Venerdì, 25 settembre 2026 - ore 15.35

(MI) CULTURA. A PALAZZO REALE LA MOSTRA DEDICATA A CARLA CERATI, “PLURALE FEMMINILE”

Duecento fotografie oltre a libri, documenti, materiali d’archivio e video per una grande esposizione antologica nel centenario dalla nascita e a dieci anni dalla scomparsa

| Scritto da Redazione
(MI) CULTURA. A PALAZZO REALE LA MOSTRA DEDICATA A CARLA CERATI, “PLURALE FEMMINILE”

CULTURA. A PALAZZO REALE LA MOSTRA DEDICATA A CARLA CERATI, “PLURALE FEMMINILE”



Duecento fotografie oltre a libri, documenti, materiali d’archivio e video per una grande esposizione antologica nel centenario dalla nascita e a dieci anni dalla scomparsa






Milano, 25 settembre 2026 – Palazzo Reale celebra Carla Cerati e, nel centenario dalla nascita e a dieci anni dalla scomparsa, le dedica l’antologica “Plurale femminile. Fotografia e scrittura, 1926-2026”. Aperta al pubblico da domani, sabato 26 settembre, fino al 10 gennaio 2027, la mostra riunisce 200 opere fotografiche, oltre a libri, documenti d’archivio e video, ripercorrendo il lavoro dell’artista che ha attraversato il secondo Novecento facendo della fotografia uno strumento di conoscenza della realtà e della scrittura un luogo di ritorno alla memoria.



Promossa da Comune di Milano - Cultura e prodotta da Palazzo Reale, Pernice Group e Cluster-A, la mostra è curata da Giovanna Calvenzi, Elena Ceratti e Mariateresa Cerretelli. L’esposizione antologica mette in relazione la dimensione pubblica e quella privata della ricerca di Carla Cerati. Da una parte la cronaca, la politica, le trasformazioni sociali; dall’altra la memoria familiare e l’elaborazione autobiografica affidata alla narrativa. Due dimensioni sviluppate lungo oltre trent’anni di attività, che dialogano nel percorso espositivo.



“Accogliere a Palazzo Reale una mostra antologica dedicata a Carla Cerati – dichiara l’assessore alla Cultura, Tommaso Sacchi – significa restituire a Milano lo sguardo di un’autrice che ha saputo raccontarne, con rigore e sensibilità rari, le trasformazioni sociali, urbane e culturali di oltre mezzo secolo. Nel centenario della nascita, la città riconosce nella sua opera un patrimonio vivo e ancora capace di interrogare il presente, di parlare alle nuove generazioni con la stessa forza con cui ha saputo raccontare la propria epoca. Questa mostra è un viaggio visivo e letterario attraverso oltre 200 opere, pensato per riscoprire una delle grandi protagoniste della cultura italiana e, con lei, le figure femminili che nel corso del Novecento hanno saputo farsi specchio critico del proprio tempo”.



Bergamasca di nascita e milanese d’adozione, Cerati ha fatto del capoluogo lombardo uno dei nuclei centrali della sua ricerca fotografica. Ne ha seguito i cambiamenti dalla ricostruzione al boom economico, dalla contestazione alle tensioni degli anni Settanta, fotografando nuovi quartieri, lotte operaie, cortei studenteschi e prime manifestazioni femministe. Allo stesso tempo, ha rivolto uno sguardo ironico ai rituali della borghesia e della vita culturale milanese.



Nei ritratti dedicati ai grandi intellettuali del Novecento e in quelli realizzati alla Libreria Einaudi di via Manzoni a Milano, compaiono alcune delle figure più rilevanti della cultura italiana del dopoguerra; nel teatro, dal Living Theatre a Eduardo De Filippo, il gesto scenico diventa una riflessione sul rapporto tra realtà e rappresentazione. Tra i nuclei centrali della mostra figura Morire di Classe, il reportage realizzato con Gianni Berengo Gardin nel contesto del lavoro di Franco Basaglia e Franca Ongaro Basaglia, pubblicato da Einaudi nel 1969.



“La mostra nasce dalla volontà di restituire Carla Cerati nella sua interezza, senza separare la fotografa dalla scrittrice e la storia pubblica dalla memoria privata. Il suo lavoro è plurale nei linguaggi e nei temi, ma nasce da una stessa necessità: comprendere il proprio tempo e trovare una forma per raccontarlo – afferma Elena Ceratti, figlia dell'autrice e co-curatrice della mostra.



Il percorso espositivo si sviluppa in dieci sale, dove gigantografie, proiezioni, strutture tridimensionali e ambienti immersivi traducono nello spazio alcuni temi della ricerca, lasciando le fotografie al centro della narrazione. La mostra si conclude con documenti originali e contributi video che permettono di ascoltare la voce dell’autrice e di approfondirne il lavoro.





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