Domenica, 25 agosto 2019 - ore 02.24

Francia, bambino punito e ucciso per aver fatto la pipi a letto di Giorgino Carnevali (Cremona)

Chi non ha fatto la pipì a letto alzi la mano! Gianni Carlo amico mio, perdonami se ti coinvolgo; davvero stavolta che Dio ci aiuti! Aveva solo 5 anni Yanis: è stato umiliato, percosso dalla mamma e dal patrigno, poi costretto a correre seminudo al buio in una gelida notte d’inverno, lungo la riva di un fiume.

| Scritto da Redazione
Francia, bambino punito e ucciso per aver fatto la pipi a letto di Giorgino  Carnevali (Cremona) Francia, bambino punito e ucciso per aver fatto la pipi a letto di Giorgino  Carnevali (Cremona) Francia, bambino punito e ucciso per aver fatto la pipi a letto di Giorgino  Carnevali (Cremona) Francia, bambino punito e ucciso per aver fatto la pipi a letto di Giorgino  Carnevali (Cremona)

La vicenda, che ha fatto il giro del mondo, tremenda. Francia, bimbo ucciso per pipì a letto: ma chi ci aiuta più? Ma quando mai un bambino è nato senza fare pipì a letto? Ma quando mai un bambino deve essere punito allorquando fa pipì a letto? Ma quando mai? Se così è successo, quei genitori sono da considerare autentici orchi! Sdegno, raccapriccio, squallore, orrore non bastano a qualificare ciò che è avvenuto. Attingo e riporto con dovizia di informazione e con altrettanta tristezza, di più col cuore che lacrima da ogni parte, che sarebbe stato ucciso dalle botte per punizione dai genitori quel piccolo Yanis. Cinque anni, cinque innocenti anni, "colpevole" solo di aver fatto la pipì nel letto. L'autopsia ha rivelato che " il bambino è morto in seguito a un trauma cranico". I fatti sono avvenuti domenica notte a Aire-sur-la-Lys nel nord della Francia. Secondo una prima ricostruzione, il bimbo sarebbe stato costretto a correre nella notte fuori casa, sottoposto a gelide temperature, fino allo sfinimento e sarebbe caduto almeno 2 volte. Il bimbo aveva il naso fratturato: sul suo corpo sono state trovate delle ecchimosi ma anche traccia di percosse passate. Un'inchiesta è in corso: la madre e il patrigno di Yanis sono stati arrestati con l'accusa di omicidio volontario su minore. Fin qui la vicenda. Ma te lo immagini, amico mio, punire (e poi perché punire?) un bimbo di soli 5 anni? Un’età in cui quei bimbi “si mangiano” nel vero senso della parola, dal tanto affetto che riversi su di loro. Un’età che non te la puoi perdere, un’età in cui l’istinto primordiale di un genitore è quello di proteggere, di comprendere, anche di tollerare, un’età il cui problema di far pipì a letto è più che naturale. Chi non ha mai fatto pipì a letto…alzi la mano! Ricordo, eccome, allorquando io e quell’inseparabile di “ragazzota”, a turno, ci svegliamo e lei (sempre lei però!) li cambiava sempre con tanto amore. Lenzuola bagnate, pigiamini bagnati, magari anche il materasso. E il pavimento sottostante, pure quello. Prima due, poi tre di figli. Poi nipoti, e non uno di nipote! Mai nessuno di noi si azzardava a rimproverarli, mai. Certo, era una fatica, la notte, nel bel mezzo della notte, allorquando magari eri nel sonno più profondo, dopo un’intensa giornata di lavoro (perché allora come adesso...si lavorava in due...per far quadrare i conti di casa!). E quei due “orchi” di genitori, sai cos’hanno fatto quei due? Così, come quel piccolino si trovava nel letto, con le sole mutandine intrise di pipì ed un paio di calzini soltanto, lo hanno preso e portato di “peso” sulle rive di un fiume, a notte fonda. E lo hanno costretto a correre, correre, e ancora correre più forte finche loro (e solo loro) non gli dicevano di fermarsi. Lui, un bimbo di soli 5 anni, quasi nudo, bagnato, al gelo, in pieno inverno; terrore! E lui a gridare, magari a chiedere aiuto alla propria mamma, fino a  morire. Basta, è troppo crudele il racconto. Caro Gianni Carlo, ti avrei volentieri voluto allegare, come mio solito, un’immagine di quel piccolo ritratto in atteggiamenti sorridenti e sereni. Non ce la faccio, non ce l’ho fatta, semplicemente non ce la faccio perché mi si stringe il cuore. Devi sapere, amico mio, che l’immagine di quel bimbo “corre” su tutti i canali d’informazione. E neppure è schermato quel volto sorridente, come dovrebbe esserlo per un minore. Invece no, perché quel bimbo è morto, e come tale non ha più alcun diritto civile: che angoscia, che strazio, che disperazione. Questa è la società che “abbiamo partorito”? Io non ci sto.    

Giorgino  Carnevali (Cremona)

 

 

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