Mercoledì, 17 giugno 2026 - ore 13.05

Il caso Prof sospesa a Palermo, la scuola si ribella

Presidio di solidarietà davanti all'Iti Vittorio Emanuele III verso la docente sanzionata per aver "consentito" agli studenti di evidenziare analogie tra le leggi razziali del 1938 e l'attuale decreto sicurezza. Flc: "Pronti alla mobilitazione generale"

| Scritto da Redazione
Il caso Prof sospesa a Palermo, la scuola si ribella

Il caso Prof sospesa a Palermo, la scuola si ribella

Presidio di solidarietà davanti all'Iti Vittorio Emanuele III verso la docente sanzionata per aver "consentito" agli studenti di evidenziare analogie tra le leggi razziali del 1938 e l'attuale decreto sicurezza. Flc: "Pronti alla mobilitazione generale"

"La vicenda dell'Istituto tecnico Vittorio Emanuele II di Palermo, dove una docente è stata oggetto di procedimento disciplinare e relativa sanzione per aver 'consentito' agli studenti, in occasione della Giornata della memoria, di evidenziare analogie tra le leggi razziali del 1938 e l’attuale decreto sicurezza, è indice di un clima inasprito in cui il diritto di critica viene sistematicamente violato". Così la Flc Cgil nazionale, commentando la sospensione della professoressa Rosa Maria Dell'Aria, colpevole secondo l'Ufficio scolastico provinciale di non aver vigilato sul lavoro dei suoi alunni.

A sostegno della docente, oggi (venerdì 17 maggio) si svolge a Palermo un presidio di solidarietà indetto dai sindacati della scuola (Flc Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola, Gilda Unams e Snals Confsal) della Sicilia: l'appuntamento è a Palermo, alle ore 17 presso la sede dell'Iti Vittorio Emanuele III.

"Colpisce la solerzia dell’amministrazione nel procedere contro una docente 'colpevole' di aver interpretato il proprio ruolo professionale per promuovere cultura, spirito di iniziativa, pensiero critico e senso civico, secondo il compito che la Costituzione affida alla scuola pubblica", prosegue la Flc Cgil nazionale: "In un Paese dove si lasciano morire le persone in mare, si sanziona chi salva vite, si escludono dalle mense bambini in condizioni di povertà, soprattutto se stranieri, si introducono grembiulini, telecamere e altri strumenti di controllo coercitivo, risulta fuori dal coro, quindi evidentemente inaccettabile, la voce di una lavoratrice, docente della scuola dello Stato, che nel suo lavoro mette cuore e testa, impegnandosi in prima linea per educare alla cittadinanza attiva e consapevole, offrendo agli studenti gli strumenti per capire e per cambiare il mondo".

Il sindacato, nell'esprimere la "solidarietà alla collega, alla scuola e ai ragazzi", chiede l’intervento del ministro dell'Istruzione Bussetti "per l’immediato ritiro della sanzione", impegnandosi a mettere in atto da subito "la mobilitazione di tutta la categoria per sollecitare una forte reazione sociale, culturale e politica, ai fini di tutelare la libertà di insegnamento e ripristinare gli spazi di democrazia in tutto il Paese, a partire dai luoghi della conoscenza".

fonte rassegna sindacale

 

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