Domenica, 20 settembre 2020 - ore 00.09

Il ruolo del giornalista: la ricerca della verità di Gabriele Beccari (Cremona)

L’attuale papa Francesco in realtà non ha mai collaborato con i militari golpisti, anzi, mettendo a rischio la propria vita, ha sottratto ai "voli della morte" decine e decine di persone finite nel mirino dei generali, più fortunate delle decine migliaia di "desaparecidos" torturati, uccisi e cancellati persino dalla possibilità di essere ricordati dai loro cari.

| Scritto da Redazione
Il ruolo del giornalista: la ricerca della verità di Gabriele Beccari (Cremona)

Il ruolo del giornalista: la ricerca della verità di Gabriele Beccari (Cremona)

L’attuale papa Francesco in realtà non ha mai collaborato con i militari golpisti, anzi, mettendo a rischio la propria vita, ha sottratto ai "voli della morte" decine e decine di persone finite nel mirino dei generali, più fortunate delle decine migliaia di "desaparecidos" torturati, uccisi e cancellati persino dalla possibilità di essere ricordati dai loro cari.

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Egr. direttore, non è un argomento di stretta attualità, ma credo che molti lettori non lo conoscano e in questo periodo di campagna elettorale, quando i giornalisti vengono spesso demonizzati (tranne quelli che si candidano) dall'una e dall'altra parte con accuse generalizzate di parzialità, mi sembra opportuno ricordare l'operato di Nello Scavo, cronista del quotidiano "L'Avvenire", che come molti colleghi si impegna per svolgere l'unico compito che nobilita la professione del giornalista: la ricerca e la testimonianza della verità, ossia il racconto dei fatti esattamente come sono avvenuti.

Recandosi personalmente nelle zone "calde" del mondo, ha svolto inchieste sulla criminalità organizzata e sul terrorismo, spaziando dalla ex Jugoslavia ai paesi dell'ex Unione Sovietica e dal Sudest asiatico all'America Latina. Per scrivere "La lista di Bergoglio.

I salvati da Francesco durante la dittatura", tradotto in quindici lingue e diffuso in tutto il mondo, alcuni anni fa è partito per l'Argentina, alla ricerca della verità sulle voci di presunta connivenza di quello che sarebbe diventato papa Francesco con gli esponenti della feroce dittatura che insanguinò il paese sudamericano tra la fine degli anni '70 e l'inizio degli anni '80.

Prima del minuzioso lavoro di ricostruzione di Nello Scavo, a livello mediatico la figura di Jorge Mario Bergoglio era sporcata da questa presunta vicinanza con la spietata repressione dei militari argentini, in particolare l'ammiraglio Massera e il generale Videla, mentre adesso è difficile trovare un opinionista ancora disposto a sostenere questa teoria in pubblico.

L’attuale papa Francesco in realtà non ha mai collaborato con i militari golpisti, anzi, mettendo a rischio la propria vita, ha sottratto ai "voli della morte" decine e decine di persone finite nel mirino dei generali, più fortunate delle decine migliaia di "desaparecidos" torturati, uccisi e cancellati persino dalla possibilità di essere ricordati dai loro cari.

La tentazione dell'assolutismo e del giudizio sommario, affidandosi magari a delatori di dubbia moralità, è sempre presente anche qui e anche ora. Fortunatamente non genera morti, ma sicuramente lede la dignità delle persone e offende la verità, col beneplacito del "silenzio vergognoso di tanti", che pensano di ricavare vantaggi personali da meschine operazioni di potere. Sarebbe bene che tutti lo tengano presente e traggano esempio da Nello Scavo e da chi opera in ogni ambito per difendere la ricostruzione dei fatti esattamente come si sono svolti.

Gabriele Beccari (Cremona)

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