Domenica, 15 dicembre 2019 - ore 18.43

I nuovi ‘Apprendisti stregoni’ di Benito Fiori (Cremona)

La stampa nazionale nei giorni scorsi è stata impegnata a commentare una notizia che ha sfiorato la fake news.

| Scritto da Redazione
I nuovi ‘Apprendisti stregoni’ di Benito Fiori (Cremona)

I nuovi ‘Apprendisti stregoni’ di Benito Fiori (Cremona)

La stampa nazionale nei giorni scorsi è stata impegnata a commentare una notizia che ha sfiorato la fake news.

Questa notizia, senza la citazione delle fonti e poi in parte ritrattata, era apparsa martedì scorso su “Il Sole 24 Ore”e riguardava un ipotetico intervento dell’OMS contro alcuni importanti prodotti alimentari italiani. La cosa ha fatto pensare a molti a dietrologie, peraltro probabilmente estranee a questa testata, piuttosto suggestive.

 È indubbio che i protagonisti in assoluto di questo governo (non si parla quindi del Presidente del Consiglio) stanno quotidianamente sforzandosi di “cambiare il mondo”, operando però solo come “sfasciacarrozze”. Tra le ultime sciocchezze, ad esempio, si citano le questioni dei migranti e degli assurdi tentativi di mettere la mordacchia a delle istituzioni dello Stato. Comportamenti che hanno fatto richiamare alla mente di molti, ma solo in una bonaria interpretazione, la clip de “L’Apprendista stregone” con la musica di Paul Dukas tratta dal fantastico film di Walt Disney, “Fantasia”, di quasi 80 anni fa.

Una immagine cioè ormai ridicola dei leader di questa maggioranza che vogliono cambiare il mondo senza averne la capacità e la cultura. Qualcuno allora ha pensato che fosse necessaria un’importante operazione di restauro. Qual è il settore che vede trasversale l’orgoglio nazionale? Non la cultura (purtroppo), non la bellezza del nostro Paese (purtroppo), ma i piatti della nostra tavola, le nostre eccellenze gastronomiche. Quale modo migliore per fare dimenticare un po’ gli errori e le gaffes recenti?

Quello di costruire su una notizia, senza particolari significati che ci riguardassero e quindi da drammatizzare un po’, l’immagine di paladini della italianità culinaria. Perché proprio quella testata? Beh, vista la dura critica della Confindustria al DL “Dignità”(«A rischio 8 mila posti? Pure peggio»), un atto di riconciliazione era “doveroso”. In fin dei conti le imprese sono per loro natura sempre filogovernative.

Nella storia nostrana un uomo che aveva grande competenza in materia di peccati, Giulio Andreotti, una volta ha detto: «A pensare male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca.»

Benito Fiori (Cremona)

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