Martedì, 04 agosto 2020 - ore 06.42

Il Campus di Cremona del Politecnico di Milano Agricoltura 4.0 in Italia: caratteristiche e impatti Primo seminario di formazione online

Agrcoltura 4.0 è la prima tematica affrontata all’interno dei seminari on line offerti dal Campus di Cremona del Politecnico di Milano che ha deciso di mettere al servizio del territorio le competenze maturate all’interno del Polo

| Scritto da Redazione
Il Campus di Cremona del Politecnico di Milano Agricoltura 4.0 in Italia: caratteristiche e impatti Primo seminario di formazione online Il Campus di Cremona del Politecnico di Milano Agricoltura 4.0 in Italia: caratteristiche e impatti Primo seminario di formazione online

Il Campus di Cremona del Politecnico di Milano Agricoltura 4.0 in Italia: caratteristiche e impatti Primo seminario di formazione online

Agrcoltura 4.0 è la prima tematica affrontata all’interno dei seminari on line offerti dal Campus di Cremona del Politecnico di Milano che ha deciso di mettere al servizio del territorio le competenze maturate all’interno del Polo.

 Questo primo appuntamento è stato seguito da un pubblico ampio ed eterogeneo composto non solo da studenti e laureati del Politecnico di Milano ma anche da responsabili aziendali di aziende attive nella filiera alimentare, da manager di impresa, da liberi professionisti e consulenti, da imprenditori e dai membri delle Associazioni di Categoria del mondo agricolo e alimentare.

 Il Prof. Filippo Renga, direttore dell’Osservatorio Smart Agrifood, cofondatore degli Osservatori Digital Innovation e coordinatore dei Percorsi di Eccellenza del Campus cremonese, ha aperto il seminario offrendo un inquadramento generale del concetto di innovazione digitale in ambito agricolo e alimentare.

Il tema Agricoltura 4.0 viene trattato dall’Osservatorio Smart Agrifood che ha sede nel Campus di Cremona del Politecnico di Milano e nel Polo dell’Innovazione digitale di Cremona. L’Osservatorio Smart Agrifood nasce dalla collaborazione del Politecnico di Milano e dell’Università degli Studi di Brescia che grazie al suo Laboratorio RISE supporta l’innovazione nei processi produttivi.

Gli studi dell’Osservatorio Smart Agrifood partono dell’esperienza ormai ventennale degli Osservatori Digital Innovation che si avvalgono della collaborazione di oltre 130 ricercatori su oltre 40 tematiche affrontate attraverso un lavoro costante con le aziende.

L’innovazione è un elemento che consente alle imprese italiane di essere più competitive e di creare maggiore valore per il sistema economico italiano.

Il Prof. Renga ha risposto inoltre alle domande sul perché fare innovazione digitale nell’Agrifood e perché studiarlo. Quando si parla di Smart agrifood ci si riferisce all’agricoltura alimentare e agroalimentare e lo si studia perché ha un impatto evidente sulla sostenibilità economica: l’innovazione è efficace se porta un impatto economico (aumento dei ricavi o diminuzione dei costi). Anche il tema della sostenibilità ambientale e sociale è di forte attenzione, perché l’innovazione può aiutare a ridurre l’impatto ambientale, ad esempio riducendo l’emissione di anidride carbonica nell’ambiente e può favorire il benessere animale, ad esempio con la ricetta veterinaria elettronica.

L’agricoltura non è meno innovativa di altri settori, contrariamente a quanto si possa pensare l’innovazione non è correlata all’età di chi porta avanti il settore.

In questo contesto anche l’emergenza Covid che stiamo vivendo ha imposto la necessità di lavorare da remoto e limitare la presenza fisica, dando un’ulteriore spinta all’utilizzo degli strumenti digitali.

Il Prof. Renga ha concluso il suo intervento sottolineando l’importanza della valorizzazione dei dati, del trasferimento dei risultati raggiunti e della comunicazione in modo capillare di quello che sta accadendo in termini di innovazione.

Per questo motivo, queste tematiche vengono affrontate anche a livello accademico; sono nati due corsi di studio nelle due università: il Corso di Laurea in “Sistemi agricoli sostenibili” nell’Università degli Studi di Brescia e il Corso di Laurea Magistrale in “Food Engineering” al Politecnico di Milano.

Chiara Capelli, dell’Università degli Studi di Brescia, ha analizzato la situazione attuale del mercato italiano dell’Agricoltura 4.0 partendo da una sua definizione: è l’evoluzione dell’agricoltura di precisione realizzata attraverso la raccolta, l’elaborazione, l’integrazione e l’analisi di dati, raccolti da sensori e fonti terze, abilitata da utilizzo di tecnologie digitali che mutuano dal comparto della manifattura 4.0. I dati raccolti nel 2019 confermano che il mercato dell’Agricoltura 4.0 continua a crescere in Italia e anche a livello globale, così come l’offerta di nuove soluzioni per l’agricoltura 4.0.

Maria Pavesi, coordinatrice della ricerca nell’Osservatorio Smart Agrifood e laureata in Ingegneria Gestionale presso il Campus di Cremona, ha risposto alle domande su cosa cercano le imprese agricole nell’agricoltura 4.0 e su quali benefici ottengono, a fronte del superamento di quali criticità, riportando casi specifici di aziende che sono state analizzate.  Ha inoltre sottolineato il grande beneficio che ha l’imprenditore in termini di lavoro intellettuale sia per la pianificazione e per la capacità di gestione, che per governare meglio gli input produttivi.

Ad integrazione dei dati evidenziati dalle analisi dell’Osservatorio Smart Agrifood, hanno portato la loro testimonianza alcuni esponenti di importanti aziende del settore.

Roberto Bandieri di Ruralset ha inviato un contributo video in cui ha commentato e analizzato l’agricoltura di precisione.

Cristiano Spadoni di Image Line, azienda che opera da 32 anni nell’ambito dell’agricoltura digitale e che può vantare una community composta da 231.000 agricoltori e professionisti del settore, ha descritto l’agricoltura digitale con 7 parole chiave: FormAzione, InnovAzione, InformAzione, Agricoltura digitale che si può contare e raccontare, Interoperabilità, Agricoltura di decisione e Agricoltore digitale.

Paolo Cesana di SDF Group, azienda di Treviglio produttrice di trattori a livello italiano, europeo e anche mondiale, con un centro di ricerca in Italia, ha illustrato come l’Agricoltura 4.0 può essere interpretata da un produttore di trattori e come i dati raccolti on board e off board, che possono ritornare all’azienda, possono essere utilizzati per migliorare e implementare soluzioni.

Grazie alle domande e agli interventi dei partecipanti è infine emerso come l’Agricoltura 4.0 possa aiutare a combattere le frodi perché aumenta la trasparenza del processo e come un approccio multidisciplinare possa essere fondamentale per affrontare questa tematica.

Il prossimo appuntamento con i seminari tematici è previsto per martedì 29 settembre, dalle ore 10:00 alle ore 12:00, con l’evento Humane Resources e lavoro liquido, riflessioni. Le risorse umane nella complessità delle organizzazioni moderne. HR 2020, quale futuro. Seguiranno poi un seminario sull’Information Security il 20 ottobre, uno sulla progettazione acustica degli edifici il 12 novembre ed uno sulla dematerializzazione il 3 dicembre.

Per maggiori dettagli sulle diverse iniziative è possibile consultare il sito www.polo-cremona@polimi.it  oppure inviare un'email a 

segreteria-cremona@polimi.it 

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