Foscolo muore in esilio a Londra nel 1827 e viene sepolto quasi in disparte nel cimitero di Chiswick. Da lì comincia una seconda storia, meno nota della prima: quella del suo corpo. Nel 1871 l’Italia unita decide di riportarlo a casa e ne fa un evento pubblico. Ci sono la riesumazione a Chiswick davanti ai rappresentanti del Regno, il viaggio attraverso l’Europa, l’arrivo a Firenze e la sepoltura in Santa Croce, accanto ai grandi che il poeta aveva cantato nei Sepolcri.
Lungo la strada succedono cose che oggi sembrano incredibili. In Parlamento il testo della legge viene corretto durante il voto: la parola “ceneri” diventa «salma», perché di ceneri non si trattava. Paolo Mantegazza, titolare della prima cattedra italiana di Antropologia, studia il cranio del poeta. Per decenni si susseguono concorsi per un monumento che non arrivano mai a una conclusione, tra polemiche di giornale, vignette satiriche e ripicche politiche. Alla fine il monumento di Zulimo Rossellini, dopo molte peripezie, arriva a Pavia, nel Cortile delle Magnolie dell’Università dove Foscolo aveva insegnato.
Attraverso queste vicende il libro prova a raccontare come si costruisce un mito nazionale. Che cosa si sceglie di ricordare, che cosa si lascia cadere, e come lo stesso corpo possa servire a racconti politici molto diversi tra loro.
Il volume contiene un apparato di immagini d’epoca:
- le fotografie dell’esumazione a Chiswick, tra il 31 maggio e il 7 giugno 1871, conservate alla Fototeca Gilardi;
- il disegno del piano di scavo;
- il carro e l’urna che portarono la salma dalla stazione a Santa Croce;
- una pagina dell’«Illustrazione Italiana» del 1910;
- le vignette satiriche sul monumento conteso, raccolte in un fondo della Biblioteca degli Uffizi.
Nel 2027 cadrà il bicentenario della morte del poeta, e questa vicenda può offrire uno spunto in vista della ricorrenza.



