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GAS: LA POLONIA INSEGNA COME DIVERSIFICARE LE FONTI DI APPROVVIGIONAMENTO

| Scritto da Redazione
GAS: LA POLONIA INSEGNA COME DIVERSIFICARE LE FONTI DI APPROVVIGIONAMENTO

Varsavia riduce la dipendenza dalle forniture di gas dalla Russia grazie all'avvio di importazione di oro blu da Repubblica Ceca e Germania. Giacimenti nuovi e rigassificatori in linea con l'Unione Europea le chiavi per garantire la sicurezza energetica nonostante la forte dipendenza dai russi

 

Diversificare gli approvvigionamenti di gas nel cuore dell'Europa: anche se di poco, la Polonia ci insegna che si può. Come riportato dall'agenzia PAP nella giornata di martedì, 19 Marzo, il colosso energetico polacco PNGiG nel 2012 è riuscito a diminuire l'importazione di gas dalla Russia rispetto all'anno precedente, anche se non in misura sensibile.

 

Nello specifico, nel 2012 la Polonia ha diminuito la quantità di gas russo acquistato a 9,3 Miliardi di metri cubi -l'82% del totale delle importazioni- dai 9,6 veicolati dalla Russia nel 2011.

 

A motivare la diminuzione dell'importazione dei carburante dalla Russia, oltre alle basse temperature che hanno caratterizzato il 2012, è stato l'acquisto di gas da Repubblica Ceca e Germania, che è aumentato rispettivamente del 6% e del 13%.

 

Attraverso la conduttura Moravia, la Polonia ha infatti aumentato l'importazione di gas dalla Repubblica Ceca a 600 Milioni di metri cubi, dai 200 dell'anno precedente.

 

Lo sfruttamento in senso inverso del Gasdotto Yamal-Europa -costruito negli anni Novanta dalla Russia per veicolare 33 miliardi di metri cubi all'anno in Germania attraverso Bielorussia e Polonia- ha invece consentito a Varsavia di aumentare le importazioni di gas proveniente dal territorio tedesco a 1,4 miliardi di metri cubi.

 

Lecito sottolineare che la diversificazione operata dalla Polonia riguarda solamente il fornitore, ma non la provenienza del gas, che è sempre legata alla Russia.

 

Berlino e Praga hanno infatti offerto a Varsavia condizioni più vantaggiose rispetto che a Mosca, per la vendita del carburante russo che Germania e Repubblica Ceca ricevono tramite il Nordstream.

 

Questo gasdotto è stato costruito dalla Russia nel 2012 sul fondale del Mar Baltico per veicolare 55 miliardi di metri cubi direttamente in territorio tedesco, per bypassare Polonia e Paesi Baltici e contrastare il varo di una comune politica energetica da parte dell'Unione Europea.

 

Oltre allo sfruttamento combinato dei gasdotti, per diversificare le forniture di gas la Polonia ha preventivato lo sfruttamento del giacimento Skarv, in Norvegia, dove la PGNiG possiede il 12% delle azioni.

 

Inoltre, la Polonia ha avviato la realizzazione del rigassificatore di Swinoujsce per importare gas liquefatto da Qatar, Norvegia, Egitto, e Stati Uniti d'America.

 

Il terminale LNG sarà poi collegato con i siti di stoccaggio della Lettonia per mezzo dell'Amber Grid: gasdotto progettato per attraversare la Lituania, un'altro Paese fortemente dipendente dalle forniture di gas della Russia.

 

La costruzione del rigassificatore di Swinoujscie recepisce una direttiva della Commissione Europea, che ha preventivato la costruzione di terminali LNG nel Vecchio Continente per importare carburante liquefatto da Paesi non raggiungibili tramite la costruzione di gasdotti.

 

Sempre sull'onda dei provvedimenti dell'Unione Europea, la Polonia ha espresso il sostegno alla realizzazione del Nabucco: gasdotto progettato dalla Commissione Europea, sostenuto anche dai Governi austriaco, turco, romeno, bulgaro e slovacco, per veicolare in Austria 30 Miliardi di metri cubi di gas proveniente dall'Azerbaijan, dalla Turchia Occidentale attraverso Bulgaria, Romania ed Ungheria.

 

La carta dello shale

 

Infine, la Polonia è in prima fila per l'avvio dello sfruttamento dello shale: gas ubicato in rocce porose poste a bassa profondità estratto mediante sofisticate tecniche di fracking ad oggi adoperate solo in Nordamerica.

 

Secondo gli studi, la Polonia possiede 5,3 trilioni di metri cubi di shale, che, se sfruttati, consentirebbero a Varsavia di diminuire radicalmente la dipendenza dalle importazioni dall'estero, e, sull'esempio degli Stati Uniti d'America, di passare da Paese importatore a Stato esportatore.

 

Matteo Cazzulani

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