Martedì, 27 settembre 2022 - ore 01.20

Legambiente Cremona: non va bene il taglio del verde pubblico di Via Sesto

Legambiente Circolo Vedo Verde di Cremona intende protestare vivamente nei confronti di chi ha effettuato il taglio delle alberature esistenti nell'area a verde pubblico di via Sesto.

| Scritto da Redazione
Legambiente Cremona: non va bene il taglio del verde pubblico di Via Sesto

Legambiente Cremona: non va bene il taglio del verde pubblico di Via Sesto 

 Legambiente Circolo Vedo Verde di Cremona intende protestare vivamente nei confronti di chi ha effettuato il taglio delle alberature esistenti nell'area a verde pubblico di via Sesto.

 L'area è oggetto di una variante al vigente PGT per la trasformazione da aree a verde pubblico ad area edificabile.

 Su tale variante Legambiente ha presentato osservazioni sia in fase di VAS (Ufficio Protocollo di Cremona 26/08/2019) che successivamente nei confronti dell'adozione della variante urbanistica stessa, per chiedere un ripensamento o almeno introdurre norme migliorative (Ufficio Protocollo di Cremona 18/11/2019).

 Le osservazioni presentate da Legambiente sono molto puntuali e articolate e richiamano il Comune a riflettere su un principio fondamentale: le aree a verde alberato vanno tutelate e incrementate in quanto bene comune, mentre eventuali variazioni devono essere ampiamente programmate e discusse nel massimo della trasparenza e partecipazione.

 C'era tempo per presentare le osservazioni fino al 2 dicembre (oggi è il 4 dicembre), queste sarebbero dovute essere valutate e controdedotte dagli uffici comunali e tornare quindi in Consiglio comunale per l'approvazione definitiva della variante.

 A questo punto si sarebbe potuto procedere con l'approvazione del progetto edilizio presentato dal confinante per l'ampliamento dell'area industriale e, se le piante fossero state di ostacolo, procedere, riteniamo a cura e spese del richiedente, con l'abbattimento e con le piantumazioni sostitutive. Per inciso la variante avrebbe potuto prevedere una specifica fascia in cui ripiantare immediatamente attorno all'ampliamento industriale e non una compensazione a dieci chilometri di distanza.

 Vogliamo essere molto chiari: il punto non è relativo al fatto che legittimamente il Comune modifichi il PGT conseguentemente all'assegnazione di un'area a verde pubblico a un privato che necessita di ampliare l'azienda, a parte notare che questa assegnazione è avvenuta prima ancora di dar corso alla variante al PGT. Il punto non è neppure che questa variante avrebbe potuto contenere previsioni migliorative che invece ha negato.

 Il punto è che, nello spregio più assoluto per l'opinione di chi opera nell'interesse comune, in questo caso le osservazioni presentate da Legambiente ma i compiti a cui è chiamato il Consiglio comunale, l'Amministrazione non ha tenuto conto delle osservazioni e non ha nemmeno aspettato l'approvazione definitiva della Variante al PGT, forse dando per scontato il passaggio burocratico.

 Qui la burocrazia centra poco: quello che è avvenuto di fatto, cioè il taglio di un rigoglioso bosco pubblico pagato dai contribuenti e avvenuto nelle more di una variante ancora imperfetta, sembrerebbe davvero un'operazione muscolare che parrebbe strizzare l'occhio a chi forse dei passaggi normativi non ha una grande considerazione e li reputa lacci e laccioli al liberismo imprenditoriale.

 Giovanna Perrotta, (Direttivo Circolo Vedo Verde Legambiente Cremona)

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