Domenica, 29 marzo 2020 - ore 19.18

#LottaCoronaVirus Cgil-Cisl-Uil Lombardia scrivono al Presidente Fontana chiedendo il fermo di ogni attività economica

Chiediamo alla Regione una profonda ma urgente valutazione sulla necessità e l’urgenza di procedere al fermo di ogni attività economica, imprenditoriale, produttiva, di servizio che non sia giudicata essenziale e per la sua natura non sospendibile

| Scritto da Redazione
#LottaCoronaVirus  Cgil-Cisl-Uil Lombardia scrivono al Presidente Fontana chiedendo il fermo di ogni attività economica

#LottaCoronaVirus  Cgil-Cisl-Uil Lombardia scrivono al Presidente Fontana chiedendo il fermo di ogni attività economica

Chiediamo alla Regione una profonda ma urgente valutazione sulla necessità e l’urgenza di procedere al fermo di ogni attività economica, imprenditoriale, produttiva, di servizio che non sia giudicata essenziale e per la sua natura non sospendibile

Caro Presidente,  Il DPCM emanato ieri dal Governo estende a tutta la nazione le misure che il DPCM di domenica 8 marzo aveva limitato alla Lombardia e a 14 province italiane.

 Resta il fatto – e i numeri sono lì a dimostrarlo – che il moltiplicatore quotidiano dei contagi, dei ricoveri in ospedale, dei ricoveri in terapia intensiva e, purtroppo, dei decessi continua ad assegnare alla nostra regione un primato assoluto dell’emergenza sanitaria che non ha uguali, ad oggi, nel resto delle regioni italiane.

 La situazione dei presidii sanitari, quale ci viene rappresentata anche dai lavoratori e lavoratrici della sanità nostri associati, è di fatto al collasso e agli stessi operatori sono richieste prestazioni orarie e carichi di lavoro già insostenibili.

 Non vogliamo neanche pensare quale scenario si aprirebbe nelle prossime ore se la frequenza dei contagi e dei ricoveri dovesse proseguire con il trend degli ultimi giorni o, peggio, incrementarsi ulteriormente.

 A noi pare di tutta evidenza che le misure sin qui messe in campo non sono, purtroppo, sufficienti; se milioni di persone continuano a doversi muovere nei nostri territori per andare a lavorare, se viaggiano a stretta vicinanza sui mezzi pubblici, se lavorano fianco a fianco nelle fabbriche, negli uffici, nelle aziende di servizi, ecc., le probabilità di contagio restano altissime.

 Inoltre non si può tacere il crescente stato di confusione che stanno generando le differenti scelte organizzative e operative che le singole aziende e amministrazioni pubbliche stanno mettendo in campo, nella ricerca, per approssimazione, di far fronte alle tante, diverse e complesse situazioni che si presentano. Anche alla luce di questo appaiono davvero incomprensibili le resistenze e le difficoltà che alcune parti datoriali stanno opponendo alla possibilità di sottoscrivere il prima possibile l’accordo quadro sugli ammortizzatori sociali.

 E’ con questa consapevolezza che chiediamo alla Regione una profonda ma urgente valutazione sulla necessità e l’urgenza di procedere al fermo di ogni attività economica, imprenditoriale, produttiva, di servizio che non sia giudicata essenziale e per la sua natura non sospendibile.

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