Giovedì, 29 ottobre 2026 - ore 20.25

(MI) DIRITTI. RESIDENZA, SERVIZI ESSENZIALI E DOMANDA DI CASA POPOLARE

Anche a Milano applicheremo la deroga prevista dal decreto Renzi-Lupi sulle occupazioni abusive

| Scritto da Redazione
(MI) DIRITTI. RESIDENZA, SERVIZI ESSENZIALI E DOMANDA DI CASA POPOLARE
(MI) DIRITTI. RESIDENZA, SERVIZI ESSENZIALI E DOMANDA DI CASA POPOLARE: IL COMUNE TUTELA I NUCLEI FRAGILI
 
Bertolé, Bottero, Granelli e Romani firmano un atto di indirizzo politico: “Anche a Milano applicheremo la deroga prevista dal decreto Renzi-Lupi sulle occupazioni abusive, anche di immobili Erp, per garantire i diritti fondamentali ai più vulnerabili. È una questione di dignità”
 
Milano, 29 ottobre 2026 – Garantire alle persone fragili i diritti fondamentali di iscrizione anagrafica, attivazione dei servizi socio-sanitari essenziali,  attivazione delle utenze (acqua e luce) e la possibilità di presentare domanda per un alloggio popolare è l'obiettivo dell’atto di indirizzo politico, firmato dagli assessori Lamberto Bertolé (Welfare e Salute), Fabio Bottero (Edilizia residenziale pubblica), Marco Granelli (Cura del territorio e Protezione civile) e Gaia Romani (Servizi civici).
Si tratta dell’applicazione della deroga, prevista dall’articolo 5 del Decreto legge 28 marzo 2014 n.47, noto come “Decreto Renzi-Lupi” in materia di contrasto all’occupazione abusiva, anche a Milano, così come avviene anche a Roma Torino e Palermo.
 
La norma, all’art 5 comma 1-quater, dispone che, in presenza di persone minorenni o particolarmente vulnerabili, meritevoli di tutela, per garantire le condizioni igienico-sanitarie, si possa derogare sia ai divieti di residenza e di accesso ai servizi pubblici, imposti dal decreto a chi occupa immobili, sia all’impedimento a partecipare alle procedure di assegnazione degli alloggi popolari previsto in particolare per coloro che abitino in maniera irregolare in un alloggio Erp.
 
“Questa – spiegano gli assessori – è soprattutto una questione di dignità: anche chi vive in situazioni di vulnerabilità sociale e sanitaria, sebbene in una condizione abitativa irregolare, deve vedersi riconosciuti i diritti fondamentali, perché situazioni come quella che si è verificata in via Quarti - con decine di famiglie con bambini, persone con disabilità e anziani, costrette a vivere al buio e al freddo o con allacci abusivi che costituiscono un rischio per la sicurezza - possano essere intercettate e prevenute”.
 
L’iscrizione anagrafica è il prerequisito per accedere a una serie di prestazioni pubbliche ed essenziali – dal rilascio della carta d’identità all’iscrizione al servizio sanitario nazionale –, oltre che per attivare la presa in carico da parte dei servizi di assistenza territoriali. Così come l’attivazione di contratti per l’accesso a luce, acqua e gas risponde alla necessità di garantire adeguate condizioni igienico-sanitarie e salvaguardare salute e sicurezza del nucleo familiare meritevole di tutela.
 
“È fondamentale lavorare in una logica preventiva, con la consapevolezza che gli interventi urgenti messi in atto in questi anni in situazioni di emergenza rischiano di essere inefficaci o tardivi. Non si tratta solo di un atto formale, ma di una decisione che ha un impatto reale sulla vita delle persone – ribadiscono gli assessori –. Con questa delibera poniamo i presupposti per rafforzare il patto non scritto tra Amministrazione e cittadinanza, da cui derivano diritti e doveri. Attraverso la residenza e l’accesso ai servizi pubblici si afferma il sentimento di appartenenza ad una comunità: è anche così che possiamo garantire ai nostri quartieri maggiore convivenza civile, coesione sociale e sicurezza urbana”.
 
La deroga potrà essere adottata, tramite Ordinanza del Sindaco, a seguito di un’istruttoria volta ad accertare la sussistenza e permanenza di precise condizioni di fragilità che richiedono la tutela del nucleo occupante, ovvero la presenza di minorenni, donne in stato di gravidanza, over 70 o persone con invalidità pari o superiore al 67%. Inoltre, nessun componente della famiglia deve essere proprietario, anche in usufrutto, di altri appartamenti nel territorio regionale.
 
“La deroga – precisano gli assessori – è uno strumento eccezionale previsto dalla legge, che non depotenzia l’impegno dell’Amministrazione nel contrasto al fenomeno delle occupazioni abusive, su cui tanto il Comune ha fatto in questi anni a partire dal patrimonio di sua proprietà: il numero di alloggi comunali occupati negli ultimi undici anni è sensibilmente diminuito, passando da 1.740 nel 2014 a 459 nel 2025. Il provvedimento, infatti, non attribuisce alcun titolo giuridico in relazione all’alloggio abitato in maniera irregolare”.
 
La deroga, che avrà validità massima di tre anni, apre alla possibilità per la famiglia in una condizione di particolare vulnerabilità, meritevole di tutela, che occupa una casa popolare nel territorio della città di Milano di presentare domanda per un alloggio Sap o Sat. Procedura che, solo se in possesso dei requisiti e all’esito dell’iter di assegnazione previsti dalla norma regionale, consentirà al nucleo di superare la propria condizione.
 
“Oggi, tra l’altro, per effetto della modifica alla legge regionale di giugno 2025 – aggiungono gli assessori – non è più possibile ricorrere ai Servizi abitativa transitori per affrontare il disagio abitativo dei nuclei occupanti più fragili, come è stato fatto nei casi di Vaiano Valle o di via Bolla. Servono nuovi strumenti e nuovi percorsi. Di fronte all’acuirsi delle disuguaglianze, che ha spinto molte famiglie in una condizione di fragilità e precarietà, Milano si organizza quindi, anche con questo provvedimento, per dare una risposta concreta al bisogno reale di cittadini e cittadine a partire dalle condizioni di fragilità”.
 

 

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