Venerdì, 19 agosto 2022 - ore 12.28

Gas: la Gran Bretagna dice si allo shale

| Scritto da Redazione
Gas: la Gran Bretagna dice si allo shale

 

Il Cancelliere dello Scacchiere, George Osborne, decide di seguire l'esempio degli Stati Uniti d'America nello sfruttamento dello scisto per garantire l'indipendenza energetica del Regno Unito. Favorevoli i Conservatori, contrari Liberal-Democratici e gli Ecologisti.

Il gas shale come strumento per battere la crisi e garantire l'indipendenza energetica in un momento di incertezza economica e politica. Nella giornata di mercoledì, 5 Dicembre, il Cancelliere dello Scacchiere della Gran Bretagna,  George Osborne, ha illustrato la strategia che il Governo britannico intende adottare in ambito energetico nei prossimi anni.

Osborne, un vicino alleato del Premier, David Cameron, ha sostenuto la necessita di implementare la ricerca e lo sfruttamento dello shale: gas ubicato in rocce porose a bassa profondità, estraibile mediante sofisticate tecniche di fracking.

L'esempio che ha motivato l'ottimismo del Governo britannico e dettato dalla situazione verificatasi negli Stati Uniti d'America, dove l'avvio dell'estrazione dello shale ha consentito a Washington di porsi nel mercato mondiale come il primo Paese esportatore di gas al Mondo, superando Russia, Iran, Qatar e Turkmenistan.

Recenti studi hanno certificato la presenza nel sottosuolo della Gran Bretagna di considerevoli giacimenti shale che, se sfruttati, garantirebbero a Londra una quasi totale indipendenza energetica.

Nonostante la considerevole opportunità offerta dallo shale, non tutti nello scacchiere politico britannico sono concordi con la linea dettata da Osborne.

Se i Conservatori sono favorevoli, i loro alleati di governo Liberal-Democratici hanno espresso perplessità, al punto da assumere presso il Parlamento Europeo una posizione opposta a quella dei Tory.

Contrarie sono anche le lobby ecologiste, appoggiate da movimenti ambientalisti che contestano lo sfruttamento dello shale per via di presunte conseguenze arrecate all'ambiente dalle procedure di fracking.

In USA, dove lo shale e regolarmente sfruttato, non si sono verificate conseguenze negative per l'ambiente, ma in Gran Bretagna aleggia il precedente della compagnia Cuadrilla, che, volontariamente, nel 2011 ha sospeso i lavori per l'individuazione dello scisto nel Nord-Ovest dell'Inghilterra  dopo il verificarsi di leggere scosse sismiche nell'area.

La decisione del Governo britannico e in linea con la strategia energetica di Londra finalizzata alla sicurezza energetica.

Con il progressivo esaurirsi delle fonti di approvvigionamento olandesi e nazionali, e la non sufficiente quota di gas importata dalla Norvegia, la Gran Bretagna e arrivata persino a mettere a repentaglio la sicurezza energetica dell'UE trattando con la Russia il prolungamento del NordStream.

Questo gasdotto, un progetto politico di Mosca realizzato sul fondale del Mar Baltico per isolare Polonia e Lituania, e aumentare la dipendenza energetica dal Cremlino dell'Europa Occidentale, potrebbe essere prolungato dalla Germania - dove ora termina - fino alla città di Norfolk, in Inghilterra.

Londra come Varsavia contro Sofia e Parigi

Con la posizione favorevole allo shale, la Gran Bretagna si colloca tra i Paesi che in Europa sostengono lo sfruttamento dello scisto al pari della Polonia, dove le stime hanno individuato la presenza del giacimento più ampio del carburante non-convenzionale.

Sull'altro lato della barricata sono Bulgaria e Francia. A Parigi, l'Amministrazione del Presidente socialista, Francois Hollande, ha sospeso i lavori per la ricerca dello shale cavalcando da un lato la protesta ecologista e, dall'altro, prendendo atto della contrarietà allo scisto della maggior parte dei componenti del Governo transalpino.

Matteo Cazzulani

 

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