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M5, il Comune di Milano nel tunnel. L'inchiesta di Altreconomia

| Scritto da Redazione
M5, il Comune di Milano nel tunnel. L'inchiesta di Altreconomia

 

M5: la nuova linea metropolitana di Milano, realizzata in regime di project financing, scarica tutti i rischi sul Comune. Per i privati un rendimento record. L'inchiesta sul nuovo numero di Altreconomia

Il Comune di Milano è finito in un tunnel: la M5, la cui prima tratta è stata inaugurata a febbraio, costerà almeno 1,5 miliardi di euro; nel 2001, era ipotizzata la sua realizzazione per 376,5 milioni. Ma il problema non sono solo i costi: il contratto di project financing, stipulato nel 2006 e più volte aggiornato, sposta il rischio di traffico sulle spalle dell'amministrazione. Se nessuno dovesse usare la prima tratta M5, in ogni caso garantirà al gestore -Astaldi, Ansaldobreda, ATM, Alstom- il corrispettivo pari a 15 milioni di passeggeri all'anno.

Sullo sfondo, l'Expo 2015 e la dubbia assegnazione alla stessa compagine della realizzazione e del prolungamento della stessa M5 da Porta Garibaldi a San Siro. Un intervento da oltre 870 milioni di euro, il 55% dei quali coperti dal pubblico, con un margine operativo per il privato stimato di 530 milioni in 26 anni di gestione: il 37% dell'investimento.

 

Il focus su Expo continua con Malpensa: la terza pista dell'aeroporto lombardo avrebbe dovuto essere realizzata entro il 2015, per un investimento di 280 milioni di euro; fa parte di un piano di sviluppo finanziato da vettori e utenti, secondo un contratto di programma siglato dal gestore SEA con Enac. Eppure, i flussi di traffico non ne evidenziano la necessità: oggi lo scalo sfrutta al 50% le proprie capacità.

E mentre il governo studia un "piano aeroportuale" il fondo F2i guidato da Vito Gamberale, già azionista di SEA, continua il suo shopping, acquistando partecipazioni negli scali di Torino, Bologna e Firenze. A fine 2012, il 36,6% dei passeggeri italiani sono decollati o atterrati in scali "partecipati" da F2i.

 

Ancora Expo sui cantieri della Pedemontana, dove i lavori si son fermati a fine febbraio 2013. Gli scempi, però, restano. E con un reportage da Arese, all'interno dell'area ex Alfa Romeo: oltre al centro commerciale più grande d'Europa, Euromilano realizzerà anche un grande parcheggio per l'Esposizione universale. In cambio: la destinazione d'uso del terreno cambierà a fine 2015.

 

Il commercio equo e solidale fattura 90 milioni di euro, e dà lavoro a oltre mille persone. Il mondo del Fair trade è però attraversato dalla crisi: 12 autorevoli esponenti -importatori e botteghe- discutono su Altreconomia le possibili strategie per uscirne.

 

Kedrion è un'azienda strategica: è l'unica a raccogliere e trasformare in medicine il plasma prelevato dal sangue degli italiani. Per questo, la società del gruppo Marcucci, riceve un contributo dalla Cassa depositi e prestiti. Il governo la considera importante (è partecipata dallo Stato attraverso il Fondo strategico italiano di Cdp) e in Italia non c'è concorrenza.

 

Ae di marzo dedica la copertina alla Lingua dei segni italiana: il suo riconoscimento dipende da un progetto di legge fermo alla Camera da oltre un anno. Secondo numerose associazioni che promuovono i diritti dei non udenti -la sordità colpisce il 12% della popolazione- sarebbe un modo per integrarli nella società. In 6 Paesi la lingua dei segni è riconosciuta dalla Costituzione. Una cinquantina quelli che hanno già legiferato in materia. In Italia, per il momento, solo iniziative regionali (in Sicilia e Piemonte).

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