Martedì, 17 luglio 2018 - ore 04.16

Gianni Cuperlo: Questo PD ha bisogno di discontinuità, così non serve. by Gian Carlo Storti

Cari amici e compagni vi invito a leggere una bella analisi di Gianni Cuperlo, intervistato da Alessandro De Angelis (del sito huffingtonpost ). Non solo un’analisi forte e cruda di quello che è successo ma anche un tentativo di indicare la strada dell’alternativa a questo governo M5S-Lega. Invoca al più presto il congresso ed indica i paletti : ‘è mutata la nostra ragione sociale, la capacità di dar voce a chi sta peggio e chiede soddisfazione per i suoi bisogni’.

| Scritto da Redazione
Gianni Cuperlo: Questo PD ha bisogno di discontinuità, così non serve.  by Gian Carlo Storti

Gianni Cuperlo: Questo PD ha bisogno di discontinuità, così non serve. [di Gian Carlo Storti]

Cari amici e compagni vi invito a leggere una bella analisi di Gianni Cuperlo, intervistato da Alessandro De Angelis (del sito huffingtonpost ). Non solo un’analisi forte e cruda di quello che è successo  ma anche un tentativo di indicare la strada dell’alternativa a questo governo  M5S-Lega. Invoca al più presto il congresso ed indica i paletti : ‘è mutata la nostra ragione sociale, la capacità di dar voce a chi sta peggio e chiede soddisfazione per i suoi bisogni’.

Ecco alcuni brani dell’intervista

La sconfitta del PD

"Concordo. E siccome mi invita a una analisi spietata le dico che i numeri sono spietati. Dieci anni fa il Pd raccolse 12 milioni di voti. Cinque anni dopo 8 milioni e mezzo. Il 4 marzo ci hanno votato 6 milioni di italiani. Se un decennio ti dimezza vuol dire che una parte del tuo mondo ha perso fiducia in te. Ma questo è solo un lato della medaglia. L'altro è nella incapacità di costruire un consenso più ampio. Perché se scavi nel risultato, ma anche se metti piede in un circolo, scopri che la tenuta è tra pensionati e lavoratori garantiti mentre vedi pochissimi di quelli che la recessione ha punito o espulso".

Ecco. Tutte le parole sulla sinistra che vince nei salotti e viene spiantata in periferia affondano lì, in una fotografia impietosa: è mutata la nostra ragione sociale, la capacità di dar voce a chi sta peggio e chiede soddisfazione per i suoi bisogni. Ma quel mondo non lo conquisti celebrando principi. Quel mondo ti chiede soluzioni qui e adesso perché sente di non avere più il controllo sulla propria vita. Delusione, rabbia, nascono così. "Quando il furore tempesta l'anima si avvicina il tempo della vendemmia", questo non è Salvini, è Steinbeck, 1939. La storia in parte si ripete ma a vendemmiare questa volta sono stati gli altri".

Tutto diventa tattica

"Non sbaglia. Sono convinto che ruolo della sinistra e del Pd non sia fare le pulci al governo, o non solo quello. Noi abbiamo un compito preciso: far vivere una alleanza, un fronte largo per una Alternativa. Farlo vuol dire scuotere la pianta e rianimare un organismo depresso. Andare a disturbare gente che in anni difficili ha continuato a pensare, studiare, che ha prodotto idee quando si ragiona di un legame da riscrivere tra lavoro, compensi e tenuta delle democrazie. Abbiamo sbeffeggiato i 5Stelle sul reddito di cittadinanza, cosa che loro per primi hanno archiviato. Ma penso che in un paese coi nostri disoccupati il reddito di base sia uno strumento da mettere in campo, adesso. Penso che di fronte ai dati della povertà e dell'analfabetismo tocchi alla sinistra dire dove trovare risorse da destinare lì, e per me il termine patrimoniale o rivedere i meccanismi della tassa di successione devono far parte di questa ricerca. Potrei citare il dramma della casa e di 250mila famiglie che non ce la fanno a pagare il mutuo. Se la consideri una urgenza sociale devi pensare a un fondo privato o partecipato dal pubblico che affronti il problema senza aggravi per lo Stato, si può fare. Come è giusto rivedere l'intero sistema degli incentivi alle imprese assieme a una ricetta sul fronte istituzionale che archivi il culto di uno "Stato minimo". C'è da ripensare il diritto dell'economia nel tempo digitale. Io dico studiamo e poi avanziamo queste misure. Diamo il senso che abbiamo in testa una alternativa reale e su quelle basi rifondiamo le alleanze per rialzarci da terra".

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