Venerdì, 30 ottobre 2020 - ore 02.40

ll governo Conte rinvia il referendum sul taglio dei parlamentari, previsto per il 29 marzo.

"Lo abbiamo deciso allo scopo di assicurare a tutti i soggetti politici una campagna elettorale efficace e ai cittadini un'informazione adeguata", ha spiegato il ministro per i Rapporti con il Parlamento Federico D'Incà.

| Scritto da Redazione
ll  governo Conte  rinvia il referendum sul taglio dei parlamentari, previsto per il 29 marzo.

ll  governo Conte  rinvia il referendum sul taglio dei parlamentari, previsto per il 29 marzo.

"Lo abbiamo deciso allo scopo di assicurare a tutti i soggetti politici una campagna elettorale efficace e ai cittadini un'informazione adeguata", ha spiegato il ministro per i Rapporti con il Parlamento Federico D'Incà.

"Non c'è ancora una nuova data, è un rinvio tecnicamente sine die", ha aggiunto il premier Giuseppe Conte in una conferenza stampa dopo il Consiglio dei ministri. La nuova data sarà decisa entro il 23 marzo, sentiti anche i comitati del Sì e del No. Si dovrà tenere tra il 10 e il 31 maggio.

Data unica con le regionali. "Siamo in una situazione di grave emergenza economica e stiamo cercando di recuperare ogni euro disponibile. Non possiamo permetterci che il referendum sia un costo aggiuntivo. Cercheremo di ottenere l'accorpamento di tutte le date, da qui a giugno, in un'unica data" 

Così il capo politico reggente M5S Vito Crimi in una conferenza stampa al Senato.

Referendum. Il fronte del No. "Qualora il Governo intendesse proporre un accorpamento con elezioni amministrative, i nostri costituzionalisti e gli avvocati sono già al lavoro per valutare tutti i possibili ricorsi avverso tale gravissima violazione delle basilari norme democratiche. Infatti al danno della mancata assicurazione di adeguata informazione attraverso i media, ad iniziare dalla tv pubblica, si aggiungerebbe la beffa di un referendum che sarebbe inevitabilmente travolto dalla battaglia tra i partiti", annuncia la Fondazione Luigi Einaudi, impegnata sul fronte del No. La stessa posizione è espressa dai senatori Nannicini, Pagano e Cangini.

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