Sabato, 19 settembre 2020 - ore 11.09

Corona virus

prove di una stretta (forse intempestiva)

| Scritto da Redazione
Corona virus

Forniamo due immagini dell’entrata a regime della “stretta” nella, ahinoi, non esattamente lineare e tempestiva strategia antivirus.

Si tratta di uno scorcio del centralissimo Corso Campi, salotto di Cremona, e di una panoramica dell’incrocio Via Massarotti-Via Montenero, lati del comprensorio scolastico Bissolati, che, in aggiunta ad un traffico veicolare intenso a qualsiasi ora, è (alle ore 15, quando abbiamo ripreso) intensamente vissuto. Da un bacino residenziale consistente, dall’indotto dell’uscita degli scolari e studenti e dalle maestranze della contigua fabbrica.

Oggi non è stato così. L’immagine è spettrale. Ridottissimo il passaggio a quattro e due ruote. Modestissimo il transito pedonale. Livelli contenuti, ma, in ogni caso inspiegabili e non conformi alla norma. Oggi è giornata di punzonatura dell’avvio delle misure, che saranno pure “riduttive” della mobilità e della libertà personale; ma che noi consideriamo assolutamente “protettive”.

Non così devono averle interpretate dei giovanissimi avventori, che, alla vista di una pattuglia, hanno reagito in termini non esattamente rassicurati e compiaciuti.

Su questo terreno abbiamo registrato con un certo sconcerto la performance ermeneutica del Premier Conte rispetto alla “gradualità” ed al “tatto” con cui il pacchetto dei provvedimenti antivirus è stato varato ed annunciato.

Nella riserva che, ha spiegato Conte, lo spirito non potesse essere immediatamente colto in una prevalente opinione poco incline “a vedersi limitati i diritti”.

Ci piacerebbe, su questo terreno, fosse chiaro che i diritti dei recalcitranti/renitenti finiscono dove cominciano i diritti dei cittadini ad essere tutelati dalla comunità.

Su questo terreno, ben lontana l’idea di farci intruppare nel recinto dei postulatori di “poteri eccezionali”, diciamo chiaramente che la classe dirigente dello Stato non può e non deve permettersi tentennamenti.

Questa filiera è lunga; comincia a Palazzo Chigi e arriva ai tre agenti che hanno dovuto, con buone maniere, spiegare cose che anche i deficienti dovrebbero capire.

Ecco, adesso pensiamo ai terminali di questa filiera nel campo della concreta traduzione dei provvedimenti di ordine pubblico. Ai quali, ben consapevoli del loro valore, va il nostro incondizionato ringraziamento/plauso/incoraggiamento.

Ieri abbiamo acceso il riflettore sull’eroismo degli avamposti sanitari.

Questo sgangherato Paese sta in piedi per la dedizione di questi servitori di uno Stato, che nell’ordinarietà si rivela poco riconoscente. Con organici incredibilmente inadeguati e con trattamenti salariali inadatti a ruoli così importanti.

Non sappiamo quando l’emergenza finirà. Speriamo presto, ma non ne siamo tanto sicuri. Semplicemente ci interroghiamo sulla sostenibilità del rapporto tra meriti sociali effettivi e ripartizione delle risorse.

Molto cambierà questo flagello biblico nelle abitudini e, speriamo, nella correzione di insopportabili storture civili e sociali.

Tra queste segnaliamo la forchetta salariale tra gli operatori della sanità e dell’ordine pubblico (mediamente inferiore ai 1500 euro mensili) e, senza scomodare certi inarrivabili influencers, le milionate dei calciatori.

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