Domenica, 17 novembre 2019 - ore 20.53

Esteri Cile, due giorni di sciopero generale contro Piñera

Sindacati e associazioni si mobilitano in tutto il paese. Chiedono il ritiro dello stato di emergenza e le dimissioni del presidente, che nel frattempo chiede scusa e promette misure sociali, tra cui il salario minimo e l’aumento delle pensioni

| Scritto da Redazione
Esteri Cile, due giorni di sciopero generale contro Piñera

Esteri Cile, due giorni di sciopero generale contro Piñera

Sindacati e associazioni si mobilitano in tutto il paese. Chiedono il ritiro dello stato di emergenza e le dimissioni del presidente, che nel frattempo chiede scusa e promette misure sociali, tra cui il salario minimo e l’aumento delle pensioni

Centinaia di organizzazioni e movimenti sociali cileni, raggruppati sotto la sigla di Unidad Social, hanno indetto uno sciopero generale nazionale per mercoledì 23 ottobre e giovedì 24 ottobre. Tra i promotori della protesta contro lo stato di emergenza dichiarato dal presidente del Cile Sebastián Piñera c’è anche la confederazione sindacale cilena Cut.

“Il Cile si è svegliato – si legge nel comunicato ufficiale della Unidad Social –. Milioni di cileni si sono mobilitati per esprimere la loro indignazione e il rifiuto delle strutture dell'attuale modello neoliberale. Dichiarando lo stato di emergenza, Sebastián Piñera ha approfondito una crisi sociale e di governabilità senza precedenti nella storia del Cile”.

Lo sciopero indetto dalle sigle si concentrerà principalmente a Santiago, la capitale del Cile, dove un corteo partirà da Plaza Italia. Nelle altre regioni del paese “ciascuna struttura locale di Unidad Social definirà le sue iniziative”. Giovedì 24 l'attività si concentrerà in “manifestazioni territoriali in tutti gli angoli del nostro paese”, prosegue il documento.

Il Cile è attraversato da una vera e propria rivolta, partita dalla protesta contro l'aumento del prezzo dei trasporti, ma poi sfociata in una ribellione contro il carovita e le disuguaglianze sociali ed economiche del Paese latinoamericano. Drammatico il bilancio che al momento è di 15 morti e 2.643 feriti, con oltre 1.500 arresti.

Con questa mobilitazione Unidad Social chiede “l'immediata abrogazione dello stato di emergenza e il ritorno dei militari alle loro unità e caserme. Chiediamo ai parlamentari del Senato e della Camera dei deputati di effettuare da questo momento uno sciopero legislativo e, di conseguenza, finché lo stato di emergenza dura, che non sia elaborata alcuna proposta di legge o ratifica dei trattati internazionali”.

Le sigle chiedono anche “il ritiro di tutti i disegni di legge che violano i diritti sociali, economici e culturali del popolo cileno”, dalle pensioni alla riforma fiscale, dalla legge del Sence (il Servizio nazionale di formazione e impiego) al Tpp, il partenariato Trans-Pacifico che per sindacati e associazioni non deve essere approvato.

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