Ufficio postale di Gussola, otto mesi di chiusura e cinque rinvii: “I cittadini meritano rispetto”
L'amministrazione ha trasmesso una nota formale all'azienda e ha chiesto che il caso venga esaminato anche a livello regionale. La riapertura, inizialmente prevista per l'11 novembre, è stata nuovamente posticipata al 27 novembre. Il Sindaco: “Dopo mesi di chiusura, questa situazione rischia di essere percepita come una presa in giro”.
GUSSOLA, 28/10/2026 – Il sindaco Stefano Belli Franzini ha formalizzato la protesta nei confronti di Poste Italiane per la chiusura prolungata dell'ufficio postale di via Berlinguer, fermo da marzo 2026 per i lavori di ammodernamento legati al Progetto Polis. La riapertura è stata rinviata per la quinta volta: con una nuova comunicazione l'azienda ha spostato la data dall'11 al 27 novembre, attribuendo il nuovo slittamento a un ritardo nella consegna dei materiali. L'amministrazione comunale ha inviato una nota ai responsabili aziendali e ha chiesto che la vicenda venga esaminata anche a livello regionale e territoriale. Segue la dichiarazione integrale del Sindaco Belli Franzini.
“Come Sindaco di Gussola, ritengo doveroso rendere pubblica questa situazione e denunciare un disagio che, con il passare dei mesi, è diventato sempre più pesante. L'ultimo aggiornamento è l’ennesimo slittamento di una scadenza che i cittadini attendono ormai da mesi. Dopo cinque cambiamenti del calendario previsto per la riapertura, è inevitabile chiedersi quanto sia attendibile anche questa nuova scadenza.
La pazienza ha un limite. Questi rinvii accompagnati da spiegazioni generiche, senza indicazioni precise e senza certezze sulla conclusione dei lavori, rischiano ormai di essere percepiti come una presa in giro nei confronti di un'intera comunità. È una percezione che nessuno dovrebbe sottovalutare, perché riguarda la fiducia dei cittadini nella capacità di garantire un servizio essenziale e di rispettare gli impegni comunicati.
i cittadini hanno diritto di sapere che cosa stia accadendo, quali attività restino da completare e quando potranno tornare a utilizzare il proprio ufficio postale.
Se i ritardi sono legati alla consegna dei materiali, è legittimo chiedersi se la pianificazione dell'intervento sia stata adeguatamente coordinata con i tempi di approvvigionamento e con la disponibilità effettiva di quanto necessario per procedere.
Era davvero inevitabile chiudere l'ufficio postale e mantenere il servizio sospeso per un periodo così lungo, senza garantire una continuità adeguata delle lavorazioni? Non sarebbe stato meglio organizzare le diverse fasi dell'intervento tenendo conto delle consegne previste e programmando le attività affinché il periodo di chiusura fosse il più breve possibile?
Sono domande legittime, soprattutto alla luce di quanto si può osservare dall'esterno. Per lunghi periodi, infatti, il cantiere è rimasto inattivo, mentre l'ufficio era chiuso a danno dei cittadini. Una circostanza che non è passata inosservata e che rende ancora più difficile comprendere le ragioni di un blocco tanto prolungato.
Naturalmente, dall'esterno non è possibile conoscere tutte le eventuali attività tecniche, organizzative o preparatorie svolte e non visibili. Proprio per questo chiediamo a Poste Italiane di fornire chiarimenti puntuali sullo stato effettivo del cantiere e sulle ragioni per cui i lavori abbiano subito periodi di apparente inattività.
Il problema, quindi, non è soltanto quando arriveranno i materiali, ma anche come siano stati programmati e gestiti i lavori in questi mesi.
L'assenza dell'Ufficio Postale incide sulla quotidianità di molte persone: anziani, famiglie e cittadini sono costretti a organizzarsi diversamente e a raggiungere altre sedi e, per chi ha difficoltà negli spostamenti, è un problema particolarmente rilevante. Non parliamo, quindi, di un semplice inconveniente legato all'esecuzione di lavori di ammodernamento, ma dell'assenza prolungata di un servizio importante per la vita quotidiana della popolazione.
Gussola, con i suoi circa 2.700 abitanti, ha diritto a un ufficio postale efficiente e accessibile, la cui importanza non può essere valutata soltanto in base alla sua presenza formale sul territorio, ma anche sulla possibilità concreta per i cittadini di usufruirne.
Come Amministrazione comunale abbiamo già formalizzato le nostre rimostranze nei confronti di Poste Italiane, trasmettendo una comunicazione ai responsabili aziendali competenti e chiedendo chiarimenti sulle ragioni dei ritardi, sulle attività ancora da completare e sulle misure necessarie a evitare ulteriori slittamenti.
Abbiamo inoltre chiesto che la vicenda venga esaminata anche a livello regionale e territoriale, perché riteniamo che, dopo cinque rinvii, non sia più sufficiente una semplice comunicazione con una nuova data.
Non contestiamo il Progetto Polis e riconosciamo l'importanza degli investimenti destinati ad ammodernare gli uffici postali. Condividiamo l'obiettivo di rendere i servizi più efficienti e accessibili. Proprio per questo, riteniamo che la realizzazione di questi interventi debba essere accompagnata da una programmazione adeguata, da una gestione attenta delle criticità e da comunicazioni tempestive e trasparenti verso le comunità interessate.
Come Sindaco, considero mio dovere rappresentare il disagio dei cittadini e chiedere conto di una situazione che si protrae ormai da troppo tempo. Non chiediamo privilegi e non pretendiamo che non possano verificarsi imprevisti durante l'esecuzione dei lavori. Chiediamo, però, che gli imprevisti vengano affrontati con la necessaria organizzazione e che, quando gli impegni non possono essere rispettati, vengano fornite spiegazioni precise, anziché comunicazioni generiche che lasciano irrisolti tutti gli interrogativi.
Un'Amministrazione comunale ha il dovere di collaborare con i soggetti che operano sul territorio, ma anche di intervenire quando un servizio utilizzato dalla popolazione viene meno per un periodo prolungato. Segnalare una criticità e chiedere il rispetto degli impegni non significa assumere un atteggiamento polemico: significa esercitare una responsabilità istituzionale nei confronti della comunità che rappresentiamo.
La data del 27 novembre è ora quella indicata da Poste Italiane per la riapertura. Chiediamo all'Azienda di chiarire lo stato effettivo dei lavori, specificare quali attività restino da completare e fornire garanzie attendibili sul rispetto della nuova data. Dopo cinque rinvii, è legittimo aspettarsi un impegno concreto e una comunicazione finalmente esaustiva.
La disponibilità al dialogo e alla collaborazione istituzionale da parte nostra rimane, ma non può essere interpretata come un'accettazione passiva di ritardi ripetuti e di una situazione che continua a penalizzare la comunità.
Come Amministrazione, continueremo a rappresentare le esigenze dei cittadini.”



