Mercoledì, 23 ottobre 2019 - ore 07.40

Il 149° anniversario della presa di Porta Pia:

riflessioni sulla ricorrenza che anticipa quella del 150°

| Scritto da Redazione
Il 149° anniversario della presa di Porta Pia: Il 149° anniversario della presa di Porta Pia:

Anche senza avercele messe per iscritto, alcune raccomandazioni del mai sufficientemente rimpianto Mario Coppetti sono ben segnate nella nostra agenda.

Beh…in vita avrebbe cominciato ad agosto a ricordarci l’ineludibile appuntamento del 20 settembre. Ed anche volendo traccheggiare od affrontare con sentiment d’ufficio la cosa, si finiva per prendere in mano la filiera organizzativa dell’evento, permeati dalla sua determinazione ideale.

L’immagine fotografica sotto il titolo, riferita al suo contributo all’edizione del 2017 (pochi mesi dalla sua scomparsa) dice plasticamente dell’entusiasmo, ma soprattutto della lucidità di interpretazione e di attualizzazione insite nella testimonianza del partigiano/scultore cremonese.

Una testimonianza, che continua e, speriamo, continuerà nel tempo ad ispirare le fasce di opinione e l’associazionismo, che hanno fatto della laicità e della separazione dei ruoli il perno permanente dell’Italia rifondata dalla Resistenza e dalla Costituzione Repubblicana. Presentando l’appuntamento del 20 Settembre, esattamente un anno fa scrivevamo: “…appare innegabile, pur tra luci, ombre e grigi, che quel percorso, incardinato dalle guerre di indipendenza, incrementato anche dal valore rappresentato dalla confluenza soprattutto simbolica di Roma nell’Italia unificata, completata dall’esito finale del ciclo Risorgimentale resta e resterà come base fondante della nazione che siamo diventati.

All’approssimarsi delle ricorrenze dei grandi eventi che scandirono la formazione della Patria ci si trova sempre più di fronte all’intima inquietudine, indotta da negazionismi, di reticenze, di dissolvenze, di mantenere integro ed agibile quel ponte ideale eretto dalla coscienza tra il presente ed il passato.”

148 anni fa l’ingresso dei militari italiani nella città eterna, per un millennio soggiogata dal potere religioso, aveva un valore, più della modesta rilevanza militare, superiore all’incorporazione di Roma nella nuova orditura unificante.

Aggiungevamo altresì “La progressione di quella semina non sarebbe stata sempre lineare; soprattutto, dal punto di vista del mantenimento delle garanzie liberal-democratiche. Ma è assolutamente innegabile che, con tutte le mende ed i tornanti di questo lungo percorso positivista, gli eventi del successivo secolo e mezzo sarebbero stati diversi.”

Volendo attualizzare in senso stretto almeno una delle tante ragioni che indirizzano le istanze laiche a rafforzare la testimonianza, non ci si può non riferire al pesante attacco proveniente dagli ambienti reazionari alle riforme civili faticosamente confluite a risultati legislativi ed alle resistenze conservatrici al pieno dispiegamento del diritto fondamentale di ogni cittadino di disporre della propria esistenza (e del dovere dello Stato di garantire tale prerogativa).

Ci riferiamo all’irrisolta coda del caso “Dj Fabo”; contro il quale il leader radicale Marco Cappato, che aveva accompagnato Antoniani e che si era autodenunciato per il reato di “Istigazione o aiuto al suicidio”, opera tuttora l’articolo 580 del codice penale, residuo di un regio decreto di età fascista.

Come è noto e come puntualizza la testata socialista L’Avvenire dei Lavoratori “ La Corte di Milano si è rivolta alla Corte Costituzionale e questa, un anno fa, ha sollecitato il Parlamento a legiferare sulla questione entro il settembre 2019. Da allora nulla è accaduto e, dunque, la Consulta si appresta a deliberare, mentre in Vaticano si prepara un’alzata di scudi.”

Ecco perché Cremona ogni anno sente, per iniziativa del nucleo dei movimenti laici, l’esigenza di ripercorrere e celebrare quegli avvenimenti e correlandoli agli scenari attuali.

L’evento di quest’anno anticipa quello del 150°, cui sarà necessario approssimarsi con un sentimento ed un impegno preparatorio adeguati all’importanza.

Nel corso della manifestazione sono previsti gli interventi, oltre che dei rappresentanti delle associazioni organizzatrici, anche del Consigliere Comunale arch. Stella Bellini e del Sindaco Prof. Gianluca Galimberti

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