Giovedì, 20 gennaio 2022 - ore 18.26

Ghelfi, Ruggeri e Bodini (Art.1) L’Autostrada Cremona-Mantova davvero non è una buona soluzione.

Scegliamo piuttosto di riqualificare la strada esistente e concentriamo sforzi e risorse che ancora mancano sul raddoppio e l'efficientamento della linea ferroviaria Mantova-Cremona-Milano.

| Scritto da Redazione
Ghelfi, Ruggeri e Bodini (Art.1) L’Autostrada Cremona-Mantova davvero non è una buona soluzione.

Ghelfi, Ruggeri e Bodini (Art.1) L’Autostrada Cremona-Mantova davvero non è una buona soluzione.

Scegliamo piuttosto di riqualificare la strada esistente e concentriamo sforzi e risorse che ancora mancano sul raddoppio e l'efficientamento della linea ferroviaria Mantova-Cremona-Milano.

Venerdì scorso al Museo del Violino si è svolto l’incontro con il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti e l’Assessore della Regione Lombardia sulla costruzione dell’autostrada Cremona e Mantova. Ancora una volta regna l’incertezza della sua effettiva realizzazione e nessuno vuole restare col cerino in mano, ne’ il Ministero e ne’ Regione Lombardia scaricandosi ogni volta la responsabilità della scelta.

Il Ministro ha ribadito che l’autostrada è di competenza regionale e che potrà intervenire sulle opere di compensazione. L’Assessore regionale ha ribadito che investirà sull’autostrada Cremona - Mantova quando il governo finanzierà la Ti-Bre e gli 8 Km di sua competenza.

Si sono fatti passi in avanti o siamo in stallo?

Il territorio è coeso ed è per la soluzione autostrada. Quindi sono scartate al momento le altre due opzioni, quella della superstrada sul tratto già esistente che sarebbe completamente a carico dell’ANAS (e dunque a carico delle casse dello Stato) e l’idea della riqualificazione dell’attuale strada provinciale che, invece, sarebbe di gran lunga la meno costosa, la meno impattante sul nostro territorio e dunque la più sostenibile da tutti i punti di vista.

Articolo Uno, ritiene che il potenziamento del collegamento stradale Cremona-Mantova sia importante e necessario, soprattutto per i pendolari che quotidianamente utilizzano questa tratta, ma considera sbagliata la scelta di progettare e costruire una nuova autostrada che non rappresenta la soluzione migliore per diverse ragioni: i costi sarebbero altissimi, ci sarebbe un elevato consumo di suolo, si stenderebbero decine di milioni di metri quadrati di asfalto e cemento perdendo interi campi di terra molto fertile, con il rischio poi di modificare la destinazione urbanistica delle aree adiacenti alla nuova autostrada rendendole urbanizzate ed edificabili ad uso commerciale o produttivo, il costo del pedaggio sarebbe elevato e flussi di traffico ancora da valutare, ma certamente non in grado di pareggiare i costi dell’opera.

Diversi anni fa è stata realizzata la Bre.Be.Mi., che doveva essere un’opera strategica e fondamentale per il collegamento autostradale Brescia–Bergamo–Milano. Costi elevati del pedaggio e scarsi flussi di traffico hanno comportato ad oggi tutti i bilanci chiusi in perdita con  costi d’esercizio e finanziari nettamente superiori rispetto ai ricavi. In sette anni le perdite ammontano a più di 200 milioni di euro. Nel 2018 ulteriore debito di oltre 35 milioni.

Alla luce dei rischi legati al riscaldamento globale e ai cambiamenti climatici che sono oggi una vera e propria emergenza, sottovalutata dai paesi più industrializzati anche nell’ultimo vertice dell’ONU Cop 25, bisognerebbe subito intraprendere il percorso di un nuovo modello di sviluppo economico. Le merci non devono più viaggiare su gomma e ci si dovrebbe spostare sempre meno con le automobili. La ferrovia e le piste ciclabili vanno nella giusta direzione. Per questo l’autostrada è una infrastruttura che appartiene a un modello di sviluppo da abbandonare.

Riteniamo che anche l’ipotesi del raddoppio delle corsie per senso di marcia dell’attuale strada provinciale, trasformandola in superstrada, non sia una soluzione molto migliore della prima, preferibile da parte della Regione Lombardia solo perché gli alti costi sarebbero scaricati sull’ANAS nazionale.

Riteniamo invece che lo scenario più concreto, fattibile e sostenibile, sia quello proposto dal Coordinamento dei Comitati contro le autostrade Cr-Mn e Ti-Bre - Legambiente Lombardia - WWF Cremona e dagli Stati Generali dell’Ambiente e della Salute. Il progetto cioè di riqualificare l’attuale strada provinciale 10 Padana Inferiore Cremona–Mantova, facendola diventare una strada extraurbana ad una carreggiata dall’ampiezza di 10,50 mt e dal costo di 78 milioni di euro (130 milioni con le tangenziali mancanti), e con la realizzazione di circonvallazioni intorno ai maggiori centri abitati.

Rileviamo che questa proposta è stata presa in considerazione dagli Uffici della stessa Regione Lombardia per il suo valore tecnico e la sua fattibilità. Di fronte alla difficoltà di reperire risorse finanziarie certe e continuative, di fronte alla conflittualità crescente che contrappone alcune Regioni e lo Stato sulla distribuzione stessa delle risorse disponibili, sottolineiamo il fatto che il nostro Paese e il nostro territorio hanno bisogno di investimenti efficaci e produttivi, non di inseguire grandi opere che rischiano di essere avventure finanziarie con l'aggiunta di un grave danno ambientale.

Riteniamo inoltre prioritario, visto il forte utilizzo quotidiano da parte di molti pendolari, il raddoppio e l'efficientamento della linea ferroviaria Mantova-Cremona-Milano. E’ necessario insistere su questo, concentrando tutti gli sforzi per la ricerca delle risorse che ancora mancano per la realizzazione di questa infrastruttura strategica.

Francesco Ghelfi, Paola Ruggeri, Paolo Bodini

Articolo Uno provincia di Cremona

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