Giovedì, 07 maggio 2026 - ore 12.40

L’ASTENSIONISMO, PRATICAMENTE UN PARTITO DI …MAGGIORANZA

L’ASTENSIONISMO, PRATICAMENTE UN PARTITO DI …MAGGIORANZA, NON VUOLE CERTO IGNAZIO LA RUSSA E LORENZO FONTANA, OLTRE A QUASI TUTTI GLI ALTRI…

| Scritto da Redazione
L’ASTENSIONISMO, PRATICAMENTE UN PARTITO DI …MAGGIORANZA

Parlando in questi giorni sia con esponenti del Clero che con laici plurilaureati, anche in teologia, mi son dovuto ricredere su quanto pensavo fino a poco  tempo fa sull’astensionismo che, più o meno consideravo “fisiologico”, e ciò  sentendo dire appunto da molti amici di alto spessore culturale delle frasi come queste :…”non voto semplicemente perché la classe politica non ha nulla a che vedere con la politica…”    ed ancora… ”ti sorprende perché io non vado a votare da oltre 10 anni”… ecc.ecc., senza riportare ulteriori frasi che, con riferimento ai politici, lambiscono, se addirittura non li superano, i limiti del galateo penale.

Il recente accordo fra la Meloni e Berlusconi che, stringi stringi,  assomiglia al mercato delle vacche, un “do ut des” per assicurarsi le stalle del parlamento (con tutto il rispetto per le persone oneste, serie e per bene che anche nel parlamento ci sono, eccome !!!, Indro Montanelli parlava di rifugio per mariuoli)  viene definito dai social come…patto della scrofa e, meno male che sul sostantivo “patto” non hanno tolto una “t” per sostituito con una “r” , realtà tutte che fanno riflettere, e non poco,  sulla classe politica che, ancora in fase di gestazione (tanto per stare sul tema con la “r” mi verrebbe da dire sulla scia dei social scorretti) vedrà difficile non solo il poter governare, ma anche lo stesso avvio…

Ricordiamoci che, come hanno ribadito anche ieri alcune emittenti tv che la Meloni ha preso 2 milioni di voti in meno rispetto alla sinistra (il centro-destra 12 mln, il centro sinistra 14 mln )  e che il risultato ha favorito le destre per via delle alleanze di comodo, peraltro molto scomode fra loro, come si è visto nello scontro testé  “accomodato”  fra Meloni e Berlusconi. (e ciò, scusandomi per il bisticcio dialettico)

Detto questo, se si tiene conto che la percentuale dell’astensionismo è stata del 36 % circa  (16-17 mln di votanti in meno, e se si ipotizzano   le loro intenzioni di voto non espresse  sia a destra che a sinistra),  si evince ragionevolmente che il partito della astensioni è  inequivocabilmente nauseato di questa politica disonesta e per nulla trasparente, tanto da poter ipotizzare, facendo il calcolo matematico delle probabilità che, rapportando quantitativamente i suddetti numeri, i voti a favore delle sinistre o destre sarebbero stati percentualmente molto diversi ma, quasi sicuramente, non certo a favore delle destre a causa delle esperienze politiche pregresse vissute, soprattutto berlusconiane... dalle quali, a mio avviso,  ha preso avvio una trentina di anni fa il malessere generale.

Se si aggiunge che i numeri scaturiscono dalla furbizia delle destre che hanno privilegiato le coalizioni fruendo dell’attuale pessima legge elettorale e della stupidità di tutto il centro sinistra che, come sappiamo, non solo ha fatto questa legge elettorale, ma ha anche votato  diviso, allora è ragionevole pensare che, rebus sic stantibus, il governo in divenire non troverà un’autostrada per andare avanti veloce, ma forse,  uno  stretto viottolo di campagna con qualche fossato di mezzo.

E ciò non sottacendo che il comportamento tenuto sin qui da tutti i politici, fanno presagire che, anche al di là dell’appena citato viottolo,  esso incontrerà finalmente  qualche ostacolo anche da parte  degli Italiani  astenuti per nausea.  Almeno si spera !

Arnaldo De Porti

 

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