GEN Z ON STAGE: quando la rete diventa casa, possibilità, presenza
Giovedì 25 settembre, nella sala banchetti del Castello di Pandino, le Consulte Giovani di Castelleone, Crema e Pandino si sono incontrate per una tavola rotonda dedicata alla partecipazione attiva e alle politiche giovanili.
Un confronto vero e diretto, guidato da Paolo Gualandris, direttore de La Provincia di Crema e Cremona, che ha dato ritmo e profondità
al dialogo.
All’incontro hanno preso parte anche gli assessori Riccardo Milanesi (Castelleone), Giorgio Cardile (Crema) e Federica Galasi (Pandino), insieme ai presidenti delle tre Consulte: Ilaria Ferri (Castelleone), Martina Carioni (Crema) e Alessandro Peroni (Pandino). La loro presenza ha dato valore al confronto, mettendo in dialogo istituzioni e giovani in uno spazio pensato prima di tutto per questi ultimi.
Da quell’incontro è nata una spinta nuova: la voglia di non sentirsi soli, di imparare gli uni dagli altri, di costruire una rete che fosse sostegno, fiducia e possibilità. È da qui che è cresciuto GenZ on stage. E grazie al supporto di Orienta Giovani di Crema, Generazione
UP ha potuto trasformare quell’energia in un progetto concreto, passo dopo passo.
Sabato 27 settembre, sempre al Castello di Pandino, il festival ha preso vita. Alle 10.30, sotto un cielo grigio, il laboratorio di murales ha iniziato a colorare i pannelli tra schizzi e pioggia, come se il tempo non potesse spegnere l’urgenza di esprimersi.
La Consulta Giovani di Castelleone ha aperto un dialogo intenso collegandosi con due ragazzi dall’estero: si è parlato di fuga di cervelli, sogni e necessità, di cosa significhi partire, restare o tornare.
Dopo pranzo sono iniziati i laboratori di fotografia, scrittura e arteterapia e intanto Crema Next Gen ha acceso i microfoni del podcast, portando voci e storie sul volontariato e sul lavoro. Matteo Cigognini ha intervistato Matteo Doldi, Marta Nidasio e Ilaria Longari,
raccontando il valore dell’impegno gratuito. Paride Spinelli ha dialogato con Gloria Galimidi del Gruppo Giovani Industriali di Cremona, partner dell’evento, aprendo uno spazio concreto e sincero sulle sfide del lavoro oggi.
È seguito l’Aperitivo con l’autore, format ideato dalla Consulta Giovani di Crema e per l’occasione organizzato e gestito da Giulia Sole Bergamaschi insieme a Daniel Lentini, studente di Architettura.
L’incontro ha avuto al centro il Castello di Pandino e la sua storia, raccontata con passione e sguardo giovane, accompagnato dall’aperitivo della Casa del Pellegrino e dalla degustazione della Casearia di Pandino.
“Nonostante fosse la prima edizione e il meteo non fosse clemente, con pioggia e una giornata grigia, ho visto una risposta davvero importante da parte dei ragazzi, non scontata.
Hanno dimostrato una grande voglia di mettersi in gioco, di imparare e di condividere le proprie creazioni con coraggio, cosa notevole soprattutto perché attività come la scrittura sono spesso solitarie. Una delle cose più belle è stata proprio unire i ragazzi in un pomeriggio di arricchimento comune.
Sono uscito dal laboratorio con una grande soddisfazione, e vedere Pandino diventare il centro di qualcosa, non più solo periferia, ma un vero centro con dibattiti, laboratori e attività, è stato davvero bello.
Dal mio punto di vista il laboratorio di scrittura è andato molto bene e questo mi rende orgoglioso”, ha dichiarato
Samuele Cornalba, coordinatore del laboratorio di scrittura creativa.
Anche le istituzioni hanno voluto esserci, non solo per dovere, ma per condividere lo spirito del progetto. Oltre agli assessori e ai consiglieri dei tre comuni, hanno partecipato Matteo Piloni e Riccardo Vitari per Regione Lombardia, Edoardo Vola per la Provincia di
Cremona e Alessio Maganuco per Arci Porto Sicuro.
Una presenza che ha dato forza e autenticità al messaggio del festival: costruire una rete significa riconoscersi, ascoltarsi e
camminare insieme.
A chiudere la serata, i Chakra, con una musica capace di far ballare, cantare ed emozionare. Un finale che ha fatto sentire tutti parte della stessa energia. “I ragazzi si sono messi in gioco, hanno colorato, disegnato, fotografato, scritto e costruito insieme ad altri giovani. A chi sostiene che i giovani non abbiano voglia di partecipare, dico che non è vero. Hanno solo bisogno di spazio e di un pizzico di fiducia, quella fiducia che
spesso non viene loro concessa perché considerati troppo giovani, inesperti e acerbi.
Eppure, è proprio questo che ci dimostra quanto siamo più del semplice ‘futuro’: siamo il presente. Siamo già protagonisti, portatori di idee, energia e cambiamento.
Basta ascoltarci davvero, darci le opportunità e il supporto che meritiamo. Perché il futuro non si aspetta: lo stiamo già costruendo, giorno per giorno”, sono le parole di Rebecca Minoia, segretaria dell’associazione Generazione UP.
GenZ on stage non è stato solo un evento, ma un atto collettivo di fiducia. Fare rete ha significato imparare l’uno dall’altra, chiedere aiuto, sentirsi accolti. Ha significato avere il coraggio di sbagliare e di farsi aiutare, ascoltare davvero, sentirsi parte.
I giovani hanno dimostrato che, quando si sentono visti e accolti, restituiscono bellezza, energia, idee.
E sabato, a Pandino, ne siamo stati testimoni



