Giovedì, 14 novembre 2019 - ore 01.56

Il limite dei doppi incarichi per il M5S è una affermazione di facciata di Gabriele Beccari (Cremona)

Egr. Direttore, uno dei tanti argomenti di propaganda del M5s è la contrarietà ai doppi incarichi, ma come spesso succede nella truppa gestita dalla Casaleggio Associati si tratta di affermazioni di facciata, finalizzate ad affermare una superiorità morale che non esiste, perché l'unico primato che Di Maio & C. possono rivendicare è quello dell'ipocrisia.

| Scritto da Redazione
Il limite dei doppi incarichi per il M5S è una affermazione di facciata di Gabriele Beccari (Cremona)

Il limite dei doppi incarichi per il M5S è una affermazione di facciata di Gabriele Beccari (Cremona)

Egr. Direttore, uno dei tanti argomenti di propaganda del M5s è la contrarietà ai doppi incarichi , ma come spesso succede nella truppa gestita dalla Casaleggio Associati si tratta di affermazioni di facciata, finalizzate ad affermare una superiorità morale che non esiste, perché l'unico primato che Di Maio & C. possono rivendicare è quello dell'ipocrisia.

Dalla testata giornalistica online Next Quotidiano si apprende che Angelo Capobianco, già assistente parlamentare dal 2013 del deputato grillino Angelo Zolezzi, eletto nel collegio di Mantova, dal 2014 è diventato anche consigliere comunale nel comune di Monterotondo (Roma), ma non si è fermato qui, perché dal doppio è passato al triplo incarico, quando nel 2017 è stato nominato dalla sindaca di Roma, Virginia Raggi, addetto ai rapporti con la Città Metropolitana, la Regione Lazio e il Parlamento con uno stipendio lordo superiore a 55mila euro l'anno.

Un altro esempio, anche se meno eclatante, esiste anche dalle parti di casa nostra, dato che qualche anno fa l'allora deputato ed attuale senatore Danilo Toninelli conferì un incarico retribuito all'amico Christian Di Feo, mentre quest'ultimo era già consigliere comunale a Crema. Allora ebbi l'ardire di far presente che questo modo di procedere non mi trovava d'accordo e probabilmente fu a causa di questo che nel leader locale dei 5 Stelle nacque il rancore che l'ha portato gradualmente ad isolarmi e farmi estromettere dall'ambiente pentastellato locale, preferendo alla mia militanza storica gli arrivisti ed opportunisti dell'ultima ora, forse più confacenti al suo modo di intendere la politica.

Del resto, gli affini si attraggono e l'attrazione tra me e Toninelli non avrebbe mai potuto nascere. Lui e i suoi preferiscono personaggi come Gianluigi Paragone, già direttore del giornale leghista "La Padania", o Emilio Carelli, che quando lavorava per Mediaset non disprezzava i lauti stipendi del "male assoluto" Silvio Berlusconi.

Nessuna militanza da parte loro, ma tanta immagine e tanta comunicazione, che sono le uniche cose che contano nel mondo a 5 Stelle, dove dei politici improvvisati si sentono dei supereroi in virtù dei corsi di comunicazione della Casaleggio Associati a base di programmazione neuro linguistica.

I componenti di questa nuova casta affamata di potere e di soldi credono di poter far accettare al popolo inconsapevole degli elettori tutto e il contrario di tutto, perché la coerenza e l'onestà che ne deriva per loro sono un optional deformabile a piacimento. La loro prossima impresa? Far accettare il superamento di un altro mito, quello del limite dei due mandati. Che ci vuole? Un bel voto di approvazione della base sulla piattaforma Rousseau, costruita con un codice proprietario e non "open source", senza controlli da parte di enti terzi, e il gioco è fatto.

Gabriele Beccari (Cremona)

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