Ci sono gatti che, fin da piccoli, hanno il vizio di leccare muri e pavimenti in maniera ossessiva. Tuttavia ci sono gatti che, di punto in bianco, cominciano a leccare i muri. E' sempre bene non sottovalutare questi atteggiamenti perché potrebbe indicare l'insorgenza di un problema o comportamentale o fisico/metabolico. Andiamo dunque a scopre le cause di un gatto che lecca i muri e cosa fare in questi casi.
Partiamo dai problemi comportamentali. Un gatto potrebbe leccare i muri a causa di un sottostante problema di ansia, stress, noia o frustrazione. Questo comportamento avrebbe i medesimi scopi del gatto che ciuccia ossessivamente una coperta o il nostro maglione. O anche ancora del gatto che fa il pane in maniera ossessiva. Con questi comportamenti ripetuti, ossessivi, il gatto rilascia endorfine per autotranquillizzarsi. Il fatto è che se il gatto ha bisogno di autotranquillizzarsi, c'è qualcosa che lo turba ed è un qualcosa che dobbiamo scoprire cosa sia.
A volte un gatto con nausea potrebbe leccare i muri o il pavimento, ma in questo caso dovreste vedere altri sintomi legati alla nausea come:
- leccamento ripetuto delle labbra
- conati di vomito anche a vuoto
- vomito vero e proprio
- inappetenza
Un'altra causa di gatto che lecca i muri è l'insorgenza di un'insufficienza renale cronica. Ci sono gatti che, come primi sintomi, cambiano la sensazione del gusto e cominciano a leccare anche cose non edibili. Si parla di pica e, a proposito di pica, un'altra causa è l'anemia.
Va da sé che se il gatto lecca il muro solo raramente, potrebbe semplicemente indicare che in quel punto c'è un odore o un sapore particolarmente allettante. Il problema sorge quando il gatto mette in atto questo comportamento con una certa regolarità.
Se avete notato che il gatto lecca i muri troppo spesso o è un gatto che sin da quando lo avete preso con voi mette in atto questo comportamento, allora non attendente troppo e portatelo dal veterinario. Probabile che il vostro veterinario, dopo averlo visitato, vi proporrà degli esami del sangue per valutare se ci sia uno stato di anemia o di problemi renali alla base del comportamento. In base all'esito della visita e degli esami, poi, verrà impostata la terapia.
Se fosse tutto normale, allora si può procedere in due modi. O far visitare il gatto da un veterinario comportamentalista in modo da capire se stia agendo così per noia, ansia, stress o frustrazione o ripetere gli esami dopo un mese. Questo perché nei cani e gatti gli esami si alterano molto velocemente. Se voi e il vostro veterinario siete stati molto scrupolosi e avete fatto subito degli esami, è possibile che non si fossero ancora evidenziate delle alterazioni tali da giustificare una diagnosi di problema renale. In questi casi, se il dubbio permane, a seconda dello stato di salute del gatto, si ripetono a distanza di settimane gli esami: a volte, anche dopo solo una settimana, potrebbero esserci delle modifiche notevoli, tali da indirizzare meglio la diagnosi.
Queste informazioni non sostituiscono in nessun caso una visita veterinaria.



