotta da Palazzo Reale di Milano, Arthemisia Group e 24 ORE Cultura – Gruppo 24 ORE ed è curata da Marco Bussagli e Federico Giudiceandrea.

La mostra arriva a Milano dopo il grande successo delle mostre a lui dedicate a Roma, Bologna e Treviso, che hanno totalizzato 580.000 visitatori e scalato le classifiche delle esposizioni più amate e seguite dal pubblico.

L’esposizione di Palazzo Reale, che durerà ancora fino al 22 gennaio 2017, comprende tutti i capolavori di Escher, come 'Mano con sfera riflettente', 'Relatività (o Casa di scale)', 'Metamorfosi' e 'Belvedere', oltre a esperimenti scientifici, giochi e approfondimenti didattici che consentono ai visitatori di comprendere le invenzioni spiazzanti, le prospettive impossibili, gli universi apparentemente inconciliabili che si armonizzano in una dimensione artistica assolutamente originale.

L’itinerario del progetto espositivo sarà un viaggio all’interno dello sviluppo creativo dell’artista, partendo dalla radice liberty della sua cultura figurativa, soffermandosi sul suo amore per l’Italia e individuando nel viaggio a L’Alhambra e a Cordova la causa scatenante di un interesse per le forme geometriche già ampiamente presente nella sua vena creativa.

Snodo centrale della mostra è il momento della maturità artistica di Escher con i temi della tassellatura e degli oggetti impossibili. Questi due aspetti dell’opera di Escher introducono al suo rapporto con le Avanguardie storiche - come il Futurismo - e un chiaro riferimento al Surrealismo, punto nodale del suo intreccio creativo. Sono quelli di Escher degli attraversamenti che intersecano movimenti italiani ed europei, in parte anticipandoli addirittura. 

Inevitabile e necessaria una sezione dedicata agli aspetti matematici e di percezione visiva dell’Universo Escher. Infine, una sezione è dedicata a documentare quanto la lezione di Escher sia stata centrale nella cultura, nell’editoria e nella musica del Novecento.

«Le leggi della matematica non sono semplici invenzioni o creazioni umane. Esse semplicemente "sono"; esistono abbastanza indipendentemente dall'intelletto umano. Il meglio che chiunque possa fare è di scoprire che queste esistono e di prenderne conoscenza» (Maurits Cornelis Escher).

A lui si deve l'ampliamento dell'immaginario di tutti coloro che hanno potuto entrare in contatto con i suoi lavori, in cui tutto è connesso: scienza, natura, rigore analitico e capacità contemplativa. L'arte di Escher non accusa dunque i segni del tempo, sebbene siano trascorsi quarantaquattro anni dalla scomparsa dell'artista, e le sue opere sembrano quasi il manifesto "pop" di quest'epoca dominata dalla tecnologia digitale. 

Escher ci ha lasciato in eredità, attraverso la acuta osservazione del mondo che ci circonda, la prova che la realtà è meravigliosa, comprensibile e affascinante.

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