Giovedì, 22 agosto 2019 - ore 01.15

Guai se il prete dimentica di essere Uomo ( Don Primo Mazzolari) Riflessione di Giorgino Carnevali (Cremona)

AMARCORD DI UN PRETE COLOMBIANO E DI QUEI BIGOTTI DI BACIAPRETI. “…introibo ad altare Dei”. Inizia così la celebrazione della Messa di quel già lontano 8 di dicembre di un non insolito fine 2013, festa dell’Immacolata, Messa celebrata a bordo di una delle tante navi che la flotta Costa Crociere fa solcare nei mari di tutto il mondo.

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Guai se il prete dimentica di essere Uomo ( Don Primo Mazzolari) Riflessione di Giorgino  Carnevali (Cremona)

Guai se il prete dimentica di essere Uomo ( Don Primo Mazzolari) Riflessione di Giorgino  Carnevali (Cremona)

AMARCORD DI UN PRETE COLOMBIANO E DI QUEI BIGOTTI DI BACIAPRETI. “…introibo ad altare Dei”. Inizia così la celebrazione della Messa di quel già lontano 8 di dicembre di un non insolito fine 2013, festa dell’Immacolata, Messa celebrata a bordo di una delle tante navi che la flotta Costa Crociere fa solcare nei mari di tutto il mondo.

Singolare il finale della breve omelia: “Il cielo era terso e illuminato di finte stelle. Sapevo che il giorno dopo ci sarebbe stato ancora il sole e le cicatrici non avrebbero fatto male, mai più”. Detto così…ci sta, ma prova tu Gianni Carlo a tradurlo dal portoghese all’italiano! A pronunciarlo è don Pedro Pulvirenti Gonzales, colombiano di nascita da 41 anni. Navighiamo in pieno Oceano Atlantico, destinazione Mar dei Caraibi. “Ite Missa est”…e l’assemblea si scioglie. Prima però,  una comunicazione alla quale don Pedro sembra tenerci assai: “Frateli, recordamo che 20 ani como hoje venjo ordinado sacerdotes”. Scrosciante applauso da parte di “Italiani brava gente”, di francesi, spagnoli, tedeschi, inglesi. “El padre” Pedro si commuove, ci stringe la mano, raccoglie ordinatamente nella sua valigetta: calice, ostie consacrate, patena, purificatoio, velo, corporale, ci sorride a “quarantaquattro” denti, scompare dietro un drappo “verdejante”, utilizzato quale sfondo alla celebrazione eucaristica. Mostra tutta la sua semplicità, è poco incline a ipocriti giri di parole, bada al sodo lui, va giù piatto il giovanotto. Sempre pronto a donare qualcosa di sé a chiunque arrivi nel suo ovile. El padre Pedro ha un sacco di anime dell’equipaggio a cui accudire, “intrattiene” a bordo con prorompente sollecitudine certi cristianamente confusi ospiti ai quali portare la buona novella, va dritto al cuore. Una pacca sulla spalla a quel gruppetto di “diversamente giovani” renitenti alla chiamata di Dio (mai una Messa in 28 giorni di crociera). Non li rimprovera, no. Li esorta, li rincuora, questo si, eccome. Quanta poca attenzione riserva invece per certi bigotti “baciapreti” (…”umili fedeli invece…mi raccomando! Evangelici da Vangelo, parola e vita e opere di N.S. Gesù Cristo, fondatore della Chiesa Cattolica Apostolica Romana”). “Maddai, non ci posso credere; ma allora è vero?”, esclamo stupito in ver a quella inseparabile ragazzotta d’un tempo che fu. Mentre lei, la ragazzotta, così mi stupisce: “Ueila che descarrilhamento (sbandata!) Pedro, evvai così lo stesso!”. Esclamazione non sprecata, perché alle volte (alle volte, garantito!) succede proprio che certi personaggi da copertina, i quali sbandierano una religiosità solo esteriore, porca miseria la fanno sempre franca. “Mettetevi bene in testa, voi giovani preti, che potreste essere i più bravi predicatori del mondo, ma se non siete capaci di entrare nelle case e nelle famiglie quando c’è un dispiacere, una difficoltà…tutto il resto non serve a niente”. In punta di piedi l’ho sempre pensato anch’io. Al di là di tutto…que maiùscoli  estes sacerdotes (che grandi che sono certi preti)…come don Pedro del resto! Grazie Gianni Carlo per l’attenzione. 

Giorgino  Carnevali (Cremona) 

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